IRENE VENEZIANO

pianista pianist


  •  Musica e.....poesia - Music and...poetry


Poesia scritta dall'amico Gaetano M Roberto   -Poem written by my friend Gaetano M Robert


Quando Irene suona il piano
e di note tesse un velo
porta il cuore assai lontano
pure agli angeli del cielo

ed a noi qui sulla terra
apre, come per incanto,
questa gabbia che ci serra
fatta d'ira e di rimpianto.

E la rabbia e la stanchezza
lava dalla nostra vita
col ruscello di Bellezza
che le scorre tra le dita.

E ti viene da pensare
che alla fine, in fondo in fondo,
non è poi un cattivo affare
farsi un giro in questo mondo

fino a quando 'ste giornate
troppo intense e troppo corte
possono esser terminate
ascoltando un pianoforte,

fino a quando affanni e pene
di una vita che un po' arranca
te li può guarire Irene
che suona la "Kolysanka"

O che suona una Ballata
o il Notturno in fa maggiore
e tu hai l'anima inondata
dalla luce e dal colore,

ed a brano terminato
ti ritrovi un po' stordito
ma qualcosa l'hai afferrato,
qualche cosa in più hai capito

di te stesso, della vita,
dell'amore, della morte,
di questa curiosa gita
che chiamiamo nostra sorte.

E così di questo mondo 
ti si svela un po' l'arcano;
di te stesso scendi a fondo
quando Irene suona il piano.




 

Poesia scritta dal Maestro Danilo Macchioni dopo una delle mie prove al concorso "F. Chopin" di Varsavia   -Poem written by Danilo Macchioni after one of my performances in "F. Chopin" competition in Warsaw


Piovono intorno miliardi di note/
spesso anche giuste ma fatte di chiasso.
Or per incanto emerge una voce/
soffusa ma piena tocca le corde 
colma il silenzio grondando di senso.





 
Poesia scritta dall'amico Giovanni Taiana   -Poem written by my friend Giovanni Taiana

 

 

Come una Stella

 

Dono del Cielo, anima bella,

illumini i cuori come una Stella.

Candida musa, gioiosa fatina,

risvegli il Sole ogni mattina.

 

A chi è triste, chi ha un’ombra sul viso,

tu doni speranza con un solo sorriso.

Tutti ti amano per quello che sei, per quello che dici:

sarai sempre accompagnata d’affetto, d’amici.

 

Le tue dolci note son come fiori:

dipingi il cielo di mille colori.

 

Con le dita lo sfiori ed il pianoforte riprende a cantare:

se chiudo gli occhi, anch’io posso volare.

Braccia lunghe e affusolate, con grazia ed eleganza,

volteggiano sul bianco e il nero: pare una danza.

 

Chissà se un giorno ti potrò mai ripagare

per ogni emozione che tu mi sai regalare.

M’ancora una volta vorrei tanto sognare:

se puoi, principessa, ricomincia a suonare.

 



 Poesie scritte durante alcuni concerti di Irene da Paola Trinca TornidorThree poems written by  Paola Trinca Tornidor during some concerts

                   Audio: le poesie recitate dall'autrice!! -Audio: the poems recited by the writer!!



  Con le mani

 dispensavi vita e morte

  infiammavi gli animi,

  li incupivi

  scherzavi con l'amore

  ridevi sbarazzina

  fermavi gli attimi

  sospendevi i respiri

  allargavi i cuori

  sconvolgevi le menti.

  Quale dono incantato

  da quelle tue mani di fata,

  o Irene!

 

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   Bianche farfalle frementi

  in un mondo in bianco e nero

  si rincorrevano

  l'anima si librava

  sprigionata dai candidi tasti

  al di là di lei

  e del suo sorriso

  di giovanissima Gioconda.

  Fluivano

  nella stanza le note,

  atomi di un sentimento

  che tracimava la melodia.

  Sognavamo,

  inseguendo le farfalle impetuose

  riscuotendoci soltanto

  al suono degli applausi...

 

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 Ad un concerto  -Dedicata a Fabrizio-

 

Rapìto,
un sorriso enigmatico
gli increspava le labbra di bambino

 

Suggeva la tua musica
dimentico di me
di tutto il suo mondo.

 

Le tue note:
la sua estasi.

 

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Emozioni bambine

E mi confondo.....

...nell’ingenuità del tuo fresco sorriso

Profumo d’oriente

sinuosamente

sulle volte sensuali del collo

avvolgente

....ed altre ere, altre età

colmano i miei vuoti..

dolce tua fragilità...

è un petalo

guidato dai venti

delicatamente adagiato

sul mio palmo

Librandosi poi...

in candido volo







Una poesia scritta da Fabio Dive, tecnico audio, dopo il concerto a Pavia il 7 settembre 2008 -

Poem written by Fabio Dive, sound engineer, after the concert in Pavia on 7th September 2008


Le tue note di dolcissima poesia,
arrivano tutte durante un inatteso silenzio,
entrano senza pretese, cancellano il resto,
prendono un pò come fa il vento,
salgono altissime e leggere verso il cielo.
Non ho avuto il tempo di vedere dove vanno,
di capire la strada, o come fanno,
il mistero ancora mi coinvolge ma
la notte presto si rivela.

Non basta una presentazione, la parola non
può spiegare cosa sentirò questa sera,
che banale idea pensare di sedersi qui,
per una semplice diversione,
un momento di sofisticata mondanità,
non sarà niente di tutto questo.

Stare qui ad ascoltarti mi allontana
da tutto il circostante,
nel mio nuovo spazio che sento intorno,
ho più tempo per pensare e cercare di capire.

Il cuore rallenta, la mente riposa,
sono già altrove, forse molto lontano,
dimentico come vivo,
cosa penso di fare, chi penso di essere,
tutto il rumore dunque lasciato fuori,
messo da parte.
Il silenzio interiore nato su questa armonia.

Come sono giunto qui?
Ho trovato un posto migliore,
non sapevo potesse esistere,
vedo solo nuovi colori qui ma senza essere dipinti,
nuove poesie senza il bisogno di scriverle.
Come posso fare per riprendere tutto
dov'era domani e ripartire con le mie idee,
la mia corsa?
Il mio ottimismo di fare tante cose?

Mi regali intense sensazioni tu,
cosa sarà che ho sentito ieri?
forse il profumo della vita,
forse il profumo del tuo cuore




 

Ecco alcune poesie scritte da Emanuele Chiodini. Questa è stata scritta da Emanuele "affascinato" dalla foto di Mario Bianchi della prima pagina del sito -

Here are some poems written by Emanuele Chiodini! The following one was written by Emanuele fascinated by the photo made by Mario Bianchi in the first page of the web site

 

 

Miroirs d'Irène


Non ti ho mai sentita suonare.
Da vicino
Non ho ancora udito
I suoni
Figli delle tue dita.


Anche in mezzo agli altri
Testa fra le teste
Confuso tra timpani attenti
Alla voce della tua fantasia
Non ho ancora avuto modo
Di accostarmi
Di appoggiarmi
Alla tua musica.


Ti ho vista. Sì, ti ho vista
Riflessa
Coi capelli sciolti
Sulle spalle esili e chiare
Come in uno specchio
Che nudo
Rifrange
La concentrazione di un istante.


E tu, seduta
Ad affrontare
Con giovanile maestrìa
L'Arte che abbaglia
Il buio universale
la vita universale.


Giocano divertite
Le dita del grande polacco
Dal cognome francese.

 

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Poesia-canzone scritta da Emanuele dopo il concerto in duo con il violinista Pietro Fabris a Varese nel maggio 2008, in cui veniva suonata anche la Sonata di Ravel -

Poem/song written by Emanuele, after the concert in duo with the violinist Pietro Fabris in Varese, May 2008, in which we also played the Sonata by Ravel  

 

Ravel scatenato blues
(o, più modestamente, "Serenata di Ravel")


Serenata scapigliata,
serenata blues, serenata blues..(ad lib.)..
serenata travolgente
con un ritmo rutilante,
serenata blues, serenata blues..

Martelletti dirompenti
sulle corde tempestati
tanti suoni rovesciati
da due mani assai sapienti,
serenata blues, serenata blues..

Rovesciati in fondo al cuore
da serate appassionate
che ti fanno immaginare
mondi nuovi, inesplorati.

Cieli nuovi, terrre nuove,
dove il pane quotidiano
non sarà più un miraggio
e i bambini della terra
giocheranno tutti insieme 
col sorriso sulle labbra,
serenata blues, serenata blues..

Forse questa è utopia
o pensieri trasognati
come pale di mulino
che dal vento son girate.

Forse è solo un'illusione
ma una vita senza sogni 
è un deserto inaridito
non ha senso camminare
senza un fiume d'emozioni, 
serenata blues, serenata blues...


Serenata scatenata
serenata che ti culla
come un ramo d'azalea
ch'è sbocciato questa sera
sopra un'aura d'Irène
serenata blues, (1 vt)
serenata di Ravel!

 

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Poesia di Emanuele dopo il concerto a Varese il 12 marzo 2011 sul bis "Margherita all'arcolaio" -

Poem written by Emanuele, after the recital in Varese on 12thh March 2011, on the encore "Gretchen am spinnrade"


Margherita all'arcolaio
 
Rivedi chiaro, Margherita
l'armonioso lavoro della tue dita
e di giornate passate
a narrar vaghezza
a rammentare
con struggente dolcezza
l'amenità di una vita
attraversata
nel tempo dipanata
come l'assiduo filo
della tua fantasia.
 
Margherita
ardente giro d'arcolaio
gioia, poesia, malìa
gemma fiorita
e trecce bionde sciolte
a rinnovar d'immagine lontana
la passione
mai dimenticata
d'attimi d'eterno
fulgidi, presenti e vivi
mai sopiti
mai trascolarati.
 
Il movimento
ordinato e saggio
delle tue mani
inciso in suoni d'abbandono
disegna
in sontuoso vertice
di sempre nuova creazione
l'eterna necessità del mondo
d'amare.
Amore e morte
dolore e rinascita
sinonimi di realtà,
sangue che nelle vene scorre,
vita
sollevati a significati sommi
accesi dal cuore
sulle note
di Margherita.
 
e.c., 12 Marzo 2011 

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Poesia di Emanuele sul pezzo scritto da me, "Profumo" -

Poem written by Emanuele, about the piece written by me, "Profumo"

 

 

Profumo


Viole sull'argine
rivolgono,
orientate dalla luce del giorno,
le loro corolle
verso l'anima
del Grande Fiume.

L'aria,
ancora leggera,
dischiude i battenti
di una Primavera sognante
e, ornata
dal suo tono maggiore
- fissato sull'invisibile
chiave del vento -
accompagna
a prima vista
il canto primitivo

della Natura.


Silenzio.

Solitudine
di un tono 
ostinato,
voce presente
dei campanili
di Lombardia...


... e profumo sciantoso
                  di petali blu.


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Poesia scritta da Emanuele dopo il concerto a Milano con la flautista Anna Bazueva -

Poem written by Emanuele, after the concert in Milano in duo with the flautist Anna Bazueva

 

 

Zucchero filato


Il cielo sopra il cortile
era il vero schermo su cui si rifletteva la trama
e mentre gli occhi seguivano 

la giornata terminare
su un naturale nastro di vinile
la musica arrivava e ricolmava la scena.


E' facile distrarsi tra i vicoli del vento
perchè
pur restando coi piedi a terra
aderenti
al suolo di un chiostro
che la storia ha blasonato
notavi con spontaneo stupore
il movimento
del pennino dell'inventore del tempo
che ne intingeva la punta nell'inchiostro
azzurro e bianco
e disegnava nella volta
nuvole
di zucchero filato.


In questo incontro di suoni e di colori
si mischiava in un compiuto binomio
il tocco stregato
sui tasti cesellato
da dita di velluto
e il soffio
magico, galante
dirompente
e a volte rotondo
creato all'occasione
da labbra d'oriente
incornicate di biondo.


E adesso
che la brezza distratta gira i fogli
e il crepuscolo teneramente si assottiglia
rimandi il pensiero
al giorno dopo
quando
nuovamente
bisognerà affrontare
frammenti spaccati di bottiglia.

 

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Poesie scritte da Emanuele dopo il concerto a Pavia il 7 settembre 2008 -

Poems written by Emanuele, after the concert in Pavia on 7th September 2008

Congiunzioni Astrali I

Piramidi allineate
Deserti d'indaco
Templi Maya
Palazzi Aztechi
Cattedrali gotiche
Costruzioni perfette
Madonne nascenti
Figli ribelli
Molecole d'eternità
Zodiaci d'occhi
Rapsodie di stelle
Cuspidi di note
Brillanti supernovae
Fuochi d'artificio
Di vita e d'energia   

In un cielo
Assai lontano
Risuona
Il linguaggio
Della nostra libertà

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Congiunzioni Astrali II

Sarà questione di dimensioni
o di mondi inarrivabili  
inavvicinabili
dalla nostra caducità 
dominati come siamo
da falsi miti di potenza
in quest'oggi
effimero e volubile     
che si è persa l'abitudine
di tirar su la testa
e guardare lontano
un po' più in là
del limite del contingente

Chissà perchè
non si coglie la bellezza
di lasciar scivolare
sul lago ghiacciato
della nostra immaginazione
lettere, numeri, note
emozioni, sensazioni
angosce, sofferenze
volontà, sete di riscatti
scale di valori
e inesauribili richieste di salvezza
e pensare
in un ritaglio
di silenzio quotidiano
di riavvolgere
questo insolito bagaglio
in una sintesi continua
di se stessi
offerta libera
e gratuita 
eucaristia di giorni che si susseguono
sull'altare 
delle nostre, troppe
frangibili certezze    
     
In fondo
o in verità
è nello schiocco di un istante
che sta
il codice genetico dell'universo
la concezione di una vita
il colore di un suono
l'invenzione di una formula
o di un meccanismo

Configurazioni celesti
equilibri di scritture ancora da svelare
condensati
in fantastiche cifre
di mirabolanti
congiunzioni astrali.

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Poesia di Emanuele dopo il concerto a Oleggio del 20 marzo 2009 -

Poem written by Emanuele, after the concert in Oleggio on 20th March 2009  

Rapsodia Spagnola

Di amanti abbracciati
correndo su un baio
tagliando l'aria
della prateria argentina
dal verde brillante del giorno
e dal fosco tranquillo
argentato di luna di notte
correndo, fuggendo
lontane sono le torri d'Aragona
verso la Terra del Fuoco
tetti di stelle
e baci appassionati
come in un quadro di Hayez
perdendosi, seguendo
la traccia impercettibile
di un filo di polvere d'oro
riflesso d'acqua chiara
tra capelli e spalle
perdendosi
amando
senza ragione
e senza confini
scrivendo nel tempo
una lettera d'amore
dalle cadenze latine
come le onde dei mari del Sud
giacimenti ancora ignoti
di rapsodici diamanti.

 20 marzo 2009


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Poesia di Emanuele dopo il concerto a Milano del 26 agosto 2009 -

Poem written by Emanuele, after the concert in Milano  on 26th August 2009  

IdeaChopin
 
Quella notte d'inverno che Frédéric
chiuse il coperchio del piano
e smise di suonare
non gli sembrò vero di fermarsi
per un po' di tempo a contemplare,
 
il moto delle sue dita ferme
come il ghiaccio dei Mari del Nord
ferme, sole, in attesa, pensanti ad aspettare
un nuovo sussulto del cuore
sistole e diastole scintille del creare,
 
pagine di nuova e ruggente poesia
migliaia di note messe in fila a raccontare
delusioni e illusioni di tante storie
anche storie d'amore finite in mille pezzi
cristalli raffinati di un doloroso ricercare.
 
Frédéric si mise a immaginare
come poteva essere la descrizione
finale e ordinata di quella violenta sensazione
prese una matita, tornò subito a scrivere
la Musica in testa gli venne naturale
e su quell'onda si lasciò andare;
 
scrisse tante note, quella volta partendo da un do diesis
un tasto strano, nero, sfiorato a caso in mezzo alla tastiera
un po' per gioco, un po' per mitigare
quello stato di inquietudine notturna
perenne, appassionata e foriera
 
di una giovane vita come la sua
spesa a interrogare, l'Idea che si fa Suono
passata velocemente, in modo travolgente
e consumata fino all'ultimo per lasciare
sulla terra paesaggi di chiarore.
 
Solo, in quell'istante Frédéric si accorse di volare.

e.c., 26 Agosto 2009


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Poesia scritta da Emanuele dopo il concerto a Milano il 31 ottobre 2009 -
Poem written by Emanuele, after the concert in Milano on 31th October 2009  

Nuvole e ferite
 
Composto di fango e sangue
Ossigeno e spine
E' quella cosa chiamata
Umanità
Rifrange in una pozzanghera
L'immagine tremolante
Di una nuvola
Seduta sulla terra
Una ferita di cielo
Dopo la pioggia
L'umanità respira.
La tua storia, nella Storia
A metà strada
Cammina spedita
Vicinissima d'ora in poi
Sara' la linea d'arrivo?
O di un'altra partenza?
Insieme ferite e nuvole
Gocce di uno stesso cielo
Ti cingono attorno
Dimentichi la corsa per un attimo
Sciogliersi in un abbraccio
E' sempre sintesi di realtà.
Ferite e nuvole si baciano
Compenetrazioni iridescenti.
 
e.c., 31 Ottobre 2009


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Poesia scritta da Emanuele dopo il concerto a Milano l'11 gennaio 2010. "Il Carro di fuoco" è stato uno dei bis, composizione di Tiziano Bedetti -Poem written by Emanuele, after the concert in Milano on 11th Jenuary 2010. "Il carro del fuoco" was one of the encores, piece of music written by Tiziano Bedetti. 

Il Carro di Fuoco
 
Non è detto che la potenza
si manifesti sempre
con le insegne del ferro, 
forgiato e battuto
all'incudine paziente 
dalla forza di braccia curvate
abituate da sempre a schiacciare
oasi di flebili, resistenti speranze.
Ragionevoli speranze,
rincorse di luce, a illuminare
un destino cifrato e nascosto.
La carta carbone delle ere
ha sempre tirato il cocchio della storia
verso le medesime soluzioni,
quasi sempre,
irragionevoli e beffarde.
Ma ci fu un tempo di Re e Profeti
annunciati dalla brezza del mattino,
chiamati dall'Altissimo ad irrigare
i solchi delle nostre domande.
Fu un tempo di grande potenza
dove pensiero e cuore, a fine corsa,
venivano rapiti in cielo
da cavalli e carri di fuoco,
fantastiche scale a supporto di
improbabili ascensioni e
imminenti ritorni.
Se dici: "Carro di Fuoco"
sei sulle ali di Elia.
Forse questa è la vera potenza.
E' sinonimo, "Carro di Fuoco"
di bisogno d'amare e  particelle d'Amore.
Materia prima, l'Amore: 
neanche un'oncia andrà sprecata.
E ci sara' un secondo un tempo, 
scandito da un ritmo solare:
"Salite sul Carro di Fuoco
e ammirate l'essenza
della vera potenza".
 
e.c. 11 Gennaio 2010


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Haiku-acrostico scritto da Emanuele dopo aver sentito il mio piccolo pezzo "Rêve" - 
Haiku written by Emanuele, after listening to my little piece "R
êve"

Rêve
 
Inestimabile idea di bene
Ragione di
Esistere
Nella quale
Esisti

 

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Un meraviglioso regalo di compleanno da un amico compositore, Tony  Sassano!! -A wonderful gift for my birthday of the composer Tony Sassano!!

 

Ed un bellissimo pezzo dedicato a me e alla flautista Alice Morzenti! 
-And a fantastic piece of music dedicated to me and the flautist Alice Morzenti! 

 



Un altro dolce pensiero per il mio compleanno, scritto dalla pittrice Umer  Silva -

Another sweet gift for my birthday, written by the painter Umer Silva

"Alle prime luci del giorno
un fiore bagnato dalla rugiada
si schiude alla melodia
della tua musica."
 





 Un dolce pensiero scritto sul programma di sala da un signore di cui non so il nome, dopo il concerto al teatro Dal Verme di Milano con l'orchestra I Pomeriggi musicali (1° Concerto di Chopin): -A sweet poem on the program of my concert in Teatro Dal Verme in Milano (first concert by Chopin played with the orchestra "I pomeriggi musicali"), written by a man I don't know  

 

 Vorrei che un ponte unisse i mondi in pace

 Vorrei che un ponte unisse l'universo d'amore

 Ho visto una rosa nascere da una pietra cupa

 Ho visto un bimbo impastare il pane del futuro

 Ho sentito il primo grido di speranza

 Ho sentito il fuoco dall'una all'altra mano

 Ho sentito una musica divina e ho capito

 che Irene ci ha donato con le sue note un momento di gioia.

 Grazie Irene

 




Una toccante poesia dell'amica scrittrice Francesca Raimondi  -

A moving poem written by my friend Francesca Raimondi



Oncologia pediatrica, stanza n°2 


Rivedo i tuoi occhi.
Un verde smeraldo

di indescrivibile intensita’

Uno sguardo colmo di domande

 e di ricordi

che non dovresti avere

alla tua eta’.

Rivedo  i tuoi tre anni.

Troppo pochi per comprendere il presente:

una stanza colorata,

un lettino bianco,

una finestra sola,

e il mondo finisce li’.

Tre anni.

Troppo presto per immaginare un futuro

che forse non ci sara’.

Domani forse sarai gia’ un angelo,

ma oggi sei ancora qui.

Prendimi per mano,

e continuiamo a giocare.