Intervista a Melissa P.

 

 

Il viaggio a Catania con l’ESPRESSO 823 “Freccia del Sud” mi sfianca, ma cos’è sto misero tragitto in confronto a quello di Mosè che ha salvato il popolo eletto dalle angherie degli egizi? Tale pensiero mi risolleva; entrambi siamo, a nostro modo, emissionari di Dio. Sono giunta in questa località della Sicilia per incontrare Melissa P., una giovane ragazza che ci ha offerto una valida e sofferta testimonianza della potenza distruttrice di Satana. Ci incontriamo in un bar di Piazza Bellini, il suo volto è segnato dalle sofferenze patite, ma, nello stesso tempo, è illuminato da una luce che ho imparato a riconoscere e che accomuna chi ha vissuto esperienze simili alle nostre. Nasce subito una certa confidenza, prendiamo due Sanguinelle Partanna, accendo il registratore e comincio l’intervista.

Melissa, innanzitutto consentimi di complimentarmi per il tuo libro, prezioso come pochi altri nel panorama editoriale contemporaneo; un libro che insegna a rialzarsi dal fondo verso il quale siamo sospinti incessantemente da una società atea e materialista. Come ci insegni nel finale, c’è sempre data la possibilità di salvarci, se scegliamo di accodarci a Dio.

Ma quantu si dunci…Katia, ho letto la tua storia sul blog e anche tu non scherzi in fatto di soprusi subiti.

Melissa, improvvisamente mi viene voglia di piangere, perché sono felice, per te, per me, per coloro che hanno scelto la verità, avrei una grande voglia di abbracciarti.

Ti voglio bene Katia, si nu zuccaru.

Anch’io Melissa T.V.B., ora, però, vorrei lasciare alle spalle la commozione e cominciare con l’intervista; ho un fascio di cose da chiederti e so che stai scrivendo un altro libro; puoi darci qualche anticipazione?

Katia, come sai mi sono imposti dei limiti dalla casa editrice, ma per te e gli amici di Intimamentekatia vorrei trasgredire le severe leggi editoriali e del marketing che ci vogliono mutangheri sino a pochi giorni prima dell’uscita del libro. Dio ci ha posto in un mondo splendido, solo che la cattiveria di alcuni uomini lo sta rovinando, e questi uomini stanno nelle posizioni di potere: capiclasse, pubblicitari, politici, presidenti e amministratori delegati di grandi lobby, eccetera. La protagonista del libro è una giovane e attraente suora spugliata, Pamela Lugosi, che, dopo una crisi di coscienza, decide di appendere l’abito monastico al chiodo e scendere tra gli uomini a fare del bene, disinteressatamente, un po’ come madre Teresa di Calcutta; così si unisce a una delegazione della C.G.I.L. in missione sindacale in una sperduta zona dell’ Africa meridionale dove le condizioni dei lavoratori di questa miniera di diamanti sono terribili: turni di 50-60 ore consecutive, cibo “nenti” e avariato per giunta, costretti a lavorare incatenati come schiavi, malattie e lurdie infettive proliferano a causa dell’igiene inesistente e così via, non ti dico per non farmi scupettare. Sconvolti da queste malsane condizioni, i membri della spedizione sindacale cercano di instaurare coscienza di classe in questi lavoratori disperati. Sfortuna vuole che questi primitivi non recepiscono il messaggio e, durante un comizio abusivo, assalgono l’ingenua delegazione mangiando uno dei membri della C.G.I.L. proprio mentre stava annunciando che l’obiettivo erano le 35 ore. Dopo questo terribile episodio di futti futti e cannibalismo la spedizione rinuncia e ritorna in Italia col primo volo charter ma Pamela no, lei decide di restare tra i minatori, nonostante tutto.

Molto avvincente

Te l’ho detto io, Katia, qua Pamela dovrà affrontare mille peripezie, verrà ripetutamente violentata, contrastata dai boss “amici” della miniera, si ammalerà di malaria, ma verrà sempre sostenuta dalla sua fede in Dio.

Melissa, è una storia veramente splendida

Beh, Katia, sai qual è il centro della storia? Non lo sai? E te lo dico io… è che grazie alla sua fede primitiva e indefessa Pamela Lugosi riuscirà ad affrontare queste camurrie e vicissitudini e a diventare un simbolo per quelle povere e arretrate popolazioni africane.

Riguardo al tuo capolavoro “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire”, qual è la lezione che hai imparato col successo editoriale?

La lezione è che si possono fare soldi in modo morale, diciamo così. “100 colpi” è un libro furbo in quanto grazie a dosi esasperate di sesso attira molti lettori che al massimo leggerebbero La Gazzetta dello Sport, o adolescenti brufolosi che non leggerebbero proprio un bel nulla, questo libro attrae come una mantide religiosa, come una “cirasa russa e sucusa” e scusa per la similitudine, ma poi dà loro un insegnamento importante, cioè che ci si può redimere, con l’amore, in questo caso con l’amore per un ragazzo che prima avevo sempre ignorato e sai perché? Perché, nca’ cettu, avevo gli occhi solo per il male, incapaci di scorgere altro che il male.

Qualche cattolico ha criticato molto l’esasperazione del sesso di 100 Colpi di Spazzola, cosa ci dici in proposito Mely?

Katia, il problema dei cattolici è che si estingueranno se non sono disposti a scendere a compromessi. Nel mio libro utilizzo abbondantemente il sesso, ma non fine a se stesso, e in questo caso sarebbe peccato, lo utilizzo per dei fini più alti: Primariamente il sesso non è inteso come piacere, ma come girone infernale, la liberazione dal sesso è la strada che percorre Melissa e che la porterà alla saggezza. Questo è il messaggio cristianamente più potente del libro perché soggiace, perché agisce a livello subliminale. Mi ricordo, Katia, che sono andata al cinema, ammucciata tra la folla per sentire i discorsi e all’uscita mi è capitato più volte di udire giovani coppie dirsi “L’amore quannu ni maritamu”. Io intimamente gioivo, ero un oracolo, non ero un oracolo? Come sai, Katia, libro e film sono una Testimonianza che, in quanto tale, deve seguire delle logiche promozionali nei confronti del messaggio evangelico. Insomma ci la cuntamu o no? Quanti adolescenti abbiamo attirato al cinema o in libreria? Ci la cuntamu. Sicuramente assà d’iddri dopo aver letto il libro o visto il film hanno cominciato un percorso di scoperta della spiritualità. Lo stesso messaggio lo lancia Pamela Lugosi che tende ad un incontro ravvicinato con Dio proprio nel momento di massima sofferenza, sola in mezzo agli indigenti della miniera che la maltrattano, la picchiano. Ogni botta, ogni abuso avvicina Pamela a Dio, capito?

Melissa, qual è il tuo rapporto con la religione?

Come si deduce dal libro sono sempre stata agnostica, l’enorme mole di avvenimenti che mi ha affossato mi ha fatto avvicinare alla religione e ora sono neocatacumenale praticante e, nel tempo libero, evangelizzante.

Ti consideri una ragazza felice?

Adesso, sì. Ho capito che ho una missione da realizzare, anche se Dio non è sceso personalmente ad annunciarla lo so, l’ho intuito, ciu capiu, e farò di tutto per promuovere la causa.

Mely, cosa ne pensi, sinceramente, del film?

E che ti devo dire, penso che sia un film come dire, ottimo. Una sceneggiatura… che sembra scritta dal miglior Bergman…e una vivacità, come ti posso dire… alla Truffaut. Credo che meglio di così regista e attori proprio non potevano fare.

Avresti qualche consiglio per le ragazze che vogliono intraprendere la carriera della scrittura?

Nca’cettu. Ma che vi concentrate sui massimi sistemi, fati cchiù lestu, taliàti il particolare, avvicinatevi sempre più alle cose, senza troppi voli pindarici. Così anche un, chessò, un meccanico può essere in grado di raccontare una storia interessante. Io col sess…

Scusa Mely, qua t’interrompo. Io nel blog voglio innalzarmi a riflessioni sulla colpa, sul peccato, sul destino dell’uomo, voglio volare alta…

Mi… ma sei troppo idealista, Il nostro obiettivo è quello di evangelizzare a tappeto, o no? E come pensi di farlo? Forse parlando di Kierkegaard o polpettoni di sto tipo?  So che circolano delle foto osé sul tuo conto, di quell’oscuro periodo. Potresti utilizzarle per accrescere il numero di accessi, poi quello che scrivi è splendido, e sicuramente riuscirebbe cambiare molte persone, tutto sta nell’esca.

Mi spiace Mely, sono molto combattuta; ho comunque deciso di utilizzare solo le parole, lo so bene che in questo mi superi.

… è troppo bellissimo quello che fai

Grazie Mely, sei una gran brava ragazza …