Dottoressa Claudia Costanza, laureata in Medicina Veterinaria nel luglio del 2008 presso l' ateneo di Bologna. I primi contatti con il mondo del latte crudo sono avvenuti nel Marzo 2008, con l'inizio di una tesi sperimentale sull' argomento. La parte compilativa della tesi era incentrata sulla stipulazione di una rassegna legislativa che mettesse a confronto Regolamenti europei, Recepimento a livello nazionale di questi ed infine le Determine Regionali, in particolar modo la Det. n° 4481/2008 vigente ad oggi in Emilia Romagna. La parte sperimentale del lavoro consisteva nell' allestimento di campioni di latte e di feci, prelevati direttamente dalle stalle, alla ricerca di tutti gli Escherichia coli Verocitotossici (o VTEC o STEC), tra cui anche l' O:157 H7. La creazione di questo sito parte in risposta alla tempesta mediatica che ha investito i produttori di latte crudo di tutt' Italia. Questo perchè il latte crudo è un prodotto nuovo (in Italia per lo meno, poichè nel nord europa questa filiera corta è presente da qualche anno in più) e come ogni prodotto giovane è soggetto ad una continua evoluzione (ed un constinuo miglioramento), sia dal punto di vista legislativo che da quello operativo. Non siamo per cui di fronte ad una produzione totalmente esente da qualsiasi rischio. Ci si potrebbe anche chiedere però, se esista una produzione alimentare esente da qualsiasi rischio. La risposta è sicuramente negativa poichè anche in uno degli alimenti più sicuri al mondo, il miele, non sono totalmente assenti i rischi biologici. Di questo il consumatore dovrebbe essere sempre messo al corrente: il rischio ZERO non esiste. Per cui o si smette di mangiare o ci si affida all'acquisto di prodotti sicuri "quasi" al 100%.
Sicuramente anche nel mio lavoro sperimentale mi sono imbattuta in situazioni che, obiettivamente, ho definito "migliorabili" da un punto di vista igienico e manageriale. E sicuramente, dopo poco tempo, quelle situazioni sono state migliorate. La sensibilità degli allevatori è molto più alta di una volta ed essi sono i primi ad accogliere volentieri critiche, a patto che queste siano costruttive, ovvero ricche di consigli per un approccio migliore al problema in questione.
A fronte di tutti ciò che ho scritto non riesco a darmi spiegazione del motivo per cui questo prodotto sia stato, così improvvisamente demonizzato al punto da SPAVENTARE il consumatore dall' avvicinarcisi. Per interessi ECONOMICI forse ? A mio avviso è altamente probabile che qualcuno dei colossi produttori di latte abbia storto il naso davanti ad una produzione verso cui il consumatore è decisamente invogliato.
Il consumatore .. si rende ben conto di che cosa ha tra le mani.
- un prodotto genuino
- un prodotto unico (ogni allevatore ha le Sue vacche e il sapore del Suo latte è unico), senza un appiattimento di sapori
- un prodotto economico
- un prodotto che permette la sopravvivenza anche ai piccoli produttori (che così non devono piegarsi sempre di più ai prezzi che gli impongono i grandi produttori di latte)
Mi viene in mente una pubblicità che recentemente fa la Granarolo in cui l'allevatore con la sua "mucchina" bianca e nera al guinzaglio porta in casa del bambino il Suo latte. Come si fa a credere a queste cose, ancora oggi?
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