Articoli raccolti su Internet
nota: gli articoli riportati sono stati raccolti su Internet e sono stati copiati cosi come sono. Dave Stewart a Milano: "Il music business sta uscendo dall'età della pietra"
( http://www.rockol.it - 26 maggio 2009 )
Non è una divetta di plastica, un semplice avatar o un’artista irtuale, la Cindy Gomez scoperta da Dave Stewart e da lui prescelta come protagonista del videogioco per cellulari “Dance Fabulous”
che Nokia metterà in commercio tra pochi giorni (vedi News). Per dimostrarlo, ieri al Nokia Building
di Milano, l’ex Eurythmics si è esibito con la canadese di sangue belga-colombiano in un breve
assaggio live di due dance songs riarrangiate per voce, chitarra acustica e base preregistrata.
“So quanto è difficile per una nuova artista raggiungere un pubblico di massa, e per questo sono felicissima dell’opportunità che mi è stata data” ha detto la giovane e fascinosa Cindy, che sfodera
una voce potentissima e ha pure accennato un brano tradizionale in lingua hindi (uno dei sei idiomi
che parla correntemente). Stewart, che oggi ama definirsi come un “agente di cambiamento”, spiega
la genesi di un progetto così inusuale: “Ho incontrato Cindy un giorno alle prove del Larry King Show,
negli Stati Uniti. Sono subito rimasto affascinato dalla sua voce e dal suo talento di autrice, e ho pensato che mi sarebbe piaciuto produrla. Subito dopo ho dovuto pormi il problema: come farla
emergere tra i milioni di nuovi artisti che si affacciano su Internet? Grazie a Nokia, di cui sono
diventato consulente artistico, ho pensato al videogioco come a un trampolino di lancio da affiancare
agli strumenti più tradizionali, la promozione radiofonica e il disco distribuito nei negozi
(da Universal, ndr). Insieme abbiamo appena completato la registrazione di un album”. Stewart è però
convinto che non si debba più ragionare in termini tradizionali, e di formati “classici”. “L’industria
discografica”, sostiene, “è rimasta all’età della pietra. Da decenni le transazioni commerciali sono
istantanee in tutto il mondo: posso comprarmi una camicia in un negozio di Milano e, con una semplice
strisciata della carta di credito, fargli accreditare l’importo dell’acquisto in tempo reale dalla mia banca
di Los Angeles. Pensate a quello che succede nella musica, invece: una tua canzone passa in radio,
la casa discografica e l’editore incassano dei soldi e tu riscuoti la tua quota due anni dopo.
E’ un’assurdità, un sistema contabile nebuloso e un modo iniquo di trattare l’artista”. “Fino a poco tempo
fa, nel music business non c’era trasparenza”, sostiene il musicista inglese. “Ma ora le cose sono
cambiate: un portale digitale come l’Ovi di Nokia è come una nuvola sopra la testa da cui, allungando
la mano, puoi prendere quello che vuoi.
Con le nuove tecnologie ogni artista può crearsi un proprio ‘mondo’ multimediale grazie al quale la comunicazione con i fan diventa ogni giorno più ricca, flessibile, intensa e interattiva. Pensa a un
fanatico di Bob Dylan…non pagherebbe a occhi chiusi 3 dollari e 99 per ascoltarsi la registrazione di
un dialogo sconclusionato tra il suo eroe e Allen Ginsberg negli anni Sessanta, se ne avesse l’occasione?
O a un cinefilo: non si scaricherebbe un ‘corto’ di Quentin Tarantino appena sfornato dal regista?
Lo stesso vale per Cindy: vuoi procurarti una sua performance acustica esclusiva, un mp3 gratuito,
acquistare immediatamente il biglietto per un suo concerto nella tua città? Basterà dire sì e fare un clic
sul telefono o sul computer (che poi oggi sono la stessa cosa) per avere accesso a materiali finora
inimmaginabili. Siamo reduci dal festival del cinema di Cannes, dove abbiamo concluso un accordo per
la produzione di un film che vede Cindy protagonista e la cui sceneggiatura lega a doppio filo la storia al
videogioco. Ricorda un po’ ‘Little Miss Sunshine’, per darvi un’idea: è un altro modo per creare quel
‘mondo’ artistico cui accennavo prima. La cosa più difficile è farsi aiutare dalle grandi compagnie dotate
di risorse a comporre i pezzi del puzzle: Nokia, in questo, è all’avanguardia. E da qui a sedici, diciotto
mesi mi aspetto delle evoluzioni fantastiche nell’interazione tra artista e pubblico: che in questo modo ha
a disposizione strumenti nuovi per comprenderne appieno la creatività e il modo di operare. Gli artisti,
oggi, devono garantirsi ogni mezzo di espressione disponibile: in fin dei conti siamo noi gli ultimi
baluardi della democrazia nel mondo occidentale”. Industria musicale: è il momento della svolta
di: Giacomo Dotta ( http://www.webnews.it - 19 settembre 2008 )
L'amministratore delegato Vivendi ne è certo: l'industria musicale è ad una svolta. La musica digitale è ormai cresciuta tanto da bilanciare la decadenza dei CD, i bilanci tornano a crescere e il peggio
sembra essere passato. Il DRM non è la soluzione.
L'industria musicale è ad una svolta. Un giudizio tanto sbilanciato non giunge da analisti finanziari
o dai soloni delle rivoluzioni digitali, ma scaturisce piuttosto dall'autorevole firma di Jean Bernard Lévy,
CEO Vivendi. In una intervista al Financial Times, infatti, Lévy ha spiegato che, al contrario di poco
tempo fa, l'industria musicale inizia a registrare segnali positivi ed è dunque forse giunto il momento
di tornare a volare alto.
Fino ad oggi l'industria musicale ha brancolato nel buio: l'innovazione digitale ha forzato la mano su
player e music store, e la "iPod Generation" ha così lanciato una nuova realtà basata sul download
della musica e sull'abbandono repentino del supporto fisico. Il mercato ne è uscito profondamente
sconquassato perdendo, anno dopo anno, buona parte dei profitti (il mercato dei CD è sceso da 36.9
miliardi di dollari del 2000 a 29.9 miliardi del 2008). Per contro, però, il mercato digitale non ha mai
trainato le vendite e più volte la pirateria è stata vista come il male assoluto che impediva tale
conversione.
La realtà odierna, però, sembra dipingere orizzonti migliori. Secondo Lévy oggi c'è molta più
concorrenza ad Apple e realtà quali MySpace Music o il "Comes with music" di Nokia rappresentano
valide alternative utili a monetizzare. Universal Music, secondo i dati forniti dal CEO Vivendi, ha raccolto
nella prima metà del 2008 il 5% in più, una crescita che inverte le tendenze pregresse e che promette
ulteriori note positive per i mesi a venire. Non è solo un caso isolato, dunque: «credo realmente che
siamo ad un punto di svolta per l'industria musicale, e non dicevo questo due anni fa».
Vivendi non parla più di rischi, ma di opportunità. Il tempo della chiusura è terminato ed oggi l'etichetta
Universal dialoga con attori del web, con aziende delle telecomunicazioni e si apre a nuove
sperimentazioni per un mercato della distribuzione in costante mutamento. Arstechnica rincara la dose:
il Digital Right Management è destinato a decadere ed un servizio come 7 Digital sta conquistando il
mercato proprio grazie all'assenza di lucchetti ed alla disponibilità di un largo portfolio musicale.
Parte MySpace Music, un momento storico? (25 Settembre 2008) di: Gabriele Niola ( http://www.webnews.it - 25 Settembre 2008 )
La ristrutturazione della sezione musicale del grande social network mira ad essere il più grande tentativo di venire incontro ai clienti musicali. Brani da tutte le etichette potranno essere ascoltati gratis e senza
limiti di tempo anche in playlist Parte oggi MySpace Music, semplicemente il più grande tentativo mai
effettuato di generare un ritorno economico dalla distribuzione gratuita e legale di musica ad un vasto
pubblico, un'operazione cardinale di cui tutti attendono i risultati. Mai così tanta musica era stata offerta
gratuitamente a così tante persone.
Da tempo si parla del nuovo servizio del social network ormai numero 2 del mondo, ma primo nella comunità
degli amanti della musica. MySpace Music in sostanza offre musica dalle 4 grandi etichette musicali in
streaming gratuitamente: si possono creare playlist, ascoltare e riascoltare e scambiarle con gli altri utenti.
Se poi il brano lo si vuole acquistare c'è il link semplice e diretto ad AmazonMp3 (che vende anch'esso
tracce totalmente libere da DRM).
Le prime recensioni parlano di un motore di ricerca straordinario, in grado di restituire subito e velocemente
risultati affidabili e precisi sia dei singoli brani che di playlist già pronte. Esiste poi una funzione interessante
che, accanto al brano trasmesso in streaming, automaticamente elenca un flusso continuo di notizie che
riguardano l'artista in questione. In futuro poi il social network conta di mettere in piedi anche i business
paralleli, ovvero vendita di merchandising e biglietti dei concerti. «Dobbiamo diventare la prima e unica risorsa musicale, dalla quale accedere a qualsiasi tipo di informazione
o servizio, diversificando il nostro business anche con le vendite materiali» ha detto Rio Caraeff vice presidente
della sezione digitale di Universal Music.
Per ottenere tanta disponibilità dalle etichette MySpace ha dato l'anima, ovvero una quota di partecipazione
nell'affare più circa il 60% degli introiti pubblicitari delle pagine relative, contando di far rimanere (e molto)
gli utenti sulle pagine che mandano musica in streaming. Il bersaglio dunque sembra essere sia iTunes che
i servizi a sottoscrizione come Napster. MySpace Music, infatti, vuole dare gratuitamente tutto quello che
danno gli altri, ed in più sono comprese funzioni di social discovery come in servizi tipo Last.fm.
Tutto ciò, come al solito, è però disponibile solo per chi si connette dagli Stati Uniti. Per il resto del mondo
fanno sapere da MySpace che ci vorrà del tempo, questione di mesi. Occorre ricordare che ad oggi nei paesi
europei non anglofoni l'unico rivenditore musicale mondiale con una presenza significativa è iTunes.
MySpace Music arriva potenziato da Amazon (28 Luglio 2008) di: Gabriele Niola ( http://www.webnews.it - 28 Luglio 2008 )
Vedrà la luce a settembre il servizio di vendita di brani musicali attraverso il social network da 100 milioni di utenti. Amazon aiuterà MySpace a vendere musica da 3 delle principali etichette oltre a merchandising ed
elementi correlati.
Se ne parla da molto tempo e ancora deve vedere la luce del web: si tratta di MySpace Music, il servizio di
vendita musicale del social network di Murdoch. Molti negli anni sono stati i diversi progetti in merito, ma ora
giunge voce per cui finalmente il tutto partirà ufficialmente il 15 settembre. E sarà potenziato dall'arma Amazon.
Se davvero il grande store online fornirà i contenuti per MySpace Music, significa che saranno venduti brani
in formato totalmente libero, come avviene su Amazon Mp3, con musica di 3 tra le 4 principali major (per il
momento è rimasta fuori la EMI). Una sfida non da poco nei riguardi di iTunes: se infatti fino ad oggi nessuno
è riuscito a mettere in crisi il dominio del music store Apple e dell'accoppiata iTunes/iPod, l'arrivo di un gigante
come MySpace, con i suoi 100 milioni di utenti (dei quali 30 milioni già ascoltano musica sul sito e 5
promuovono attivamente la propria), potrebbe davvero compiere il miracolo. Si tratta infatti di una comunità
decisamente orientata all'ascolto di musica che potrebbe aderire volentieri al commercio legale proposto dal
network.
Con l'aiuto di Amazon, MySpace non intende limitarsi alla sola vendita di file musicali e attraverso il suo negozio
online saranno messi in commercio anche suonerie, biglietti di concerti, merchandise e campagne pubblicitarie
personalizzate.
Rimane da vedere quanto riuscirà ad incidere la capacità di MySpace di collezionare oltre alle grandi hit
anche tutti gli indipendenti e le band che hanno una loro presenza sul social network, cioè quanto potranno
fruttare allo store i vantaggi della coda lunga (e di code lunghe quanto quella di MySpace se ne contano
realmente poche).
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