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Sabato 26 maggio - Convegno "L'ambiente in Lomellina mai così minacciato" a Castello d'Agogna, scuderia del Castello, via Milano 30

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Centrale elettrica a cippato di pioppo Biolevano


L'APPELLO DI FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA
SPEGNETE LE LUCI DELLA CENTRALE

Il 31 marzo in tutto il mondo verranno spente le luci dei monumenti e dei luoghi simbolo per l’Ora della Terra. Sui giornali è riportato che anche la Lomellina aderisce. Vigevano spegnerà i fari della Torre del Bramante, Sannazzaro quelli della Madonna della Fontana, Pieve Albignola quelli del parco giochi e altri ancora aderiranno a questo evento che simboleggia la lotta al cambiamento climatico.

Chiediamo quindi che anche la Biolevano, che ogni sera illumina a giorno la sua centrale e i campi della Lomellina, contribuendo con l’ inquinamento luminoso a incrementare l’effetto serra, disturbando la fauna delle nostre risaie, spenga le sue sfavillanti e inutili luci per una sera.

 Per un breve lasso di tempo rispetti  i parametri del protocollo di Kyoto non dissipando energia elettrica e protegga per qualche ora quella campagna che è venuta a deturpare per i propri interessi economici con una mega centrale a cippato di pioppo per la quale prende gli incentivi pagati da noi cittadini italiani per la lotta al cambiamento climatico.

Per una notte ci sembrerà di non essere più a Las Vegas ma semplicemente in Lomellina e qualche tasso o qualche airone potrà anche lui, finalmente, per una notte riposare tranquillo.


 

Il 16 marzo 2012 Futuro sostenibile in Lomellina ha presentato le osservazioni per la Valutazione Ambientale  al Ministero dell'Ambiente e alla Regione Lombardia.
Per leggerle cliccare sul link
AUTOSTRADA BRONI-MORTARA



COMUNICATO STAMPA
ESPOSTO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

Castello d’Agogna, 28 febbraio 2012

L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’ampia ed esauriente documentazione attestante la criticità della situazione ambientale della Lomellina, in particolar modo per ciò che riguarda i comuni di Parona, Mortara, Olevano e Castello d’Agogna.
La constatazione che immancabilmente gli amministratori locali non prendono seriamente in considerazione lo stato ambientale fortemente compromesso adottando le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini, nonostante l’appello di medici, scienziati e tecnici, ci ha indotto a questa iniziativa fortemente voluta da tutti i cittadini che hanno coscienza civile e che ci sostengono.

La Direzione Generale Valutazioni Ambientali ha quindi sollecitamente inviato in data odierna alla Prefettura, alla Regione Lombardia, alla Provincia, all'Arpa, ai comuni di Mortara, Olevano, Parona, Castello d'Agogna, al Corpo Forestale e alle varie Direzioni generali del Ministero la richiesta di chiarimenti in ordine allo stato di criticità ambientale da noi denunciato e la trasmissione di informazioni sullo stato dei luoghi e la sussistenza di situazioni di pericolo per la salute dei cittadini e per l'ambiente.

Il ministero ha inoltre inviato all'ISPRA la nostra documentazione su supporto informatico, chiedendo a questo Isituto di redigere un'apposita relazione di approfondimento tecnico-scientifico e di valutazione del danno ambientale.


         DOCUMENTO DELLA RETE DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI PER SALUTE, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PAVIA NELL'INCONTRO CON IL PRESIDENTE  E GLI ASSESSORI DELL'AMBIENTE E DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI PAVIA

 

Presentazione RETE incontro giunta Bosone 5 novembre 2011

Abbiamo rappresentato graficamente la RETE in questa mappa che giorno dopo giorno si infittisce.
 Ci piace definirci le sentinelle del territorio che amiamo, che abitiamo e che controlliamo sotto tutti i suoi aspetti da nord a sud, da est a ovest.

Ci rivolgiamo a voi, a Lei, presidente,  per mettere in atto ciò che questa provincia desidera da troppo tempo.

In un periodo di crisi come questa, i tempi sono stretti. Le persone raccolgono le proprie forze, i propri averi, li contano e cercano di non dissiparli ulteriormente, chi non lo fa è colui che non si rende conto della portata della crisi. Una crisi industriale, energetica e ambientale. Ma è anche un periodo in cui il processo per uscirne è già iniziato perché i pericoli da evitare sono già evidenti come i vantaggi da ottenere. Entrambi sono presenti ora. Basta riuscire a coglierli, basta operare al momento giusto che è oggi, che è il presente.

Penserà forse che siamo incorreggibili idealisti, Presidente, ma le assicuro che siamo anche fortemente realisti. Vorremmo che la nostra provincia fosse prima e non ultima come è stata per troppo tempo. La vorremmo prima nel dire basta al consumo di suolo, prima nella RD, prima nella viabilità, prima nel controllo delle emissioni, prima nell’agricoltura conservativa, prima nella cura del paesaggio, nella tutela dei beni comuni, prima nello smaltimento dell’amianto con metodi innovativi, prima nell’ascoltare la saggezza di chi un territorio lo vive appassionatamente. Vorremmo che fosse la prima provincia virtuosa.

Vorremmo che il lavoro ripartisse investendo forze nella rivalutazione di quello che abbiamo, che è un patrimonio immenso, un patrimonio dissipato in anni di muscoloso attivismo privo di progettualità.

Per questo motivo siamo qui. Le chiediamo di collaborare con noi con un impegno politico chiaro e forte, Chiediamo a Lei e ai suoi collaboratori, di adottare tutte quelle misure che possono contribuire a far primeggiare la nostra provincia, vi chiediamo di essere voi i nostri portavoce in regione  e perché no i nostri sostenitori, perché no i tenaci oppositori a una politica regionale che non rifiuta mai nessun progetto gli venga sottoposto.

Vi chiediamo di agire in tempi brevi, perché proprio in questa provincia in assenza di controlli, di prospettive, di un progetto, chi pesca nel torbido, chi fa solo i suoi interessi e non quelli della comunità prospera e continua a creare guai.

Rifacendoci poi alle risposte che Lei, Presidente, ci diede 6 mesi quando sottoponemmo a Lei e agli altri candidati le nostre domande, le diciamo che:

Redatta la mappatura delle criticità, non possiamo aspettare OLTRE AFFINCHE’: 

  1. In aree critiche ci sia compensazione del carico inquinante con obbligo di revisione degli impianti più vecchi, soprattutto in caso di richiesta di raddoppio dell’esistente. Che si faccia attenzione a autorizzare altri impianti anche da 1MGW a ridosso di aree critiche, anche se la richiesta viene da comuni confinanti con l’area critica.

  2. Si lavori fianco a fianco per quegli impianti ancora in fase di autorizzazione.

  3. Ci venga fornito un elenco dettagliato degli impianti autorizzati in questi mesi del suo insediamento

  4. Ci sia:
    - un potenziamento della rete di rilevazione dell’aria, applicando la direttiva nazionale introdotta con il D.lgs. 155/10 di recepimento della Direttiva sulla qualità dell’aria 50/08/CE
    - un monitoraggio dello stato del suolo e delle acque continuando anche lo studio del suolo del 2004, adottando metodi per la rilevazione delle diossine molto più avanzati.

  5. Si valuti la possibilità di fare una Convenzione con Arpa per avere un presidio operativo con verifiche ispettive non solo per gli impianti soggetti a Aia, (i cui controlli sono per legge 3 all’anno per totale di 24h. annue su 8.000 ore annue di funzionamento) ma anche per quelli al di sotto di 1mgw che bruciano spesso di tutto.

  6. Ci siano controlli sulla filiera corta per il rifornimento delle centrali a biomassa con relativo catasto dei terreni coltivati a combustibile per le centrali elettriche.
Chiediamo quindi, Presidente, il suo impegno reale, e politico, nel caso non sia tutto di competenza provinciale, affinché:

  1. Il PTCP abbia una forte impronta di sostenibilità con limitazione al consumo di suolo.

2. La provincia sviluppi un piano energetico che serva da stimolo alla regione per assegnare a ogni provincia obiettivi  precisi e per dimostrare che la provincia di Pavia sta producendo 2/3 in più del suo fabbisogno energetico.

   3. Che quali strumenti associati al PGT da parte dei comuni, ci sia l’adozione della classificazione acustica e, da parte dei comuni con impianti a rischio chimico-industriale, anche dell’ ERIR (Elaborato Rischi Incidenti Rilevanti) per la prevenzione e la mitigazione del rischio.

4. Si operi per la riduzione della produzione dei rifiuti in collaborazione con la Grande Distribuzione Organizzata promuovendo anche progetti innovativi di smaltimento e recupero dei rifiuti (Vedelago ma non solo) non raggiungendo il 65% del 2012 con la sola differenzazione dell’umido, come funzionari della Provincia e addetti ai lavori ci hanno sbandierato prima che lei si insediasse, mentre Clir e ASM lamentano che il Piano Provinciale Rifiuti frena la raccolta differenziata.
Che si esca dalla politica dell’incenerimento.

5. Si restituisca alla collettività porzioni di territorio a suo tempo destinate a discariche da considerare ormai come una fase sempre più residuale del ciclo integrato dei rifiuti.

6. Si individui presto una strada per lo smaltimento del cemento amianto che non può essere quella della discarica tout court, ma si avviino le pratiche per il rilascio delle autorizzazioni a impianti di smaltimento di cemento amianto, dopo una corretta informazione attraverso iniziative pubbliche per favorire;
  • lo sviluppo di modalità innovative
  • la partnership pubblico-privato
  •  l’utilizzo di materiali derivanti dall’inertizzazione dell’amianto in opere civili.

7. La rete viaria non sia solo rappezzata, perché per ora quando si guida sembra di essere su un’ottovolante.

8. I collegamenti ferrioviari e su gomma sia vivibili.

9. Sia prioritaria la gestione pubblica dell’acqua.

10. Ci sia chiarezza sul fronte Autostrada Broni-Mortara che sottrarrà 19mila ettari all’agricoltura, provocando danni e esborso da parte dei cittadini senza alcun vantaggio.

11. Si avvi un progressivo potenziamento dell’agricoltura conservativa con riduzione progressiva di diserbanti e in genere di fitofarmaci e una Valorizzazione dei beni pubblici non remunerati dal mercato, quali paesaggio, gestione equilibrata del territorio, inverdimento.

Abbiamo aspettato sempre risposte dalla politica. Oggi vi chiediamo di darcele. La nostra richiesta viene dal basso, viene da chi lavora nella scuola, in officina, da chi è imprenditore di se stesso, da chi è disoccupato, cocopro a vita, da chi è pendolare… insomma da tutti i cittadini. Noi rappresentiamo, Presidente, il cuore della Sua provincia.

Abbiamo proposte da farvi operative e oggi ci interessa capire, sapere, se ritenete importante la nostra collaborazione, se ritenete OPPORTUNO confrontarci presto e periodicamente con intervalli di tempo ravvicinati.

Dalle sue risposte chiare, dal suo impegno in prima persona e da quello dei suoi assessori capiremo se finalmente la provincia di Pavia vuole cambiare rotta, vuole provare ad essere prima in breve tempo. Il progetto è ambizioso ma pensiamo che bisogna che lo sia.
Bisogna avere l’ambizione di primeggiare oggi qui in Lombardia, qui in provincia di Pavia. Chiediamo a lei e ai suoi collaboratori di avere questa ambizione e di condividerla con noi.



COMUNICATO STAMPA DELLA RETE DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI PER SALUTE, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PAVIA

Vigiliamo sull'ambiente e la salute
 
Sabato 5 Novembre, alle ore 12 presso la Provincia di Pavia, la Rete delle Associazioni e dei Comitati per la salvaguardia della salute e la tutela del territorio incontreranno il Presidente della Provincia Daniele Bosone, l'Assessore all'Ambiente Alberto Lasagna, l'Assessore al territorio Michele Bozzano, il Presidente della Commissione Ambiente Pierangelo Fazzini e il Presidente della Commissione Territorio Ezio Stella. Gli oltre 30 Comitati e Associazioni della Rete, dopo l'incontro interlocutorio di questa estate con l'Assessore Lasagna, intendono ora proseguire nell'opera di sensibilizzazione e dialogo con l'Amministrazione Provinciale considerato che purtroppo la nostra Provincia è disseminata di criticità che minacciano sia l'ambiente sia la salute dei cittadini. Tale situazione richiede interventi immediati e volontà di agire.

Per questi motivi all'incontro con l'Amministrazione la Rete chiederà:

1) L'apertura di un confronto serio e soprattutto regolare con l'Amministrazione Provinciale per portare le istanze dei cittadini e del territorio all'attenzione della politica, nonché per esaminare congiuntamente le criticità della Provincia e le possibili soluzioni.

2) Il mantenimento delle promesse elettorali vigilando sull'attuazione del programma politico dell'Amministrazione negli ambiti cruciali e dirimenti della tutela del territorio e della salute dei cittadini.

3) La formulazione di piani di intervento puntuali, rigorosi, dalle tempistiche certe partendo da inquinamento, gestione dei rifiuti, consumo di suolo, pianificazione energetica sino alla mobilità intelligente. Nelle precedenti amministrazioni è mancata una visione d'insieme e capacità di pianificazione, sono state favorite soluzioni di breve termine e prive di prospettiva, e spesso senza alcuna progettualità. Di fronte a una situazione ormai insostenibile è necessaria una svolta. Per questo intendiamo offrire la nostra collaborazione affinché la Provincia elabori programmi di sviluppo, di tutela e di valorizzazione del territorio che siano a lungo termine, documentati, aperti al vaglio e al controllo dell'opinione pubblica.



CENTRALE A BIOMASSA
DI OLEVANO DI LOMELLINA

OTTO DOMANDE ALLA BIOLEVANO

Abbiamo letto sui giornali dell’incontro tenutosi ad Olevano, organizzato dalla Biolevano srl, alla presenza del sindaco di Olevano e dei più o meno potenziali partners della centrale elettrica in avanzata fase di costruzione.
Certamente, in quella sede, prima del ricco buffet offerto nella prestigiosa sede della Tenuta San Giovanni, si saranno illustrati nei minimi particolari i progetti dell’impianto e si saranno date le risposte più esaurienti alle domande degli intervenuti. Naturalmente non essendo partners della centrale non siamo stati invitati e non abbiamo potuto porre le domande che interessano parecchi cittadini della Lomellina.

Sappiamo dal progetto che la Maire Technimont ha presentato che:
  •  La Biolevano  brucerà 180.000 tonnellate all’anno di pioppelle
  • E' previsto il transito di almeno 100 camion al giorno per le strade adiacenti all’impianto per garantire il rifornimento del legname richiesto.
  • Il cippato per la centrale sarà ricavato da pioppelle con almeno 2 o 3 anni di vita coltivate nel raggio di 70 chilometri.
Chiediamo allora alla Maire Technimont/Biolevano:
  1. Considerato che con un taglio di alberi ogni 2 anni è necessario prevedere un’estensione  di coltivazione doppia o tripla rispetto a quella necessaria per l’approvvigionamento annuo, quanti ettari di terreno si renderanno allora necessari per garantire il funzionamento della centrale?

  2. Dagli studi previsionali che certamente la ditta ha fatto, quanti ettari di terreno coltivato a cippato sono attualmente disponibili entro i 70 chilometri della filiera corta?

  3. E’ in grado la ditta di dire approssimativamente quanti sono gli ettari di terreno coltivato a pioppelle attualmente disponibili in tutto il nord Italia e quante centrali elettriche dovranno approvvigionarsi del cippato prodotto in questi ettari di terreno?

  4. Dove smisterà la Biolevano la grande quantità di ceneri che prevede di produrre ogni anno dalla combustione del legno?

  5. La ditta ritiene che una massiccia riconversione al cippato di terreni attualmente destinati a colture tradizionali, quali il riso e il mais, possa avere una qualche conseguenza sull’economia agricola locale e nazionale?

  6. Considerate le dichiarazioni dei responsabili della ditta in cui si dice che: “L’impianto contribuirà allo sviluppo occupazionale del territorio Pavese e della Lomellina sia nell’ambito della filiera di produzione del pioppo sia in relazione alla centrale stessa” e considerato altresì il raffronto tra l’impiego di manodopera necessaria per un campo di pioppelle e un campo occupato da altre scelte colturali, quale ritiene possa essere lo sviluppo occupazionale realizzabile in provincia di Pavia?

  7. Quanti dipendenti avrà la centrale una volta entrata a regime?

  8. Perché con un impatto così forte sull'ambiente non ha previsto il recupero del calore per contribuire allo spegnimento di almeno alcune caldaie con riduzione dell'inquinamento?
Aspettiamo risposte precise a questi semplici quesiti che non richiedono grandi sforzi.
Anticipiamo però che noi una certa, fondata idea su quali dovrebbero essere queste risposte ce l’abbiamo e quindi siamo particolarmente curiosi di poterle confrontare con quelle che, certamente, ci verranno date.



COMUNICATO STAMPA 29 LUGLIO 2011

L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina, preso atto della sentenza del Consiglio di Stato del 25 luglio 2011, che ripristina le autorizzazioni alla costruzione della centrale a biomassa Biolevano a Olevano di Lomellina annullate dalla sentenza del Tar n. 7136 del 28 ottobre 2010, comunica che non intende rinunciare al proseguimento della propria azione di contrasto alla realizzazione di tale centrale, facendosi così portavoce delle migliaia di cittadini che, pur non avendo avuto riconosciuto il diritto di parola nei vari passaggi amministrativi, hanno manifestato la loro contrarietà a tale progetto firmando diverse petizioni per uno sviluppo industriale che tenesse conto della salute degli abitanti del territorio e della tutela dell’ambiente.


Futuro sostenibile in Lomellina si batterà nelle sedi opportune affinché venga sospesa la costruzione della Centrale Biolevano/Maire Tecnimont in attesa che si proceda alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del territorio interessato che certifichi la sostenibilità o no di tale impianto sulla base delle criticità, evidenziate dallo studio dei progetti autorizzati, di cui riportiamo solo alcuni punti:


- Nessuna cogenerazione, nessuna rete di teleriscaldamento: il calore prodotto sarà disperso nell’aria.


- Passaggio di circa 100 camion al giorno solo per fornire la centrale di 180.000 tonnellate all’anno di pioppelle.

- Nessuna possibilità di reperire tutte le 180.000 tonnellate annue di biomassa legnosa nel raggio di 70 km come la legge prescrive per la filiera corta in seguito all’applicazione del protocollo di Kyoto.

- Incremento di polveri sottili per il solo funzionamento della centrale pari a oltre 12 kg di polveri sparse in atmosfera ogni giorno senza contare quindi l’aumento delle polveri dovuto al passaggio giornaliero dei camion per rifornirla in una zona che nonostante sia classificata Zona B ha un’alta densità di emissione di PM10, NOX e NH3.

- Effetto sommatorio dell’inquinamento dovuto allo sviluppo del Polo Logistico di Mortara, ai 10 impianti industriali IPPC, registrati (sito Regione Lombardia) come impianti potenzialmente inquinanti, presenti in pochissimi km tra Parona e Mortara e a quelli in via di realizzazione, come il raddoppio dell’Inceneritore della Sit con autorizzazione a bruciare CDR, combustibile derivato da rifiuti in tutta Europa non incentivabile, ma che solo in Italia viene incentivato con i soldi dei contribuenti.
 
- Criticità al sistema fognario e al depuratore di Olevano.


Stravolgimento di un territorio, danni all’agricoltura e alla salute dei cittadini per una centrale che offre pochi posti di lavoro quando lavorerà a regime e che per legge può ricevere incentivi statali solo per un periodo che va da un minimo di 8 anni a un massimo di 15 anni, periodo presunto di ammortamento dei costi dell’impianto. Senza incentivi non sarà più conveniente per l’imprenditore. Difatti come riportato testualmente nel progetto autorizzato “i contratti con il mondo agricolo per la produzione di pioppelle avranno una durata di 12 anni”. Finito questo periodo che cosa brucerà?

L’Associazione chiede quindi alla nuova giunta provinciale Bosone di esprimere come intende procedere, considerato che in sede di dibattimento al consiglio di Stato il 10 maggio la Provincia di Vittorio Poma si è battuta con grande fervore a favore della ditta Biolevano della Maire Tecnimont.

Chiede anche alla nuova giunta, come già formalmente fatto per iscritto il 15 giugno 2011, la risposta alla diffida presentata il 12 aprile dalla nostra Associazione all’allora presidente della Provincia di Pavia Poma per il mancato rispetto della sentenza del Tar da parte di Biolevano che ha proseguito i lavori, ultimando praticamente l’impianto, per ben 5 mesi priva di tutte le autorizzazioni, dopo aver dichiarato con atto formale agli atti della Provincia e trasmesso all’Associazione che i lavori di messa in sicurezza erano terminati il 10 dicembre 2010.


COMUNICATO STAMPA

L’ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA ha inviato martedì 12 aprile 2011 una diffida al Presidente della  Provincia di Pavia e al Sindaco del comune di Olevano di Lomellina, perché i lavori nel cantiere della Biolevano srl proseguono, nonostante la sentenza del TAR Lombardia del 28.10.2010 
 Ha annullato l’autorizzazione del 15 gennaio 2009 con la quale la Provincia di Pavia aveva autorizzato la Maire Tecnimont alla costruzione e all’esercizio di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile alimentata a biomassa legnosa per la produzione di 17.500 KW elettrici, incluse le opere connesse ed infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio dell’impianto stesso
 Ha annullato il decreto di esproprio per opere di pubblica utilità relativo alla esecuzione delle opere infrastrutturali e sottoservizi accessori per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto della Maire Tecnimont. e nonostante la comunicazione della fine dei lavori di messa in sicurezza dell’impianto in data 10.12.2010 della società costruttrice Biolevano Srl alla Provincia di Pavia
L’ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA con la presente diffida chiede alle amministrazioni provinciale e comunali interessate di disporre la sospensione e/o interruzione dei lavori di costruzione della centrale e delle connesse opere infrastrutturali e/o di adottare ogni più opportuno provvedimento diretto a garantire la corretta applicazione della sentenza del Tar.



Il 16 febbraio
2011 Futuro sostenibile in Lomellina, Vigevano sostenibile e il Comitato per la Salute e l'Ambiente di Parona hanno incontrato il sindaco di Mortara e la sua giunta per uno scambio di idee e di proposte per uno sviluppo della città di Mortara che rispetti la salute e la qualità della vita dei suoi abitanti.
Durante l’incontro è stata portata all’ attenzione degli amministratori comunali un’analisi delle criticità ambientali del nostro territorio, partendo dalla lettera firmata dai 200 medici lomellini.

Le tre associazioni con questo incontro intendono iniziare una collaborazione che permetta di individuare insieme all’amministrazione un percorso di ripristino e di tutela ambientale e al tempo stesso di sviluppo economico sostenibile che sfoci in un progetto condiviso da approfondire in una consulta per l’ambiente sulla base dei principi fondamentali della politica ambientale quali i principi di precauzione, di prevenzione e di correzione alla fonte.

 Comunicato stampa 7 dicembre 2010

L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina,constatato che i lavori nel cantiere della Mairie Technimont, denominato Biolevano, procedono senza interruzione, nonostante l’immediata esecutività della sentenza di primo grado n. 7136/2010 emessa dal TAR Lombardia di Milano – Sezione Quarta il 28 ottobre 2010, ha inviato una diffida al Presidente della Provincia di Pavia e ai sindaci di Olevano di Lomellina e di Castello d’Agogna perché adottino urgentemente i provvedimenti diretti per garantire la corretta applicazione della sentenza, disponendo l’immediata e continuativa sospensione dell’attività nei cantieri della Maire Tecnimont S.p.A. e della Biomasse Olevano s.r.l posti nel comune di Olevano di Lomellina sulla S.P.n.14 da Olevano di Lomellina a Castello d’Agogna.

Si ricorda che la sentenza 7136/2010, evidenziando le mancate procedure per il rispetto della partecipazione dei cittadini e dei soggetti interessati, aveva annullato l’Autorizzazione concessa dalla Provincia di Pavia alla Maire Tecnimont per la costruzione e l’esercizio della centrale a biomassa legnosa per la produzione di 17.500 KW elettrici, incluse le opere connesse ed infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’ esercizio dell’ impianto e annullato anche il decreto di esproprio per l’ esecuzione delle stesse opere infrastrutturali e sottoservizi accessori.

La diffida è stata inviata per conoscenza alla Procura della Repubblica di Pavia e alla Procura della Repubblica di Vigevano.


OGGI,  28 OTTOBRE 2010 IL TAR DELLA REGIONE LOMBARDIA - Sez. Quarta
HA ACCOLTO IL RICORSO PRESENTATO DALLA FONDAZIONE COGHI 
CONTRO LA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE ELETTRICA MAIRIE TECHNIMONT 
A OLEVANO DI LOMELLINA.
Annullata l'autorizzazione alla costruzione e alla produzione di energia
 elettrica da parte della Mairie Technimont-
Futuro sostenibile in Lomellina ha sempre sostenuto l'azione della Fondazione

con una petizione firmata da tantissimi cittadini 
e c
on un esposto presentato alla Procura di Vigevano il 29 gennaio 2010.


      Associazione di volontariato che promuove la sostenibilità della Lomellina

Inizia la propria attività il 30 novembre 2008 in seguito alle autorizzazioni concesse dalla Provincia di Pavia per la costruzione di due centrali elettriche, a olio di palma e a cippato di pioppo a Olevano, e il raddoppio della centrale della Sit che brucerà anche legno trattato e rifiuti. Tali impianti, una volta avviati si sommeranno all’inceneritore di Parona, all'attuale Sit, alle altre industrie presenti e alla progettata centrale a olio di palma di cascina Cavalli a Vigevano. In tal modo nel raggio di 10 chilometri, contraddicendo ogni logica di corretta distribuzione territoriale di impianti di questo tipo, vi sarebbero ben sei centrali e in particolare nell’area compresa tra i comuni di Mortara, Olevano e Castello d’Agogna ne sorgerebbero 3 nel raggio di 3 chilometri.
Tale abnorme concentrazione non potrà non determinare un accumulo di sostanze inquinanti nell’aria che, anche se singolarmente prese risultano nelle norme stabilite, sommandosi in un’area limitata, possono determinare gravi e irreparabili danni alla salute umana ed all’ambiente.