Sezione in costruzione
Per far comprendere ad un italiano il rapporto tra il presidente dell'Iran ed il Leader Supremo, puó essere utile riferirsi alla situazione italiana degli anni 20. All'epoca si verificavano ancora elezioni regolari per la scelta delle maggioranze parlamentari e quindi del governo, ma tutto era sempre fatto sotto l'autorità regia, che non era messa in discussione da nessuno. Proprio la casa reale infatti ebbe la responsabilità ultima dell'elezione di Mussolini a capo del governo. Qualcosa di simile succede in Iran, con l'aggiunta che il "re" in questo caso è anche il "papa" e i tribunali spesso funzionano come la Santa Inquisizione, con metodi del tutto paragonabili.
I PERSONAGGI

Ahmadinejad

Khamenei
E' il Leader Supremo, l'uomo più potente in Iran. Ha un potere immenso che non può essere messo in discussione e chi protesta contro di lui compie un reato punibile con la morte. Nomina i responsabili delle Forze Armate, i leader religiosi dell'importante preghiera del venerdì e i direttori di radio e televisioni. Nessuno aveva mai osato criticarlo, finché non ha apertamente appoggiato Ahmadinejad durante il colpo di stato. La popolazione oggi urla per le strade lo slogan "Morte al dittatore, morte a Khamenei". Occupa questo ruolo dall'89, in successione a Khomeini.
Mousavi
E' stato il principale avversario di Ahmadinejad alle ultime elezioni. Non è uno stinco di santo: è già stato presidente durante la guerra Iran-Iraq ed è sotto la sua legislatura che è avvenuta l'esecuzione - fatta da un giorno all'altro e senza preavviso - di migliaia di prigionieri politici. La sua campagna elettorale ha messo l'accento sul percorso verso maggiore libertà e democrazia per l'Iran, attirando le simpatie di tutti coloro che non volevano più Ahmadinejad alla guida del paese. Attualmente è agli arresti domiciliari e sotto processo per attività destabilizzatrice degli interessi nazionali.LA STRUTTURA COSTITUZIONALE
Su una popolazione di circa 65 milioni, più di 46 milioni di persone – tutte maggiori di 18 anni – possono votare. I giovani costituiscono larga parte dell’elettorato con circa il 50% di votanti sotto i 30 anni. L’affluenza alle urne aveva raggiunto il record dell’80% nelle elezioni del 1997 che ha registrato una valanga di voti per il Presidente riformista Mohammad Khatami. Le donne e i giovani erano stati la chiave di volta del voto. Ma a causa dell’aumento della disillusione, solamente il 60% circa dell’elettorato ha votato all’ultimo turno delle elezioni del 2005 che ha portato il conservatore Mahmoud Ahmadinejad al potere. Nelle elezioni del 2009 l'affluenza avrebbe registrato un nuovo record, raggiungendo l'85%, ma forti perplessità sono sorte sulla validità del voto: in numerose province il numero dei votanti ha superato il 100% degli aventi diritto. PRESIDENTE Il presidente viene eletto per quattro anni e può rimanere in carica per non più di due mandati consecutivi. La costituzione lo descrive come la seconda più alta carica nel Paese. È il capo dell’ala esecutiva del potere ed è responsabile dell’applicazione della costituzione. In pratica, in ogni caso, i poteri presidenziali sono limitati dal clero e dai conservatori nella struttura di potere iraniana, e dall’autorità del Leader Supremo. È infatti il Leader Supremo, non il presidente, che controlla le forze armate e prende le decisioni riguardo sicurezza, difesa e importanti questioni sulle relazioni estere. Tutti i candidati presidenziali sono vagliati attentamente dal Consiglio dei Guardiani, che solitamente esclude dalla candidatura centinaia di aspiranti. Il criterio dovrebbe essere quello della notorietà, ma di fatto agisce in base alle simpatie politiche. Il sindaco conservatore di Tehran Mahmoud Ahmadinejad è diventato presidente nel 2005 dopo la sconfitta dell’ex- presidente Akbar Hashemi Rafsanjani al secondo turno. Ahmadinejad è il primo presidente dell’Iran dal 1981 che non è appartenente al clero. E' stato riconfermato ufficialmente nel luglio 2009, nonostante la denuncia di brogli. Ahmadinejad è succeduto al riformista Mohammad Khatami che era stato eletto presidente nel maggio 1997 con circa il 70% dei voti. Egli aveva fallito nell’intento di far accettare le riforme dal Consiglio dei Guardiani, causando la disillusione del popolo nei confronti del riformismo. GABINETTO I membri del gabinetto, o Consiglio dei Ministri, vengono scelti dal presidente. Devono essere approvati dal parlamento. Il parlamento può inoltre estromettere i ministri. Il Leader Supremo è strettamente coinvolto nella difesa, nella sicurezza e nelle relazioni internazionali, per questo motivo il suo ufficio ha una grande influenza nelle decisioni prese. I ministri riformisti sotto l’ex-presidente Khatami erano pesantemente controllati dai conservatori. Il gabinetto è presieduto dal presidente o dal primo vice-presidente, che è responsabile degli affari del gabinetto. | PARLAMENTO I 290 membri del Majlis, o Parlamento, sono eletti con voto popolare ogni 4 anni. Il parlamento ha il potere di proporre e approvare leggi, come anche di convocare e estromettere sia i ministri sia il presidente. In ogni caso, tutti i progetti di legge del Majlis devono essere approvati dal conservatore Consiglio dei Guardiani (vedi oltre). La prima maggioranza riformista è stata eletta nel 2000, ma è stata poi battuta quattro anni più tardi nelle elezioni del 2004, quando molti candidati riformisti sono stati estromessi dalla partecipazione. ASSEMBLEA DEGLI ESPERTI Le responsabilità dell’Assemblea degli Esperti sono quelle di nominare il Leader Supremo, monitorare le sue azioni e rimuoverlo dall’incarico se ritenuto incapace. L’assemblea di solito si riunisce due volte all’anno. Nonostante l’ente abbia la sua base ufficiale nella città santa di Qom, le sessioni si tengono sia a Tehran sia a Mashad. Le elezioni dirette per gli 86 membri dell’attuale assemblea si tengono ogni 8 anni e le prossime sono previste nel 2014. I membri vengono eletti con un mandato di 8 anni. Solo gli appartenenti al clero possono partecipare all’assemblea e i candidati per le elezioni sono scelti accuratamente dal Consiglio dei Guardiani. L’assemblea è dominata dai conservatori. Il suo attuale esponente è l’ex-presidente Akbar Hashemi-Rafsanjani. CONSIGLIO DEI GUARDIANI Questo è la struttura più influente in Iran ed è al momento controllato dai conservatori. È formato da sei teologi nominati dal Leader Supremo e sei giuristi nominati dal potere giudiziario e approvato dal parlamento. I membri vengono eletti per 6 anni con una procedura per fasi, in modo tale che metà della congrega cambi ogni 3 anni. Il consiglio deve vagliare tutte le proposte di legge avanzate dal parlamento, sulle quali ha il potere di veto nel caso dovesse considerarli incompatibili con la costituzione e la legge islamica. Il consiglio può inoltre ostacolare ai candidati nella partecipazione alle elezioni al parlamento, alla presidenza e all’Assemblea degli Esperti. I tentativi dei riformisti di ridurre i poteri di veto del consiglio sono risultati vani e il consiglio ha bandito tutti tranne sei dei più di mille candidati nelle elezioni del 2005. Altri due, entrambe riformisti, hanno avuto il permesso di partecipare in seguito all’intervento del Leader Supremo. Tutte le candidate donne furono estromesse dalla partecipazione. | LEADER SUPREMO Il ruolo del Leader Supremo nella costituzione è basato sulle idee dell’Ayatollah Khomeini, che ha posto il leader al vertice della struttura politica iraniana. Il Leader Supremo, attualmente Ayatollah Ali Khamenei, nomina i capi del potere giudiziario, sei membri del potente Consiglio dei Guardiani, i comandanti di tutte le forze armate, i leader della preghiera del venerdì e i vertici di radio e TV. Conferma inoltre i risultati delle elezioni presidenziali. Il leader viene eletto dagli appartenenti al clero che compongono l’Assemblea degli Esperti. Le periodiche tensioni tra l’ufficio del leader e l’ufficio presidenziale sono spesso state la fonte dell’instabilità politica che è aumentata durante il mandato dell’ex presidente riformista Mohammad Khatami – un riflesso delle più profonde tensioni tra il governo religioso e le aspirazioni democratiche di molti iraniani. VERTICI GIUDIZIARI Il potere giudiziario non è mai riuscito a rendersi indipendente dall’influenza politica. Fino all’inizio del secolo scorso era controllato dal clero. Il sistema fu successivamente secolarizzato, ma dopo la rivoluzione la Corte Suprema ha revocato tutte le leggi precedenti considerate non islamiche. Le nuove leggi basate sulla Sharia – legge derivata da testi e insegnamenti islamici – furono introdotte poco dopo. Il potere giudiziario assicura che le leggi islamiche siano rispettate e definisce la legalità. Nomina inoltre i sei membri laici del consiglio dei guardiani. I vertici del potere giudiziario, attualmente Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahrudi, è nominato da, e rende conto a, il Leader Supremo. Negli anni recenti, i fautori della linea dura hanno usato il sistema giudiziario per minare le riforme imprigionando le personalità e i giornalisti riformisti e chiudendo i giornali riformisti. FORZE ARMATE Le forze armate comprendono le Guardie Rivoluzionarie e le forze regolari. I due corpi sono sotto un controllo congiunto. Tutti i comandanti che guidano le armate e le guardie della rivoluzione sono nominati dal Leader Supremo e devono rispondere solo a lui. La guardia rivoluzionaria fu formata dopo la rivoluzione per proteggere i nuovi leader e istituzioni e per combattere gli oppositori. Le guardie rivoluzionarie hanno una forte influenza nelle altre istituzioni e controllano le milizie volontarie con sedi in ogni città. CONSIGLIO PER IL DISCERNIMENTO Il consiglio è un corpo consultivo per il Leader con un potere giudiziale nelle dispute sulla legislazione tra il parlamento e il Consiglio dei Guardiani. Il Leader Supremo nomina i suoi membri, che sono tutti importanti figure religiose, sociali e politiche. Nell’ottobre del 2005, il Leader Supremo ha concesso poteri supervisionali al consiglio per il discernimento su tutti i rami del governo – delegando parte della sua stessa autorità dal momento che la costituzione lo permette. Non è esattamente chiaro quanto ciò influenzerà il consiglio, nonostante gli osservatori affermino che sembri rafforzare la posizione del suo presente rappresentante, l’ex presidente Hashemi Rafsanjani, che è stato sconfitto nel le elezioni presidenziali del 2005 da Mahmoud Ahmadinejad. |