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LA BORRACERIA

" IL VINO RENDE LIETO IL CUORE DELL'UOMO "

 

"Il vino è bevanda. Anzi per parlare rettamente, non soltanto bevanda che spegne la sete;questa è l'acqua propriamente. Il vino mira a qualcosa di più. « Esso rende lieto il cuore dell'uomo», dice la Sacra Scrittura. Senso del vino non è solo di spegnere la sete, bensì d'essere la bevanda della gioia, della pienezza, dell'esuberanza. «Com'è bella la mia coppa piena di ebrezza!», dice il salmo.Compendi cosa significa questo? Che qui ebrezza ha un significato completamente diverso da eccesso?Bellezza scintillante è il vino, profumo e forza che tutto dilata e trasfigura. Ed è sotto la figura del vino che Cristo ci elargisce il Suo sangue divino. Non come bevanda ragionevolmente misurata, bensì come sovrabbondanza della prelibatezza divina.«Sanguinis Christi, inebria me - sangue di Cristo inebriami», pregava S. Ignazio di Loyola, l'uomo dal caldo sangue cavalleresco. E Santa Agnese parla del sangue di Cristo come di un mistero di amore e d'inesprimibile bellezza:«Miele e latte ho succhiato dalla Sua bocca ed il Suo Sangue ha reso amabili le mie guance»:così dice nelle preghiere della sua festa. Cristo ci è divenuto pane e vino in un sacramento: cibo e bevanda. Noi lo possiamo mangiare e bere. Il pane è fedeltà e salda costanza.  Il vino è audacia, gioia oltre ogni misura terrena, profumo e bellezza, ampiezza di desiderio ed esaudimento senza limiti, ebrezza della vita: possedere, prodigare


Bacco dal latino Bacchus nome dato nell'antica Roma al dio greco Dioniso, figlio di Giove e Semele., era (ed è ancora!) venerato in antichità come il dio del vino.


 La corrispondenza del latino Bacco e del greco Dioniso è pressoché
totale: così come il dio latino è figlio di Giove e Semele analogamente Dioniso nasce secondo la mitologia greca dall'incontro tra Zeus e Semele nota anche come "Luna". Le modalità con cui avvenivano le celebrazioni in onore di Bacco e Dioniso sono in pratica le stesse anche se in Grecia il culto di Dioniso risale a tempi molto più antichi. Tali feste dette Baccanali consistevano in celebrazioni all'insegna della sfrenatezza alle quali partecipavano quasi sempre esclusivamente donne.

 

Secondo la mitologia greca, Bacco-Dioniso nasce appunto da Zeus e da Semele.  Sull'identità della procreatrice vi sono in realtà anche altre versioni, ma la più famosa è quella che vede in Semele la madre di Dioniso. Secondo la leggenda ella si incontrò segretamente con Zeus  spacciatosi per un comune uomo mortale e ne fu conquistata. La gelosa Era però trasformatasi in una vecchia donna rivelò a Semele la vera identità di Zeus e la convinse a farsi mostrare dal dio le proprie reali sembianze. Di fronte al rifiuto di Zeus di smascherarsi, Semele negò il suo amore, il dio allora infuriatosi svelò il suo aspetto fra tuoni e folgori così forti che Semele svanì. Il bambino in grembo, Dioniso appunto, fu  però salvato da Ermete e nacque in seguito dalla coscia di Zeus divenendo così un dio immortale. La vendetta di Era però doveva ripetersi sul giovane Dioniso. I Titoni furono infatti incaricati dalla dea di uccidere il giovane Dioniso che fu però salvato dalla nonna Rea madre di Zeus che gli ridonò la vita. Zeus allora affidò il figlio alle cure della regina Ino che per proteggerlo lo nascose nelle stanze delle donne. Anche questo nascondiglio fu scovato da Era, tant'è che per proteggere il figlio Zeus ordinò a Ermete di trasformarlo in un capretto. Dioniso fu poi portato presso il Monte Elicona per essere affidato e allevato dalle ninfe le quali nascosero il dio in una grotta e lo nutrirono con il miele. E fu proprio sul Monte Elicona secondo la leggenda che Dioniso, trovata una vite, inventò il vino. Da adulto Dioniso, secondo la leggenda e il mito, viaggiò molto per il mondo, conquistò e fondò numerose città in cui diffuse il vino e la viticoltura.

 

 Secondo la leggenda dunque il vino sarebbe stato inventato dal nostro amico Bacco sul Monte Nisa in Elicona.  In realtà sebbene il vino fosse diffusissimo nell'antica civiltà greca pare che l'inebriante bevanda non fosse un'invenzione ellenica. Attente ricerche infatti hanno rivelato che le prime vendemmie siano da attribuire alle popolazioni che abitavano le montagne a ridosso della costa meridionale del Mar Nero. In questa zona infatti, a causa di particolari condizioni ambientali il vitigno selvatico cresceva spontaneo. Di lì poi il vino si diffuse rapidamente tramite mercanti e viaggiatori nel bacino mediterraneo dalle prime coltivazioni sulle colline dell'Elicona (di lì la leggenda della creazione del vino)  fino alla Libia e alla Palestina. La viticoltura poi si diffuse con la stessa rapidità anche ad oriente, in India e in Persia, parallelamente al culto del vino e a celebrazioni del tutto simili alle baccanali. Più tardi sbarcò in Europa portato come gustosa novità dai primi viaggiatori e dai mercanti stranieri.

Pagine secondarie (1): D.O.C.G.