Canti della burocrazia

Nella pianura alluvionale della poesia italiana contemporanea si possono rilevare alcune caratteristiche tipiche delle esondazioni fluviali: la casualità del materiale sparpagliato oltre gli argini; la mollezza e l'insalubrità malarica delle terre sottoposte agli alluvioni; la presenza diuturna di insetti che pizzicano e ronzano, esacerbata dagli ammassi vespertini di zanzare in verticali e mortifere colonne; il gracidare monotono di rospi e ranocchie; il rapido frusciare delle bisce natrix natrix, terribili a vedersi ma dal morso scarico, predatrici dei suddetti ranocchi, predatori a loro volta di insetti e zanzare. 

Questi canti, esperimenti legati al pàdule insano, si ammollano in un territorio tematico e linguistico impraticabile dalla vera poesia: sono i pantani di una scolarità mercantile e arrogante, di una nuova e sempreverde barbarie culturale. Non ambiscono alle remote vette sorgive ma nemmeno alle colline preappenniniche, anche ormai troppo lontane – così come lontani sono l'estuario salmastro e poi le immensità marine.

In concorso al Premio Montano 2012.