al Signor Presidente ed ai membri della Commissione Igdo, al Signor Presidente del Consiglio comunale ed a tutti i Consiglieri. Il cartaceo per gli ATTI sarà depositato in data 24 Dicembre 2009 presso il protocollo generale del Comune di Ciampino dove è a sua disposizione COPIA DEL TESTO CARTACEO DELL’ALLEGATO 3 alla lettera aperta: “Igdo il valore della Memoria” Alla medesima lettera è stata data ampia diffusione pubblica con specifico Comunicato stampa. Nel ringraziarla per l’attenzione, le inviamo i nostri saluti e gli auguri di buon Natale e di un sereno e proficuo Anno Nuovo Al Sindaco Agli Assessori Al Presidente del Consiglio Comunale Ai consiglieri comunali Al Presidente della Commissione Speciale IGDO Ai componenti della Commissione Speciale IGDO Agli aderenti
a PROGETTIAMOCI Oggetto:
lettera aperta sulla questione IGDO Con la presente
il Coordinamento di Associazioni IGDOlab intende riassumere alla
appena costituita Commissione Consiliare Speciale IGDO
le principali tappe del percorso intrapreso dal movimento cittadino
per la difesa, la salvaguardia e la destinazione pubblica del complesso
IGDO, a partire dal 23 giugno 2007, data in cui è stata indirizzata
al Sindaco Ing. Perandini, la prima lettera aperta. Fu il moto spontaneo quanto ineludibile di un gruppo di cittadini che, a un anno dall’insediamento della Giunta, dopo aver atteso invano un qualche segnale dell’impegno sbandierato per l’ennesima volta in campagna elettorale, avevano letto con stupore un’intervista in cui il primo cittadino enunciava, apparentemente senza imbarazzo, alcuni concetti:
E’ risultato
evidente come su questa questione si governasse senza idee e che le
promesse elettorali, scritte a chiare lettere nel programma del Sindaco,
secondo le quali “il cuore della città” avrebbe dovuto rappresentare
“una scommessa per la futura pianificazione di Ciampino”,
difficilmente sarebbero state onorate. Tantomeno si scorgeva traccia
di quel “nuovo strumento di partecipazione” menzionato al
Capitolo 1 dello stesso programma elettorale, tramite il quale coinvolgere
i cittadini per addivenire ad una soluzione condivisa. In quella prima
lettera aperta non si fece quindi altro che richiedere un incontro in
cui fossero indicate delle scadenze per quegli impegni presi di fronte
alla cittadinanza tutta. Durante il
successivo incontro con il Sindaco dell’11 luglio 2007 le associazioni
ribadiscono l’opportunità di concordare con l’amministrazione comunale
un percorso di urbanistica partecipata, rendendosi disponibili a fornire
un contributo propositivo, dietro esplicita richiesta del Sindaco stesso,
che si impegna a prenderlo in considerazione e ad avviare un processo
partecipativo fin dall’autunno successivo (autunno 2007!!) Leali e puntuali, le associazioni protocollano l’11 ottobre 2007 la proposta di laboratorio di progettazione partecipata (in sintesi in allegato), dettagliandola nei presupposti, negli obiettivi, nei contenuti, nelle modalità e nella tempistica. Al primo punto l’informazione, il coinvolgimento della comunità locale e l’ascolto del territorio. Durante la seduta
consiliare del 18.12.2007 l’Assessore all’Urbanistica dichiara:
“L’Amministrazione comunale deve verificare la possibilità
di trasformare e intervenire sull’area garantendo la salvaguardia
dell’edificio. Per fare ciò si deve creare un tavolo di concertazione
cui far partecipare la cittadinanza per favorire la presentazione di
idee e la conoscenza dell’importanza dell’edificio per la comunità.
Al contempo non bisogna trascurare il dialogo con la proprietà
che rimane l’attore principale in quanto dovrà
valutare i costi e i benefici delle proposte che emergeranno e pertanto
è volontà dell’Amministrazione comunale condurre appositi incontri
con tutti gli interessati favorendo la partecipazione dei cittadini
in una tematica così rilevante per il futuro urbanistico, economico
e sociale della città.” Nella stessa seduta, il consigliere Addessi propone una mozione sostenendo che “…noi dobbiamo evitare con tutte le forze che al TAR ci sia qualche sorpresa, quindi ecco il motivo della mozione di oggi, ecco perché chiediamo che la stessa mozione, la stessa memoria che l’Assessore ha fatto venga inviata non solo al TAR, ma alla Soprintendenza, perché noi dobbiamo dare manforte alla Soprintendenza che, chiamata, citata in giudizio, possa dimostrare anche la volontà del Consiglio comunale e quindi della cittadinanza intera, è quella della non demolizione dello stabile stesso” La suddetta
mozione viene votata all’unanimità da maggioranza e opposizione come
immediatamente eseguibile, ma nessuno si preoccupa di verificare
in seguito che quella volontà sia sostenuta in sede legale durante
il dibattimento, tanto che il TAR la paventata sorpresa
la mette in atto, annullando il vincolo con la Sentenza del 30 gennaio
2008. Nel frattempo
l’amministrazione istituisce ufficialmente un laboratorio di progettazione
partecipata sull’IGDO, con Delibera di Giunta del 4 gennaio
2008. A seguito di
questo atto le associazioni intraprendono un’azione di diffusione
dell’iniziativa al fine di raccogliere adesioni, nella convinzione
che la partecipazione popolare permettesse di dettare linee guida di
dominio pubblico, aperte e trasparenti, e tali da ostacolare ogni ipotetica
azione speculativa. A fronte dell’interesse
crescente dei cittadini si riscontra invece una notevole difficoltà
nel confronto con gli assessorati coinvolti nel Laboratorio istituito
solo sulla carta. Dopo vari incontri totalmente infruttuosi, nel corso
della riunione del 25 Marzo 2008, espressamente richiesta dalle associazioni,
Sindaco e Assessore all’Urbanistica informano che il TAR ha annullato
il vincolo della Soprintendenza a seguito del ricorso presentato dalla
società SICIET proprietaria del complesso. Nessun pronunciamento
sulla posizione che l’A.C intende portare avanti. L’ 8 aprile
2008, IGDOlab, sigla che da allora in poi identifica il Coordinamento
delle associazioni cittadine che aderiscono in numero sempre crescente,
promuove un incontro pubblico, invitando cittadini, forze politiche
e tutti i candidati alle imminenti competizioni elettorali provinciali
per esplicitare in maniera trasparente la linea di condotta che si intendeva
portare avanti sulla questione IGDO. Dal punto di vista generale ci
interessava comprendere se e come le forze politiche riconoscessero
o meno la necessità di aprire e rendere effettive procedure di partecipazione
sul destino urbanistico della città. Un pronunciamento chiaro da parte
di alcune di esse c’è stato, ma senza che vi corrispondesse in seguito
alcuna consequenzialità a livello di azione politico-amministrativa. In particolare,
in quell’occasione, si evidenziava l’atteggiamento dell’A.C. di
non trasparenza e di attesa passiva delle intenzioni altrui e si
richiedeva un Consiglio Comunale specifico sull’annosa questione,
in cui porre a tutti i consiglieri e agli amministratori della città
alcune domande specifiche riguardanti: gli impegni presi circa il laboratorio,
le volontà disattese circa il sostegno il vincolo, l’effettiva intenzione
di procedere ad una variante che ristabilisse la destinazione pubblica
dell’IGDO. IGDOlab,
in data 15.04.2008, ha ritenuto opportuno insistere invitando
tutti i partiti, anche quelli che si erano sottratti al dibattito pubblico,
a discuterne in C.C., proponendo una mozione che aveva lo scopo
di chiarire quale dovesse essere la posizione dell’A.C. su due punti:
la salvaguardia del complesso storico-architettonico e l’attivazione
del laboratorio di progettazione partecipata. La nostra proposta
ha destato notevole interesse, inducendo la maggior parte delle forze
politiche di opposizione e di maggioranza a farla propria. Proseguendo
sullo stesso percorso abbiamo sentito l’esigenza di presentare una
Osservazione al PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale) appena
varato dalla regione Lazio. Tale strumento recepisce infatti il vincolo
previsto dal Ministero dei Beni Culturali, che le associazioni IGDOlab
ritengono di importanza fondamentale, tanto da chiederne il mantenimento
e se possibile il rafforzamento. Anche in questo caso ci siamo ritrovati
sulla stessa linea della maggior parte delle forze politiche presenti
in C.C., che hanno a loro volta inviato alla Regione un’osservazione
del tutto analoga, ad esclusione del PD e dei Socialisti che si sono
riservati di approfondire al loro interno la questione, senza riuscirvi
ancora oggi. Per l’ennesima
volta riscontriamo come non sia stato dato, al momento in cui scriviamo,
alcun seguito a quegli impegni presi e ribaditi nelle innumerevoli
litanìe delle celebrazioni rituali. Durante l’estate
del 2008 la Soprintendenza comunica l’avvio del procedimento per la
riproposizione del vincolo. La proprietà subito si oppone con l’ennesimo
ricorso al TAR e risulterà, esattamente un anno dopo, ancora
una volta vincente: sui meccanismi tecnoburocratici con i quali si sono
formate le due decisioni del Tar, rimandiamo ad una nostra riflessione
nello specifico allegato 2 alla presente. A sostegno dell’azione
della Soprintendenza solo i cittadini e le associazioni di IGSOlab,
a fronte del silenzio e dell’inerzia assoluta dell’Amministrazione,
che oltre ad apparire piuttosto disorientata e incapace di affrontare
unitariamente la situazione, non avvia alcuna riflessione comune su
proposte e prese di posizione concrete. Il
23 ottobre 2008 l’Assessore all’Urbanistica convoca le associazioni
mediante una raccomandata A.R. il cui testo così recita: “A seguito
dell’impegno preso dal Sindaco e dall’Amministrazione Comunale in
merito ad intraprendere un percorso partecipativo per elaborare una
nuova proposta di riqualificazione dell’Area ex-IGDO, il giorno 23
ottobre alle ore 18 presso il Comune di Ciampino
è convocata una riunione per stabilirne le modalità
e le fasi attuative.” Nella realtà dei fatti, in quella riunione
ci viene semplicemente riferito che l’Amministrazione era impossibilitata
ad avviare il laboratorio per carenza di risorse economiche. Senza aver
mai interrotto l’azione di sensibilizzazione della cittadinanza, il
contatto e il sostegno diretto alla Soprintendenza, la ricerca di informazioni
e l’elaborazione di approfondimenti del significato storico, urbanistico
e antropologico del complesso architettonico in questione (tra i quali
ricordiamo la pubblicazione del testo “IGDO, il valore della
memoria” allegato 3
alla presente), il Coordinamento Igdolab promuove il 18 giugno
2009 un altro dibattito pubblico dal titolo “IGDO quale
futuro? Per non cedere di nuovo il centro di Ciampino agli interessi
di pochi”. Nulla la partecipazione di Sindaco e Giunta, scarso
il contributo delle forze politiche, ma nutrita, attenta e vivace la
partecipazione dei cittadini, che intervengono nel dibattito esprimendo
interesse e aspettative per quella soluzione che sembra destinata a
non arrivare mai. Progettiamo-Ci è la recente manifestazione, durata due giorni, promossa da IGDOLab con il patrocinio e il contributo di Regione, Provincia e Comune di Ciampino, preceduta da una mostra fotografica nel sottopassaggio della stazione FS.
Il Convegno sulla Progettazione Partecipata del 23 ottobre
2009, è stato una importante occasione di ascolto e confronto per
conoscere le esperienze già vissute da altre comunità che hanno portato
avanti progetti condivisi. Amministratori, tecnici e docenti universitari
hanno illustrato le pratiche della partecipazione, le loro origini,
le tecniche, i punti di forza e di debolezza, evidenziando l’opportunità
di un ricorso più frequente a questa metodologia in risposta alla crisi
sempre maggiore dei tradizionali modelli di rappresentanza democratica.
E’ stato ampiamente dimostrato che in questi processi, se opportunamente
coordinati, è possibile giungere alla sintesi, ossia a soluzioni largamente
condivise, che consentono la realizzazione degli interventi in tempi
più brevi rispetto al consueto processo di progettazione. La tavola rotonda: rendere le parole fatti del 24 ottobre 2009, è stato un lungo pomeriggio di dibattito tra amministratori, tecnici, politici e cittadini per capire come i metodi e le esperienze di progettazione partecipata potessero essere messi a frutto nel caso specifico della riqualificazione dell’IGDO. Si è cercato di capire se vi fosse la disponibilità, da parte del Sindaco e della Giunta, ad avviare un processo realmente inclusivo, che riconosca nell’incontro e nella molteplicità delle proposte possibili una preziosa occasione di crescita culturale e sociale collettiva. La volontà
politica dichiarata è stata quella di affidare la soluzione della vicenda
ad una specifica Commissione Consiliare, che dovrà occuparsi di affrontare
il problema. Il Sindaco ha più volte espresso in maniera chiara forti
resistenze su un possibile ribaltamento dei tradizionali meccanismi
decisionali, dichiarando di non volere adottare varianti di PRG che
riportino il complesso ad una destinazione di servizio pubblico, per
timore che l’amministrazione possa essere trascinata in beghe giudiziarie. La chiarezza
rappresenta in qualsiasi caso un dato apprezzabile e un passo avanti
rispetto all’ambiguità, contraddittorietà e inerzia riscontrate
in questi ultimi due anni circa. Non possiamo però evitare di
sottolineare la vaghezza che sta alla base dell’istituzione della
Commissione Speciale IGDO che, a quanto è dato sapere, è incaricata
della ricerca di una proposta di riqualificazione dell’area concertata
con tutte le parti coinvolte, comprese la proprietà e le associazioni.
Quello che non è dato sapere è qualcosa che invece noi riteniamo
importante, ossia la modalità e gli strumenti che si vorranno utilizzare
per quella che appare più una mera consultazione che un coinvolgimento
reale. Si chiameranno i vari soggetti ad
esprimere separatamente le proprie opinioni? Si imbandiranno i soliti
“tavoli di concertazione”? E ancora, un “tavolo di concertazione”
può essere definito tale quando non vengono riconosciute pari dignità
e pari potere decisionale a tutti i soggetti partecipanti? Se
finora non sono state ritenute affatto vincolanti persino le Delibere
e le Mozioni che impegnavano solennemente Sindaco e Giunta, quali garanzie
offre questa Commissione ad una cittadinanza ormai stanca di sentir
parlare sempre delle stesse cose, senza arrivare mai ad una soluzione? Il termine
temporale di 6 mesi, prorogabili ad 1 anno, per l’adempimento del
mandato consegna inevitabilmente ogni decisione alla Giunta che scaturirà
dalle prossime elezioni amministrative, rischiando di tradurre il tutto
in un semplice esercizio accademico, o peggio, in un espediente per
temporeggiare senza assumersi responsabilità effettive.
Il pensiero che i solenni impegni per la soluzione del problema IGDO
faranno parte, ancora una volta, delle promesse elettorali, più
che un’ipotesi sembra ormai una certezza. A quel punto si avrà
il coraggio di stupirsi se i cittadini reagiranno con disinteresse,
tedio e sfiducia? Alla luce dei fatti, tornano le stesse insistenti domande di sempre:
Siamo profondamente
convinti che l’Amministrazione tutta abbia il dovere morale e politico
di rispondere pubblicamente su questi interrogativi, non a noi ma alla
cittadinanza, al fine di salvaguardare la dignità del proprio ruolo
istituzionale. Fiduciosi in una V.sa puntuale risposta Vi ringraziamo
per l’attenzione Il Coordinamento di associazioni cittadine IGDOLAB Associazione Colibrì Associazione Comitato Pro-Igdo Associazione Legambienteciampino Associazione Nucleo Architetti Ciampino Associazione Teresio Olivelli Associazione Avios Associazione Bottegas-gas Ciampetto Associazione Il tempo ritrovato – Banca del Tempo di Ciampino Associazione Italia Nostra Castelli Associazione La Vita Nova Associazione 89 Casa Famiglia Ciampetto Associazione
Sportiva onlus Ciampacavallo Ciampino, 24 dicembre 2009 Si allegano: All.n.1: Sintesi della proposta di Laboratorio
di progettazione partecipata:
IGDO, quale
futuro? All.n.2
: Su cosa si basa
la decisione del TAR All.n.3: IGDO, il valore della memoria |