Perchè mai hai deciso di far tappa a Siracusa?
Magari sei capitato qui dopo un lungo viaggio in treno o in auto...
Oppure
sei giunto in aereo a Catania o Palermo, e avendo in programma un giro
di Sicilia, hai incluso nel tuo itinerario la
visita di questa città.
Ma torniamo alla domanda di partenza: perchè
sei giunto fin qui?
Forse
perchè hai letto a scuola gli scritti di
Cicerone, che parla della
città definendola "la
più grande e bella di tutte le città greche"?
Forse
perchè hai sentito il tuo professore di
matematica e
fisica parlare
spesso di
Archimede, e sei
rimasto
incuriosito dalle
sue
mirabilianti
invenzioni?
O
perchè ti è rimasta impressa nella memoria la
leggenda della ninfa Aretusa che
viene
trasformata in fonte e vive eternamente sull'isola di Ortigia,
dove, se abiti in riva al suo mare, questo sembra volerti entrare in
casa, nelle notti di tempesta invernali, quello stesso mare che, nelle
quieti notti d'estate, è solcato dalle lampare che lo rischiarano e con
il loro luccichio sembrano formare sulla sua superficie come delle
stelle di forme diverse?
Oppure
ti stuzzica la voglia di perderti fra i
vicoli del centro storico, per
scoprire ad ogni
angolo o nei suoi cortili angusti le tracce del suo
passato millenario, per ammettere alla fine di
essere l'ultimo dei suoi
scopritori?
Sei
venuto per sedere sui gradini della cavea
del teatro, quelli scolpiti
dagli
schiavi sulla
 roccia del Temenite! E perché se no? Proprio come gli umili ed i grandi del suo passato, per rivivere
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l'atmosfera di quei
giorni, quando, come
ancor oggi ogni primavera, sulla scena
venivano proposte le opere dei più illustri
scrittori di opere tragiche.
E
se invece volessi conoscere alcune gustose
pietanze della sua cucina?
La materia prima la troveresti fra le bancarelle del mercato, ove i
venditori descrivono i loro prodotti cantando una nenia simile a
quella
di un muezzin: del resto qui sembra
proprio di essersi persi in un suk.
Anche se non ho ancora indovinato il motivo
della tua scelta, forse ci sono vicino...
Sei venuto
per tentare di ascoltare i lamenti
dei perdenti che pare riecheggino
ancora
all'interno delle orride latomie dalle ripide
pareti, luoghi di lavoro e di
pena per
centinaia di sventurati, che, con i frutti della
loro fatica,
resero ricca e nobile questa città.
Oppure
segui le orme di San Paolo,
che qui giunse per incontrare i primi
discepoli cristiani che vivevano nascosti nei suburbi, all'interno di
grotte che sarebbero poi divenute catacombe.
E se,
da pellegrino, volessi cercare di capire cosa avvenne nell'estate
del 1953 a casa
di povera gente, tanto da far
gridare al miracolo, dovresti visitare il
grandioso
santuario
eretto dagli uomini in
gloria della piccola
Madonnina di gesso che
pianse in via degli Orti.
Ma se capiti dalle nostre
parti nei primi giorni del mese di maggio o a
metà dicembre potrai
assistere a ciò che i siracusani preparano per
la loro santa Patrona Lucia: fantasmagorie di
luci e fuochi artificiali e una solenne
processione con il simulacro d'argento
massiccio condotto in spalla da quarantotto
portatori.
Per qualunque motivo fossi venuto fin qui
sappi che troverai una risposta a tutti i tuoi
perchè e vivrai una straordinaria esperienza
di viaggio. |
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