Dott. Roberto Fischetti (responsabile del laboratorio alimenti della Sezione di Pisa dell'Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana) "Il latte crudo italiano si è dimostrato un alimento sicuro. Questo non significa che sia privo di germi patogeni. Occasionalmente una varietà di germi patogeni è presente nel latte crudo, come negli altri alimenti, in ridotta quantità tale da non creare problemi di tossinfezione nella massa dei consumatori. Tuttavia ci sono categorie a rischio che possono essere colpite da malattia alimentare anche quando la presenza di germi patogeni è molto inferiore al numero che può causare tossinfezione nella popolazione normale (le preoccupazioni maggiori sono per Escherichia coli ,ceppo enterotossico, che può provocare la sindrome uremico emorragica, molto grave, e per Campylobacter, che provoca gastro enterite). Sarei pertanto favorevole, anche per proteggere il prodotto, a limitazioni d'uso per categorie a rischio (es.: non adatto, oppure da bollire, per neonati, immunosoppressi ecc.) da indicare a chiare lettere attraverso cartelli esposti al distributore.". Dott. Fausto Cavalli (Agronomo zootecnico, coordinatore di Bevilatte) "La forza del latte crudo è in una capillare presenza sul territorio (siamo più di mille punti vendita!), con un credito di credibilità, faticosamente guadagnato da ogni singolo Produttore presso la propria clientela. Stiamo auspicando che ogni singolo Produttore non abbia paura di parlarne, di dire le cose come stanno, e che è tutte queste notizie riportate da media sono solo una montatura fatta ad arte per distruggere il successo del fenomeno e minare la credibilità della categoria e del sistema di vendita diretta. Non ci sono casi dimostrati di infezione alimentare riferibili al consumo di latte crudo prelevato da un distributore automatico." |