Nativity una performance sul diventare madre

14/12/2006 -stazione FS:Piazza Medaglie d’Oro -start:17.00

in collaborazione con: "Antagonismogay"-Bologna

"'NATIVITY'
Il film di Catherine Hardwicke 
La pellicola, in uscita il 1 dicembre 2006, racconta la nascita di Gesù e il difficile percorso compiuto da Giuseppe e Maria per sfuggire alla persecuzione di Erode. Il cast è internazionale e interrreligioso""




Scoppia il turismo della provetta
In 8mila all'estero per avere figli

Roma La legge italiana non lo permette più. E allora chi può pagare va all'estero. Preferibilmente in Spagna. Lo chiamano "turismo della provetta" e sono sempre di più le coppie italiane che lo praticano. In nemmeno tre anni, dopo l'approvazione della legge 40 sulla fecondazione assistita, sono quadruplicate, passando da 1.066 a 4.173. Lo rivela l'Osservatorio sul turismo procreativo.
I dati, presentati ieri a Roma dal direttore Andrea Borini, vengono dai 27 centri d'Europa e Stati Uniti più utilizzati dai pazienti italiani. In testa alla classifica c'è la Spagna. "Lì sono nati molti centri anche perché è possibile pagare le donatrici, da 1500 a 5 mila euro", ha spiega Borini. E si può anche effettuare la diagnosi pre-impianto, per verificare che il futuro feto non sia affetto da malattie. In Spagna così le coppie di turisti della provetta sono passate da 60 prima della legge 40 a 1.365. Quelle italiane sono dal 10 al 50% del totale. Scelgono l'estero perché dall'approvazione della legge 40 in Italia è vietato congelare gli embrioni, utilizzare ovuli o spermatozoi provenienti da donatori esterni alla coppia, effettuare analisi pre-impianto e sottoporre a fecondazione assistita coppie non conviventi oppure omosessuali. E con la legge 40, che obbliga a impiantare tutti gli ovuli fecondati, le gravidanze gemellari in Italia sono "aumentate fino al 30% per le donne più giovani", soprattutto quelle trigemellari. "Non è un successo", commenta Andrea Borini. Che chiede di eliminare l'obbligo almeno per le donne più giovani 35 anni (quelle che hanno la maggior probabilità di veder attecchire tutti gli ovuli fecondati).


Testi a dx: "Quotidiano.it" e "City"
Testo a sx:
Francesco Paolo Delre

Il tema è quello della natività e lo stereotipo cristiano ed eterosessuale viene affrontato con un atteggiamento queer.
Un'iniziativa artistica dal forte contenuto politico che interviene direttamente sul tessuto della città.

L’intervento performativo avrà luogo su un autobus di Bologna, fra la gente. La natività queer si caratterizza quindi per un atteggiamento insurrezionale, con l’intento di realizzare una “zona temporaneamente autonoma” di affermazione dell’identità di sé e del diritto alla genitorialità, a prescindere da orientamenti sessuali e identità di genere. La performance ha una durata di 45 minuti. Un gruppo di donne (non necessariamente biologiche) col pancione in evidenza prende un autobus dalla Stazione, nel tardo pomeriggio. Come se tornassero da un viaggio, da un altrove fecondo di possibilità, le donne portano valige e bagagli, pesi che si aggiungono al peso del puerperio.Il gruppo di donne costituisce una sorta di famiglia irregolare, che si regge su rapporti di perfetta specularità tra i diversi membri. Le donne non hanno accanto i partner che le dovrebbero avere fecondate; sono madri di provetta, gravide di fecondazioni assistite. Ciascuna è partner per le altre.
Arrivate a Piazza Maggiore le donne, con le loro pance e i loro bagagli, scendono e restano in attesa di un altro autobus.
In questo passaggio da un autobus all’altro si procrastina il raggiungimento della meta e il momento del parto. E l’omofonia tra parto e partenza mette in luce che il diritto alla genitorialità per tutt*, nessun* esclus*, non trova asilo nell’Italia del 2006.

Curatore e testi: Francesco Paolo Delre 
Performer:
Benedetta Dealessi, Annalisa De Biasi, Cecilia Lattari, Marianna Murgia, Serena Specchio, Sara Pitzalis, Elisa Verga, Irene Viganò
 
Operatori:
Giusy Semeraro,Gianluca Latino

intervista di Eugenia Rodella per "women.it"

Parlano di Nativity:
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