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Note tecniche

L'ambiente nella registrazione della musica classica
Nota Tecnica di Julian Miglio - 22 Luglio 2009
 
L'ambiente nel quale si effettuano le riprese microfoniche
per una registrazione è molto importante, ci sono molti
fattori che devono essere presi in considerazione, come il
rumore, la riverberazione naturale, la disposizione degli
strumenti e dei cantanti, la distanza tra le pareti e il
soffitto, ma anche il materiale con il quale è stata
costruita la sala.
Dal punto di vista ingegneristico una registrazione perfetta
è quella che riesce a riprodurre il suono esattamente come
viene ascoltato dal pubblico, ma questo non è mai possibile,
in primo luogo perchè ogni persona seduta in punti diversi
percepisce il suono in modo diverso anche se si considera
che l'ascolto migliore si ottenga in posizione centrale.
In secondo luogo, la ripresa con un numero elevato di
microfoni relativamente chiusi a breve distanza per
minimizzare il rapporto segnale/ruomore garantiscono qualita
molto elevate ma perdono alcune delle caratteristiche
ambientali come la riverberazione naturale. Questo problema
si puo risolvere utilizzando, oltre ai microfoni chiusi sugli
strumenti e sui cantanti, un paio di microfoni di uguale
caratteristica aperti l'uno rispetto all'altro di circa 30°
(gradi) e posti a circa 10 metri dalla sorgente del suono.
Questi microfoni riprendono anche le riverberazioni naturali
e le componenti armoniche della sala, dando come risultato
un suono piu vicino a quello reale, tutta via bisogna
considerare un lavoro a posteriori per correggere la fase
gia che il segnale arriva in ritardo rispetto ai microfoni
posizionati piu vicino.
Io ritengo personalmente che il timbro e le caratteristiche
del suono di uno strumento sono sempre strettamente legate
all'ambiente nel quale questo viene suonato, l'ascoltatore
non percepisce soltanto il suono proveniente direttamente
dall strumento, ma anche le componenti riflesse dall'ambiente
circostane, le pareti, il legno dei mobili, i tendaggi,
il soffitto e il pavimento, ma anche il pubblico incidono
notevolmente sulle caratteristiche complessive del suono
emesso da uno strumento. Secondo il mio gusto personale
il miglior luogo dove registrare la musica classica, sia
strumentale che cantata è il teatro, il legno conferisce
delle sfumature molto colorate che in studio non è possibile
ottenere.
 
 
Errore di fase nelle registrazioni della musica classica
Nota tecnica di Julian Miglio - 20 Luglio 2009
 
La registrazione delle musica classica necessita l'utilizzo di
diversi microfoni posizionati in modo tale da riuscire a riprendere
tutti gli strumenti in modo uniforme. L'eleveto numero di strumenti
in orcherstre ed opere liriche impedisce la tecnica di ripresa dei
singoli strumenti e voci, di conseguenza si opta quasi sempre per
riprese ambientali con distribuzione uniforme nello spazio. Un'elevato
numero di microfoni garantisce un buon rapporto segnale/rumore
e una ripresa molto uniforme di tutti gli strumenti, ma puo introdurre
un'errore di fase.
L'errore di fase puo produrre degli effetti indesiderati come "battimenti"
o alterazione dei livelli in alcuni punti dello spettro, in questo caso
il risultato è che alcune note hanno un livello superiore o inferiore
rispetto al livello generale.
Non è possibile eliminare completamente l'errore di fase in quanto
ogni microfono riceve componenti del suono da diverse distanze e
angolazioni ripetto agli altri, ma con un'accurata scelta dei microfoni
e un giusto posizionamento è possibile riturne gli effetti fino a renderli
trascurabili.
Una buona abitudie è quella di posizionare i microfoni in modo che
ognuno di essi copra una superficie ben definita e che la sovrapposizione
tra superfici riprese sia la piu piccola possibile senza lasciare zone
d'ombra. In linea di massima, si puo considerare un buon valore di
attenuazione intorno ai 10 dB, questo garantisce che l'errore di fare sia
sufficientemente piccolo da cosiderarsi trascurabile.
 
Controllo della dinamica nella musica classica
Nota tecnica di Julian Miglio - 16 Luglio 2009
 
Generalmente la musica classica ha una dinamica molto elevata,
tra il pianissimo e il fortissimo c'è una differenza di livello di
segnale notevole che puo anche arrivare ai 70dB.
Con la tecnologia attuale la registrazione delle singole sorgenti
di segnale ha raggiunto livelli qualitativi molto elevati, per
avere una idea di massima, i registratori professionali oggi in
commercio garantiscono una dinamica di 110dB, molto al di sopra
di quella che è necessaria per la registrazione di una orcherstra
o di un'opera lirica. Tuttavia bisogna tener presente che non è
mai possibile sfruttare tutta la dinamica messa a disposizione
dei convertitori analogico/digitale dei registratori, e il motivo
sta nel fatto che per quanto accurata sia la messa a punto dei
guadagni nelle prove che precedono la registrazione, nella fase
della vera esecuzione del brano potrebbe succedere che i musicisti
suonino un po piu forte con la conseguente saturazione degli stati
di preamplificazione dei microfoni.
La migliore messa a punto dei microfoni e dei livelli di guadagno
si ottibe assistendo alle prove e simulando la registrazione, cosi
è possibile monitorare l'intera esecuzione del brano e verificare
che il segnale non vada mai oltre la soglia di saturazione.
Nel caso in cui non sia possibile assistere alle prove, è necessario
chiedere ai musicisti di eseguire un frammento dell'opera dove
cè un fortissimo e regolare il guadagno dei microfoni di conseguenza.
Molti ingegneri suggeriscono di prendere la buona abitudine di regolare
il guadagno dei preamplificatori dei microfoni in modo tale che il
picco del segnale massimo (e non il valore RMS) sia sempre al di
sotto i -12dB, in questo modo la propbabilita che si verifichi una
saturazione è estremamente improbabile, e comunque la dinamica
effettiva è intorno ai 98dB, ancora abbondantemente superiore riepetto
a quella necessaria, ma bisogna tener conto anche che segnali con
livelli troppo bassi potrebbero introdurre distorsione e rumore di
quantizzazione. Si tratta sempre di trovare il giusto compromesso tra
il livello minimo e il livello massimo.
Considerando quanto sopra, non è necessario utilizzare sistemi
elettronici per comprimere o limitare il segnale in fase di registrazione,
è sufficiente soltanto una accurata messa a punto dei microfoni e dei
guadagni degli stati di preamplificazione.
L'utilizzo di sistemi elettronici di compressione pero puo essere
necessario nella fase della miscelazione delle tracce e della
realizzazione del master.
Anche se oggigiorno si riescono ad ottenere registrazioni quasi
perfette, bisogna sempre ricordare che una registrazione non potra
mai essere paragonata ad una esecuzione dal vivo, è quindi importante
differenziare le due cose. Le registrazioni sono concepite per
essere ascoltate in luoghi molto diversi, in casa, in ufficio, in
sale da ballo, e anche in automobile, ci sono poi anche molte emittenti
radiofoniche che trasmettono esclusivamente musica classica.
Consideriamo il caso di ascoltare una registrazione di musica classica
in una stanza sileziosa con un buon sistema stereofonico, in queste
condizione una registrazione con 70dB di dinamica puo essere
apprezzata nei minimi dettagli, sia nel caso in cui si utilizzino delle cuffie
stereofoniche sia che si utilizzino i diffusori sonori messi a
qualche metro dall'ascoltatore, si potranno apprezzare perfettamente
i pianissimi e i fortissimi. Prendiamo invece il caso in cui si
ascolti la musica classica in automobile, essendo il sumore di fondo
molto elevato, per poter ascoltare bene i pianissimi si dovrebbe
regolare il livello ad un volume molto elevato, di conseguenza i fortissimi
sarebbero cosi alti da risultare fastidiosi.
In questo caso la tecnica di compressione potrebbe aiutare l'ascolto,
è da tener presente che l'orecchio umano ha gia un suo controllo
automatico della dinamica, si vedano i trattati di psicoacustica,
per tanto, l'utilizzo di sitemi di controllo della dinamica non
sono innaturali, ma se utilizzati con criteri adeguati possono
aiutare notevolmente l'ascolto. Il caso peggiore è senza alcun
dubbio la trasmissione radiofonica su canali FM (in modulazione
di frequenza) è noto infatti che la variazione del segnale, e
quindi la dinamica, deve essere assolutamente limitata altrimenti
i trasmettitori potrebbero disturbare le emittenti adiacenti, le
trasmissioni FM hanno una dinamica molto limitata, intorno ai 40db,
di conseguenza tutte le trasmissioni, ma in particolare la musica
classica, devono essere sempre controllate dinamicamente con l'utilizzo
di tecniche di compressione del segnale.
In alcune opere liriche, capita che l'orchestra copra completamente
la voce dei cantanti, anche in questo caso, l'utilizzo di sistemi
elettronici potrebbe migliorare notevolmente l'ascolto, sarebbe
conveniente posizionare dei microfoni per le voci dei cantanti e
processare la dinamica in modo che sia sempre perfettamente udibile.
In questo caso è possibile utilizzare la tecnica della compressione,
regolando opportunamente la soglia di intervento e la curva di
compressione si possono ottenere dei risultati eccellenti, bisogna
tener presente pero che in esecuzioni dal vivo questa tecnica risulta
essere molto critica dal punto di vista tecnico, in quanto il segnlale
amplificato potrebbe introdurre dei fischi dovuti al rientro nei microfoni,
tuttavia, non è necessario amplificare eccessivamente, basterebbe
incrementare di pochi dB.