Dagli editori

Con intento aneddotico, raccolgo qui le risposte o le non risposte che ho ricevuto dagli editori cui ho sottoposto il testo. Un piccolo pettegolezzo dietro le quinte...

  • La Giuntina (trattandosi di un editore ebraico, era il primo nella mia wishing list). (in risposta a una mia sollecitazione) Mi dispiace. Eppure Le avevo scritto diversi giorni fa per dirLe che pur apprezzando il libro non me la sentivo di pubblicarlo. Ora guardo se riesco a ritrovare la mail. 23.12.2008

  • Manni Gentilissimo, abbiamo letto il suo manoscritto: è interessante e ben organizzato. Pur riconoscendone la validità, non rientra nella nostra produzione editoriale. Le consigliamo, se non lo ha già fatto, di prendere contatti con le edizioni La Giuntina che ha anche la possibilità di rivolgersi ad un circuito specializzato. Cordiali saluti e buon lavoro. 03.03.2008

  • Alet Nessuna risposta.

  • Di Salvo Nessuna risposta.

  • Marsilio Gentile signore/a, in questo momento non siamo in grado di prendere in visione nuovi materiali. Con un cordiale saluto. 14.04.2009

  • TEA Gentilissimo Gian Maria Turi, prima di tutto la ringraziamo per la preferenza e l’attenzione da lei rivolte alle nostre pubblicazioni. Desideriamo contemporaneamente informarla circa le scelte editoriali della nostra Casa editrice: la TEA pubblica, quasi esclusivamente, edizioni "tascabili" di titoli già editi, in edizione maggiore, presso altri Editori. Facciamo infatti parte del "Gruppo Editoriale Mauri Spagnol" insieme a: Corbaccio, Editrice Nord, Garzanti Libri, Guanda, Longanesi, Ponte alle Grazie, Salani e Vallardi. 
    Per i prossimi due anni, almeno, il nostro programma editoriale è già ampiamente affollato, e le priorità sono rappresentate proprio dai titoli contenuti nei cataloghi degli Editori del Gruppo che la TEA pubblica "su licenza".
    Ci è comunque gradita l’occasione per inviarle i nostri saluti migliori.
    TEA – Tascabili degli Editori Associati. 14.05.2009

  • Negretto Caro Gian Maria, dopo aver sottoposto il tuo testo all'attenzione dei  miei collaboratori, ho deciso che le caratteristiche di contenuto, ed in generale lo stesso genere narrativo, faticano ad entrare nel mio piano editoriale, sempre più orientato per i prossimi anni alla pubblicazione di saggi nell'ambito delle scienze umane e sociali, in stretto collegamento con Istituti universitari (Milano, Venezia, Bologna) - cordiali saluti. 
    Silvano Negretto - per Negretto Editore 21.05.2009

  • Fazi Gentile Gian Maria Turi, abbiamo letto il suo romanzo. Il fatto è che ci è parso trattarsi di una sorta di diario, senza struttura di romanzo, ma che non si avvicina nemmeno al Memoir. La lingua è buona, anche se si fa a tratti troppo lirica. Il problema mi pare sia rappresentato dalla struttura e dalla "presa" che essa dopo un po' ha (o smette di avere) sul lettore. C'è tanta STORIA, quella vera, ma non c'è finzione. E le "considerazioni sparse" dell'autore sono forse un po' troppe. Non so, forse funzionerebbe più come reportage. Un saluto. 
    Alessandra Penna 06.07.2009

  • Mursia Nessuna risposta.

  • Newton Compton Nessuna risposta.

  • Bohumil Gent.mo Gian Maria Turi, la ringraziamo per averci inviato la sua proposta. Senza alcun giudizio in merito al suo valore, riteniamo tuttavia che essa non rientri nella linea editoriale della casa editrice.
    Grati per la sua attenzione, le facciamo i nostri migliori auguri per il suo lavoro. 03.09.2009

  • vibrisselibri Nessuna risposta..

  • Leone Nessuna risposta. 

  • Edizioni creativa Nessuna risposta. 

  • Scrittura & Scritture Nessuna risposta.

  • Progetto cultura 2003 Caro Turi, abbiamo letto il copioso materiale che ci ha fatto avere a più riprese ("Del Regno" - "R.um Vulg. Fr." - "Acrilirico") che, detto con grande onestà, non ci ha proprio convinto! Sotto questo profilo non possiamo non concordare con l'Agenzia letteraria "Il Segnalibro" che a suo tempo, come ha scritto, stroncò "R.um Vulg. Fr.".
    I suoi scritti (compresi quelli poetici o presunti tali!) soffrono di una sorta di incompiutezza espressiva nel senso che mancano di comunicazione su ciò che, attraverso la penna, intende trasferire al lettore. Nei meandri del suo racconto ci si perde dopo poche righe, non si tiene il filo, si legge tanto per leggere senza capire il senso... Appartiene forse a quella categoria di persone che scrivono per sé stesse senza preoccuparsi del lettore che, invece, deve essere in cima alle preoccupazioni di ogni scrittore che ambisca ad essere pubblicato (perché - ahimè - sono i lettori che comprano i libri, non gli scrittori!)
    Senza offesa, ma per puro amore dialettico, riportiamo una frase di A. Camus: Scrittore mediocre è chi si esprime tenendo conto di un contesto interiore che il lettore non può conoscere. Per questa via, lo scrittore mediocre è portato a dire tutto quello che gli piace. La grande regola per scrivere in modo compiuto sta invece nel dimenticare in parte sé stessi, a favore di un'espressione che dia il senso della comunicazione.
    Con affetto e simpatia.
    Mauro Limiti 09.09.09

  • Giulio Perrone Nessuna risposta.

  • Bevivino Nessuna risposta.

  • Fernandel Nessuna risposta.

  • Edizione Paoline Egr. Dott. Turi, abbiamo ricevuto la sua cortese lettera dell'undici dicembre u.s e la ringraziamo sinceramente per avere pensato a noi. Purtroppo però siamo spiacenti di doverle comunicare che non ne prenderemo in considerazione la pubblicazione perché non rientra nelle nostre attuali linee editoriali.
    Cordiali saluti. 
    Paoline Editoriale Libri 
    Segreteria
    Sig.ra Isabella Termine 21.12.09

  • Pendragon Nessuna risposta.