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Vorrei
esprimere il mio ringraziamento sincero e profondo a tutti i colleghi
dell'udr di Como, che hanno contribuito, prima che con la tasca con
il cuore, fatto di cui io non ho mai dubitato. Il cuore di persone,
che se pur con percorsi diversi, si ritrovano consapevoli a
solidarizzare per una ingiustizia arrecata a me.
Licenziato
con preavviso da Poste Italiane per aver denunziato su internet
La
precarietà delle condizioni in cui lavoriamo, attaccando me
feriscono la mia dignità di
lavoratore
e cittadino, eguale a tutti nei diritti e nella condizione sociale,
Il
vero volto di questa azienda è stato così svelato.
Consapevole
della solidarietà riportata a tutt'oggi, da molti compagni,
amici, organizzazioni politiche e sindacali, quali
Cobas pt Cub, Circolo dei lavoratori postali “G. Messina” di
Rifondazione Comunista Milano, Giovani Comunisti di Como,
PRCdiComo,CGIL in figura del segr. terr. flc. Como, Cobas pt Cub
Como, ribadisco la mia giusta e non ascoltata ragione per cui ho
sempre dichiarato e creduto che: Lamentarsi delle proprie condizioni
di lavoro per rivendicare il giusto, è cosa sacrosanta e
costituzionale!
Io
non ho fatto altro che amplificare il malessere mio, che identico a
quello di tutti i lavoratori di Poste, specie dopo gli eventi nefasti
che hanno coperto la storia recente di Poste...le morti bianche...13
postini ed un autista!
Quando
abbiamo chiesto più attenzione non l'abbiamo avuta, anzi…E…I
morti continuavano a spuntare come funghi.
Con
la vostra sincera solidarietà, mi avete dato la possibilità
di affrontare più serenamente le avversità e stimolato
ulteriormente il mio desiderio di giustizia e di lotta rivendicativa.
Per
me non è il momento di mollare o rinunciare a ciò che
mi spetta di diritto, il mio posto di lavoro in primis, che, come mi
avete ricordato voi, attraverso la petizione, ho sempre svolto con
senso civico e responsabile. Ricordo a tutti quelli che mi conoscono,
che il mio attivismo sindacale è sempre stato guidato da
interessi collettivi e mai personali, attento ai diritti, ai doveri e
alla sicurezza.
Mi
sono sempre battuto, affinché l'azienda non intaccasse la
dignità dei lavoratori,denunciando
le malefatte prodotte dagli accordi tra sindacati compiacenti ed
azienda. Dignità,
che oggi viene violata nei miei confronti, con una punizione
impartita per aver avuto il coraggio di alzare la voce e denunziare
che anche in Posta si muore.
Morti,
causate dalla sfrenata accelerazione produttiva. Non sara' un azione
repressiva ad intimidire e fermare Il comitato di base, dei
lavoratori di Como.
Mi
appello a sostenere con la vostra presenza, il sit- in che si terrà
il 14-11-2009 in via Gallio, angolo piazza dei Cacciatori delle
Alpi, di fronte Poste italiane, a Como. Per
ribadire insieme, che noi “IN UN PAESE DEMOCRATICO “non ci stiamo
a questa logica repressiva. Non ci stiamo ad essere schiavi! Che la
Posta è ancora un bene collettivo pubblico. Noi
ribadiamo come lavoratori:
NESSUNO
TOCCHI IL POSTINO!! QUELLA
FIGURA CHE TUTTI CONOSCIAMO E CHE VOGLIONO CANCELLARE PER LOGICHE
PRIVATISTICHE E NON COLLETTIVE!QUELLA
FIGURA CHE RAPPRESENTA UN ANELLO IMPORTANTE PER LA CAPILLARITA' DEL
SERVIZIO SVOLTO NEL CAMPO DELLA COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE, IN
QUESTA GIA' LABILE DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE.(la
Costituzione italiana prevede la garanzia dei servizi pubblici
essenziali ai quali apparteniamo)
Stabile
Maurizio
N.B.: iscriviti, con la
tua email, per aderire anche in internet,
visita la pagina del
gruppo “COMO RESISTE”
www.comoresiste.tk
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