Ingredienti:
- Mazze di tamburo aperte (Macrolepiota Procera) o brise (Pleurotus
Ostreatus)
- 100 gr di farina 00
- birra bionda fredda
- 10 foglie di salvia
- 1 scalogno, piccolo
- pepe nero
- olio evo per friggere (dal sapore delicato, ligure o del Garda)
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Eliminare i gambi delle mazze di tamburo o le parti troppo fibrose delle
brise e spazzolare delicatamente i cappelli per eliminare ogni traccia di
terriccio, quindi tagliarli in 4/5 pezzi.
Versare in una ciotola la farina, aggiungere birra (fredda, mi raccomando) a
sufficienza per ottenere una pastella non troppo liquida –indicativamente
150/170 gr- evitando di formare grumi.
Aggiungere alla pastella una macinata di pepe, la salvia e lo scalogno
tritato.
Immergere i funghi nella pastella badando di ricoprili per bene sopratutto
sul lato delle lamelle (per proteggerle dall’olio ed evitare che ne assorbano in
grandi quantità) quindi scuoterle per eliminare la pastella in eccesso e
friggerle in olio a 170°, finché non saranno dorate.
Scolarle e appoggiarle su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio
in eccesso, spolverare di sale e servire immediatamente. |
Procedimento:
Preparare l’impanatura con una parte di farina di mais e una parte di
farina 00, aggiungere una bella macinata di pepe nero e abbondante paprika. Tagliare i pomodori a fette di un cm circa e passarle nell’impanatura
premendo bene in modo che si beva bene la –poca- umidità del pomodoro. Scaldare un dito d’olio evo in padella; quand’è caldo disporvi i pomodori che
andranno voltati quando saranno ben dorati, Scolare i pomodori, asciugarli con carta da cucina, spolverarli di sale e
servirli immediatamente, ben caldi.
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