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L'APPELLO DI FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA SPEGNETE LE LUCI DELLA CENTRALE Il 31 marzo in tutto il mondo verranno spente le luci dei monumenti e dei luoghi simbolo per l’Ora della Terra. Sui giornali è riportato che anche la Lomellina aderisce. Vigevano spegnerà i fari della Torre del Bramante, Sannazzaro quelli della Madonna della Fontana, Pieve Albignola quelli del parco giochi e altri ancora aderiranno a questo evento che simboleggia la lotta al cambiamento climatico. Chiediamo quindi che anche la Biolevano, che ogni sera illumina a giorno la sua centrale e i campi della Lomellina, contribuendo con l’ inquinamento luminoso a incrementare l’effetto serra, disturbando la fauna delle nostre risaie, spenga le sue sfavillanti e inutili luci per una sera. Per un breve lasso di tempo rispetti i parametri del protocollo di Kyoto non dissipando energia elettrica e protegga per qualche ora quella campagna che è venuta a deturpare per i propri interessi economici con una mega centrale a cippato di pioppo per la quale prende gli incentivi pagati da noi cittadini italiani per la lotta al cambiamento climatico. Per una notte ci sembrerà di non essere più a Las Vegas ma semplicemente in Lomellina e qualche tasso o qualche airone potrà anche lui, finalmente, per una notte riposare tranquillo. Il 16 marzo 2012 Futuro sostenibile in Lomellina ha presentato le osservazioni per la Valutazione Ambientale al Ministero dell'Ambiente e alla Regione Lombardia. Per leggerle cliccare sul link AUTOSTRADA BRONI-MORTARA COMUNICATO STAMPA ESPOSTO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE Castello d’Agogna, 28 febbraio 2012 L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’ampia ed esauriente documentazione attestante la criticità della situazione ambientale della Lomellina, in particolar modo per ciò che riguarda i comuni di Parona, Mortara, Olevano e Castello d’Agogna. La constatazione che immancabilmente gli amministratori locali non prendono seriamente in considerazione lo stato ambientale fortemente compromesso adottando le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini, nonostante l’appello di medici, scienziati e tecnici, ci ha indotto a questa iniziativa fortemente voluta da tutti i cittadini che hanno coscienza civile e che ci sostengono. La Direzione Generale Valutazioni Ambientali ha quindi sollecitamente inviato in data odierna alla Prefettura, alla Regione Lombardia, alla Provincia, all'Arpa, ai comuni di Mortara, Olevano, Parona, Castello d'Agogna, al Corpo Forestale e alle varie Direzioni generali del Ministero la richiesta di chiarimenti in ordine allo stato di criticità ambientale da noi denunciato e la trasmissione di informazioni sullo stato dei luoghi e la sussistenza di situazioni di pericolo per la salute dei cittadini e per l'ambiente. Il ministero ha inoltre inviato all'ISPRA la nostra documentazione su supporto informatico, chiedendo a questo Isituto di redigere un'apposita relazione di approfondimento tecnico-scientifico e di valutazione del danno ambientale. DOCUMENTO DELLA RETE DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI PER SALUTE, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PAVIA NELL'INCONTRO CON IL PRESIDENTE E GLI ASSESSORI DELL'AMBIENTE E DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI PAVIA Presentazione RETE incontro giunta Bosone 5 novembre 2011 Abbiamo rappresentato graficamente la RETE in questa mappa che giorno dopo giorno si infittisce. Ci piace definirci le sentinelle del territorio che amiamo, che abitiamo e che controlliamo sotto tutti i suoi aspetti da nord a sud, da est a ovest. Ci rivolgiamo a voi, a Lei, presidente, per mettere in atto ciò che questa provincia desidera da troppo tempo. In un periodo di crisi come questa, i tempi sono stretti. Le persone raccolgono le proprie forze, i propri averi, li contano e cercano di non dissiparli ulteriormente, chi non lo fa è colui che non si rende conto della portata della crisi. Una crisi industriale, energetica e ambientale. Ma è anche un periodo in cui il processo per uscirne è già iniziato perché i pericoli da evitare sono già evidenti come i vantaggi da ottenere. Entrambi sono presenti ora. Basta riuscire a coglierli, basta operare al momento giusto che è oggi, che è il presente. Penserà forse che siamo incorreggibili idealisti, Presidente, ma le assicuro che siamo anche fortemente realisti. Vorremmo che la nostra provincia fosse prima e non ultima come è stata per troppo tempo. La vorremmo prima nel dire basta al consumo di suolo, prima nella RD, prima nella viabilità, prima nel controllo delle emissioni, prima nell’agricoltura conservativa, prima nella cura del paesaggio, nella tutela dei beni comuni, prima nello smaltimento dell’amianto con metodi innovativi, prima nell’ascoltare la saggezza di chi un territorio lo vive appassionatamente. Vorremmo che fosse la prima provincia virtuosa. Vorremmo che il lavoro ripartisse investendo forze nella rivalutazione di quello che abbiamo, che è un patrimonio immenso, un patrimonio dissipato in anni di muscoloso attivismo privo di progettualità. Per questo motivo siamo qui. Le chiediamo di collaborare con noi con un impegno politico chiaro e forte, Chiediamo a Lei e ai suoi collaboratori, di adottare tutte quelle misure che possono contribuire a far primeggiare la nostra provincia, vi chiediamo di essere voi i nostri portavoce in regione e perché no i nostri sostenitori, perché no i tenaci oppositori a una politica regionale che non rifiuta mai nessun progetto gli venga sottoposto. Vi chiediamo di agire in tempi brevi, perché proprio in questa provincia in assenza di controlli, di prospettive, di un progetto, chi pesca nel torbido, chi fa solo i suoi interessi e non quelli della comunità prospera e continua a creare guai. Rifacendoci poi alle risposte che Lei, Presidente, ci diede 6 mesi quando sottoponemmo a Lei e agli altri candidati le nostre domande, le diciamo che: Redatta la mappatura delle criticità, non possiamo aspettare OLTRE AFFINCHE’:
Chiediamo quindi, Presidente, il suo impegno reale, e politico, nel caso non sia tutto di competenza provinciale, affinché: 1. Il PTCP abbia una forte impronta di sostenibilità con limitazione al consumo di suolo. 2. La provincia sviluppi un piano energetico che serva da stimolo alla regione per assegnare a ogni provincia obiettivi precisi e per dimostrare che la provincia di Pavia sta producendo 2/3 in più del suo fabbisogno energetico. 3. Che quali strumenti associati al PGT da parte dei comuni, ci sia l’adozione della classificazione acustica e, da parte dei comuni con impianti a rischio chimico-industriale, anche dell’ ERIR (Elaborato Rischi Incidenti Rilevanti) per la prevenzione e la mitigazione del rischio. 4. Si operi per la riduzione della produzione dei rifiuti in collaborazione con la Grande Distribuzione Organizzata promuovendo anche progetti innovativi di smaltimento e recupero dei rifiuti (Vedelago ma non solo) non raggiungendo il 65% del 2012 con la sola differenzazione dell’umido, come funzionari della Provincia e addetti ai lavori ci hanno sbandierato prima che lei si insediasse, mentre Clir e ASM lamentano che il Piano Provinciale Rifiuti frena la raccolta differenziata. Che si esca dalla politica dell’incenerimento. 5. Si restituisca alla collettività porzioni di territorio a suo tempo destinate a discariche da considerare ormai come una fase sempre più residuale del ciclo integrato dei rifiuti. 6. Si individui presto una strada per lo smaltimento del cemento amianto che non può essere quella della discarica tout court, ma si avviino le pratiche per il rilascio delle autorizzazioni a impianti di smaltimento di cemento amianto, dopo una corretta informazione attraverso iniziative pubbliche per favorire;
7. La rete viaria non sia solo rappezzata, perché per ora quando si guida sembra di essere su un’ottovolante. 8. I collegamenti ferrioviari e su gomma sia vivibili. 9. Sia prioritaria la gestione pubblica dell’acqua. 10. Ci sia chiarezza sul fronte Autostrada Broni-Mortara che sottrarrà 19mila ettari all’agricoltura, provocando danni e esborso da parte dei cittadini senza alcun vantaggio. 11. Si avvi un progressivo potenziamento dell’agricoltura conservativa con riduzione progressiva di diserbanti e in genere di fitofarmaci e una Valorizzazione dei beni pubblici non remunerati dal mercato, quali paesaggio, gestione equilibrata del territorio, inverdimento. Abbiamo aspettato sempre risposte dalla politica. Oggi vi chiediamo di darcele. La nostra richiesta viene dal basso, viene da chi lavora nella scuola, in officina, da chi è imprenditore di se stesso, da chi è disoccupato, cocopro a vita, da chi è pendolare… insomma da tutti i cittadini. Noi rappresentiamo, Presidente, il cuore della Sua provincia. Abbiamo proposte da farvi operative e oggi ci interessa capire, sapere, se ritenete importante la nostra collaborazione, se ritenete OPPORTUNO confrontarci presto e periodicamente con intervalli di tempo ravvicinati. Dalle sue risposte chiare, dal suo impegno in prima persona e da quello dei suoi assessori capiremo se finalmente la provincia di Pavia vuole cambiare rotta, vuole provare ad essere prima in breve tempo. Il progetto è ambizioso ma pensiamo che bisogna che lo sia.
Bisogna avere l’ambizione di primeggiare oggi qui in Lombardia, qui in provincia di Pavia. Chiediamo a lei e ai suoi collaboratori di avere questa ambizione e di condividerla con noi. COMUNICATO STAMPA DELLA RETE DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI PER SALUTE, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PAVIA
Vigiliamo sull'ambiente e la salute Sabato 5 Novembre, alle ore 12 presso la Provincia di Pavia, la Rete delle Associazioni e dei Comitati per la salvaguardia della salute e la tutela del territorio incontreranno il Presidente della Provincia Daniele Bosone, l'Assessore all'Ambiente Alberto Lasagna, l'Assessore al territorio Michele Bozzano, il Presidente della Commissione Ambiente Pierangelo Fazzini e il Presidente della Commissione Territorio Ezio Stella. Gli oltre 30 Comitati e Associazioni della Rete, dopo l'incontro interlocutorio di questa estate con l'Assessore Lasagna, intendono ora proseguire nell'opera di sensibilizzazione e dialogo con l'Amministrazione Provinciale considerato che purtroppo la nostra Provincia è disseminata di criticità che minacciano sia l'ambiente sia la salute dei cittadini. Tale situazione richiede interventi immediati e volontà di agire. Per questi motivi all'incontro con l'Amministrazione la Rete chiederà: 1) L'apertura di un confronto serio e soprattutto regolare con l'Amministrazione Provinciale per portare le istanze dei cittadini e del territorio all'attenzione della politica, nonché per esaminare congiuntamente le criticità della Provincia e le possibili soluzioni. 2) Il mantenimento delle promesse elettorali vigilando sull'attuazione del programma politico dell'Amministrazione negli ambiti cruciali e dirimenti della tutela del territorio e della salute dei cittadini. 3) La formulazione di piani di intervento puntuali, rigorosi, dalle tempistiche certe partendo da inquinamento, gestione dei rifiuti, consumo di suolo, pianificazione energetica sino alla mobilità intelligente. Nelle precedenti amministrazioni è mancata una visione d'insieme e capacità di pianificazione, sono state favorite soluzioni di breve termine e prive di prospettiva, e spesso senza alcuna progettualità. Di fronte a una situazione ormai insostenibile è necessaria una svolta. Per questo intendiamo offrire la nostra collaborazione affinché la Provincia elabori programmi di sviluppo, di tutela e di valorizzazione del territorio che siano a lungo termine, documentati, aperti al vaglio e al controllo dell'opinione pubblica. OTTO DOMANDE ALLA BIOLEVANO Abbiamo letto sui giornali dell’incontro tenutosi ad Olevano, organizzato dalla Biolevano srl, alla presenza del sindaco di Olevano e dei più o meno potenziali partners della centrale elettrica in avanzata fase di costruzione.
Certamente, in quella sede, prima del ricco buffet offerto nella prestigiosa sede della Tenuta San Giovanni, si saranno illustrati nei minimi particolari i progetti dell’impianto e si saranno date le risposte più esaurienti alle domande degli intervenuti. Naturalmente non essendo partners della centrale non siamo stati invitati e non abbiamo potuto porre le domande che interessano parecchi cittadini della Lomellina. Sappiamo dal progetto che la Maire Technimont ha presentato che:
Chiediamo allora alla Maire Technimont/Biolevano:
Aspettiamo risposte precise a questi semplici quesiti che non richiedono grandi sforzi.
Anticipiamo però che noi una certa, fondata idea su quali dovrebbero essere queste risposte ce l’abbiamo e quindi siamo particolarmente curiosi di poterle confrontare con quelle che, certamente, ci verranno date. COMUNICATO STAMPA 29 LUGLIO 2011 L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina, preso atto della sentenza del Consiglio di Stato del 25 luglio 2011, che ripristina le autorizzazioni alla costruzione della centrale a biomassa Biolevano a Olevano di Lomellina annullate dalla sentenza del Tar n. 7136 del 28 ottobre 2010, comunica che non intende rinunciare al proseguimento della propria azione di contrasto alla realizzazione di tale centrale, facendosi così portavoce delle migliaia di cittadini che, pur non avendo avuto riconosciuto il diritto di parola nei vari passaggi amministrativi, hanno manifestato la loro contrarietà a tale progetto firmando diverse petizioni per uno sviluppo industriale che tenesse conto della salute degli abitanti del territorio e della tutela dell’ambiente. Futuro sostenibile in Lomellina si batterà nelle sedi opportune affinché venga sospesa la costruzione della Centrale Biolevano/Maire Tecnimont in attesa che si proceda alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del territorio interessato che certifichi la sostenibilità o no di tale impianto sulla base delle criticità, evidenziate dallo studio dei progetti autorizzati, di cui riportiamo solo alcuni punti: - Nessuna cogenerazione, nessuna rete di teleriscaldamento: il calore prodotto sarà disperso nell’aria. - Passaggio di circa 100 camion al giorno solo per fornire la centrale di 180.000 tonnellate all’anno di pioppelle. - Nessuna possibilità di reperire tutte le 180.000 tonnellate annue di biomassa legnosa nel raggio di 70 km come la legge prescrive per la filiera corta in seguito all’applicazione del protocollo di Kyoto. - Incremento di polveri sottili per il solo funzionamento della centrale pari a oltre 12 kg di polveri sparse in atmosfera ogni giorno senza contare quindi l’aumento delle polveri dovuto al passaggio giornaliero dei camion per rifornirla in una zona che nonostante sia classificata Zona B ha un’alta densità di emissione di PM10, NOX e NH3. - Effetto sommatorio dell’inquinamento dovuto allo sviluppo del Polo Logistico di Mortara, ai 10 impianti industriali IPPC, registrati (sito Regione Lombardia) come impianti potenzialmente inquinanti, presenti in pochissimi km tra Parona e Mortara e a quelli in via di realizzazione, come il raddoppio dell’Inceneritore della Sit con autorizzazione a bruciare CDR, combustibile derivato da rifiuti in tutta Europa non incentivabile, ma che solo in Italia viene incentivato con i soldi dei contribuenti. - Criticità al sistema fognario e al depuratore di Olevano. Stravolgimento di un territorio, danni all’agricoltura e alla salute dei cittadini per una centrale che offre pochi posti di lavoro quando lavorerà a regime e che per legge può ricevere incentivi statali solo per un periodo che va da un minimo di 8 anni a un massimo di 15 anni, periodo presunto di ammortamento dei costi dell’impianto. Senza incentivi non sarà più conveniente per l’imprenditore. Difatti come riportato testualmente nel progetto autorizzato “i contratti con il mondo agricolo per la produzione di pioppelle avranno una durata di 12 anni”. Finito questo periodo che cosa brucerà? L’Associazione chiede quindi alla nuova giunta provinciale Bosone di esprimere come intende procedere, considerato che in sede di dibattimento al consiglio di Stato il 10 maggio la Provincia di Vittorio Poma si è battuta con grande fervore a favore della ditta Biolevano della Maire Tecnimont. Chiede anche alla nuova giunta, come già formalmente fatto per iscritto il 15 giugno 2011, la risposta alla diffida presentata il 12 aprile dalla nostra Associazione all’allora presidente della Provincia di Pavia Poma per il mancato rispetto della sentenza del Tar da parte di Biolevano che ha proseguito i lavori, ultimando praticamente l’impianto, per ben 5 mesi priva di tutte le autorizzazioni, dopo aver dichiarato con atto formale agli atti della Provincia e trasmesso all’Associazione che i lavori di messa in sicurezza erano terminati il 10 dicembre 2010. COMUNICATO STAMPA
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