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Elezioni regionali
LAZIO, IL PDL BOCCIATO ANCORA
(RaiNews24) Dopo lo stop del Tar arri-va quello dell'Ufficio elettorale presso la Corte d'appello: la lista del Pdl per la provincia di Roma non è riammessa al-le Regionali nel Lazio. Un no che era nell'aria, alla luce dell'orientamento e-spresso dai giudici amministrativi. Ora per il Pdl resta la strada del ricorso al Consiglio di Stato, che sarà depositato domattina. Ma sul piano politico l'indicazione sia del Pdl sia del Pd è chiara: no a un rin-vio del voto. Tramonta così la prospet-tiva di uno slittamento delle Regionali di fine marzo. Un secco no al rinvio - decisione inevitabilmente condizionata a un vasto consenso trasversale - è sta-to ribadito dal segretario Pd Pier Luigi Bersani. Intervenendo a Roma all'assemblea na-zionale della galassia dei radicali, il se-gretario democrat ha confermato la li-nea di netta chiusura a ogni ipotesi di spostamento della data del voto (ipotesi rilanciata da Marco Pannella). Per Ber-sani "allo stato attuale un rinvio gene-rale delle elezioni consegnerebbe all'opi-nione pubblica il tema del rinvio delle regionali a causa del Lazio e io - ha spie-gato - non sono d'accordo". Alle obiezioni radicali su un voto che soprattutto nel Lazio rischia di essere inficiato dai ricorsi presentati e da quelli eventuali, Bersani ha risposto: "Capisco gli scenari giuridici che voi prospettate, ma andiamo al sodo, la-sciamo stare i cavilli, Andiamo a vo-tare subito e andiamoci tranquilli". E se dopo le elezioni - ha obiettato un mi-litante radicale - qualcuno facesse ri-corso? "Facciano quel che vogliono - ha risposto Bersani - noi abbiamo mobili-tato un popolo, andiamo a votare e a vincere". Quanto all'ipotesi di un rinvio solo nel Lazio, la prima a stopparla, all' assemblea radicale, è la candidata del centrosinistra alla guida della Regione Lazio, Emma Bonino: "L'ipotesi di un rinvio delle elezioni solo nel Lazio è esilarante, per non dire peggio".
Anche sul versante del centrodestra si dà per scontato che anche nel Lazio si voterà a fine marzo. Da Palazzo Gra-zioli, dove il premier Silvio Berlusconi ha incontrato la candidata del centro-destra alla guida della Regione, Renata Polverini, nonché i tre coordinatori na-zionali del Pdl, il coordinatore regionale e il sindaco di Roma, la parola d'ordine è "avanti tutta" nella campagna elet-torale. Tanto che si lavora già a una grande kermesse di rilievo nazionale, magari con tutti i candidati gover-natori insieme sul palco, per il 20 mar-zo - anche se le modalità restano da de-finire. L'iniziativa, al di là dell'esito del-la partita in corso nei tribunali, deve dunque tornare in capo alla politica. Con molta soddisfazione è stato intanto accolto nella maggioranza il giudizio di merito del Tar della Lombardia, che già aveva detto sì alla richiesta di so-spensiva - presentata dai legali del li-stino di Roberto Formigoni - contro l'e-sclusione dal voto di fine marzo decisa dalla Corte d'appello. I giudici amministrativi lombardi han-no dato ragione al candidato governa-tore del centrodestra anche nel merito. Spiegando che la scelta è stata compiu-ta senza far riferimento al controverso decreto-legge varato venerdì scorso dal governo.
(Affaritaliani.it) L'opinione pubblica non capirebbe un rinvio delle elezioni. Sil-
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L'UDIENZA PER LE DENUNCE SEGUITE AL PICCHETTO ALLA FIEGE BORRUSO DI BREMBIO
DI GIORGIO E GREMI IN TRIBUNALE PER I FATTI DEL 30 DICEMBRE
L'ACCUSA LESIONI E RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE. IL GIUDICE RINVIA ANCORA
SCANDALOSO: IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO «AD BERLUSCONES»
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Il Governo pone la questione di fiducia al Senato sul disegno di legge per il le-gittimo impedimento. Lo ha annun-ciato in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. L'opposi-zione ha contestato in aula il ministro. "Basta. Vi siete sfogati? Adesso basta": è il richiamo del presidente del Senato Renato Schifani ai banchi dell'opposi-zione da dove si levano urla e strepiti all'indirizzo del governo. L'aula del Senato aveva in precedenza respinto le questioni pregiudiziali dell' opposizione al provvedimento sul le-gittimo impedimento. Il presidente, Renato Schifani, ha successivamente dichiarato aperta la discussione gene-rale sul testo di legge, contro il quale è in atto l'ostruzionismo da parte dell'op-posizione di centrosinistra. Vedi il ri-quadro a pagina 2.
L'opposizione vuole che il presidente del consiglio, Berlusconi "diretto inte-ressato al provvedimento" sia presente nell'aula di Palazzo Madama durante le votazioni del ddl sul legittimo im-pedimento. A fare la richiesta sono stati i capigruppo dell'opposizione An-na Finocchiaro del Pd, Gianpiero D'A-lia dell'Udc e Felice Belisario dell'Idv, durante la conferenza dei capigruppo.
È stata poi chiesta la diretta tv sul vo-to. |
È un provvedimento utile "a rendere il premier Silvio Berlusconi e i suoi mi-nistri del tutto irresponsabili rispetto a reati che nulla c'entrano con la loro funzione", afferma il senatore Stefano Ceccanti.
FACCIA DI... BRONZO
Berlusconi oggi nel video messaggio ai "promotori della libertà" (la sua): "Ca-ri promotori della Libertà, presto vi darò appuntamento per una grande manifestazione nazionale per difende-re il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e la nostra liber-tà" [nostra appunto, sua e dei suoi «bravi» amici]. «Si è cercato di estro-metterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella città di Roma e nella sua provincia. Vogliono impedire a milioni di persone di votare per il Po-polo della Libertà. È un sopruso vio-lento e inaccettabile» [e dire che questi «impediti» hanno fatto tutto da soli - e avanti con le barzellette!]. Ed ecco l'apoteosi: «A Roma abbiamo subito una duplice ingiustizia ... poi il Tribunale Amministrativo ha com-pletato l'opera». Berlusconi riteneva «coglioni» il popolo che vota a sini-stra; ora ritiene dei «coglioni» anche i suoi fedeli sostenitori. Prosit! |
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Sono comparsi questa mattina in tri-bunale a Lodi, Fulvio Di Giorgio ed E-mir Gremi davanti al giudice Dott.sa Stefania Pepe, per la nota vicenda sin-dacale che ha interessato nei primi giorni di quest’anno la Fiege, logistica di Brembio, bloccata dai lavoratori della cooperativa per il rinnovo con-trattuale. Sono stati accusati di lesio-ni e resistenza a pubblico ufficiale per i tafferugli scaturiti tra le forze dell’or-dine e i dimostranti, mentre questi e-seguivano un blocco senza termine da-vanti agli ingressi della logistica per difendere un posto di lavoro che an-dava via, via scomparendo lasciando una settantina di persone disoccupate. La protesta, scaturita in forma spon-tanea da parte dei lavoratori, ha avu-to il suo culmine quando le forze dell’ ordine hanno cercato di sgomberare l’ingresso degli autocarri con la forza, trovando resistenza in tutti i lavora-tori che lo presidiavano e il conseguen-te scontro. Patrocinati dall’avvocato Sergio Pezzucchi di Brescia, si sono pre-sentati in tribunale, presidiato da un folto gruppo di forze dell’ordine, sup-portati da trentacinque testimoni, tut-ti i lavoratori che in quell’occasione si trovavano seduti davanti all’ingresso, portando una nutrita documentazione fotografica e audiovisiva di tutta la vicenda che è stata acquisita agli atti. Altri lavoratori provenienti dalla Gls di Cerro, Ortofin di Settalla, Bennet di Turate, erano presenti per seguire da vicino la vicenda. Il giudice, mancan-do la presenza dei testimoni da parte del pubblico ministero, altro non ha potuto fare che convocare le parti per il 14 Luglio. Nella breve conferenza e-splicativa tenuta dall’avvocato Pez-zucchi, dopo il procedimento e alla presenza di Aldo Milani, sindacalista dello Slai Cobas, è emersa da parte dei lavoratori, la volontà di proseguire la lotta tutti uniti nelle diverse realtà cooperative, per difendere il posto di lavoro e il rispetto degli accordi con-trattuali che riguardano un sottobosco lavorativo poco conosciuto, e del tutto prevaricante nei confronti dei lavora-tori.
Angelo Bergomi
LA MANIFESTAZIONE DEL GAP A LODI
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