MOSCA, PRIMA MISSIONE VIRTUALE SU MARTE

[17/08/2009]
 
Prima fase di Mars500 completata
di Claudio Elidoro - Fonti: ESA, DLR, NSBRI
Come reagirà, non solo dal punto di vista fisico ma anche sul versante psicologico, un cosmonauta alle prese con una missione spaziale a lungo termine quale potrà essere, per esempio, quella verso Marte? Questa è la domanda chiave che ha messo in moto il programma Mars500, una simulazione delle possibili situazioni con le quali un equipaggio diretto verso il Pianeta rosso dovrà fare i conti.

Sei cosmonauti "virtuali" (quattro russi e due tecnici dell'ESA) hanno vissuto per 105 giorni in una struttura isolata realizzata a Mosca presso l'Institute for Biomedical Problems (IBMP) della Russian Academy of Sciences. La struttura è praticamente un sistema modulare cilindrico di circa 180 metri quadrati, con locali destinati alla vita quotidiana (compresa una cucina e lo spazio per il gioco e il tempo libero), una stazione di quarantena, una dispensa per lo stoccaggio delle provviste, ma anche una serra in cui sono stati coltivati ortaggi che hanno integrato la classica alimentazione preconfezionata degli astronauti nello spazio.

Nel corso di questo periodo di completo isolamento, che si è protratto dal 31 marzo al 14 luglio, sono stati simulati i momenti del lancio, il viaggio verso Marte, il trasferimento sulla e dalla superficie marziana e il viaggio di ritorno. Per rendere ancora più verosimile la simulazione, ogni comunicazione radio in entrambe le direzioni veniva ritardata di una quarantina di minuti, il tempo necessario perchè il segnale copra la distanza Terra-Marte. I sei partecipanti sono stati inoltre coinvolti in numerosi esperimenti scientifici volti a valutare gli effetti di quel forzato isolamento sulla loro situazione fisiologica e psicologica.

La prossima tappa dell'esperimento è fissata per il marzo 2010, quando un altro equipaggio di sei persone entrerà nella struttura di Mars500 e vi rimarrà per ben 520 giorni, simulando dunque la durata di una missione completa verso il Pianeta rosso. Perchè la simulazione sia il più completa possibile, il progetto prevede persino la realizzazione di un ambiente in cui verrà riprodotta la superficie di Marte e dove tre cosmonauti dovranno rimanere per 20 giorni.
Links - Collegamenti:
http://www.esa.int/esaCP/SEM8GF7CTWF_Italy_0.html
http://www.dlr.de/en/desktopdefault.aspx/tabid-5105/8598_read-18564/
http://www.nsbri.org/NewsPublicOut/Release.epl?r=123
 

[22/07/2009] - MISSIONE SU MARTE / il primo esperimento riuscito. La NASA: ''nel 2031 sul pianeta rosso''
105 giorni all'interno di una struttura che simulava una potenziale nave spaziale in viaggio verso Marte.
E' accaduto in Russia, a Mosca, dove sei volontari sono stati tenuti in isolamento per 105 giorni per capire come risponde il corpo umano in una situazione estrema.

Totale assenza di Sole, nessuna alternanza tra giorno e notte, isolamento totale dal resto del mondo.
L'esperimento, voluto dalla ESA (l'Agenzia Spaziale Europea), si chiamava Mars 500 ed era cominciato lo scorso 31 marzo coinvolgendo 6 astronauti, 4 russi e 2 europei.
 
I risultati sono stati positivi e fanno sperare bene per il proseguio dell'esperimento che vuole sottoporre gli astronauti a queste condizioni estreme per ben 520 giorni.

Uno di loro ha detto: "è stata un'esperienza positiva al 100%, ma 520 giorni sono davvero troppo tempo''.
Ad oggi sappiamo che con i nostri attuali mezzi impiegheremmo circa 4 mesi per coprire la distanza Terra-Marte (circa 78.39 milioni di chilometri). La Nasa conta di raggiungere il Pianeta Rosso nel 2031.
 

[15/07/2009] - TERMINATA PRIMA MISSIONE SIMULATA SU MARTE
E' terminata la prima missione simulata di un viaggio su Marte. I sei volontari sono appena usciti dalla struttura presso l'Istituto di ricerca per i problemi biomedici di Mosca, nella quale sono stati in isolamento per 105 giorni nell'esperimento Mars 500 dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).
 
Alle 14,00 in punto (le 12 in Italia) è stato rotto il sigillo in ceralacca ed è stato aperto il portello, I sei volontari, nella tuta azzurra dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), sono usciti sorridenti, accolti da un applauso. "Questo è l'equipaggio del Mars 500 a conclusione della missione", ha detto in russo il comandante, il cosmonauta Sergei Ryazansky. Poi si è unito ai compagni dell'equipaggio: i russi Oleg Artemyez, Alexei Baranove e Alexei Shpakov (i primi due medici e il terzo psicologo dello sport), il tedesco Oliver Knickel (ingegnere meccanico) e il francese Cyrille Fournier (pilota civile). Ad accoglierli la responsabile del direttorato dell'Esa per il Volo umano, Simonetta Di Pippo, il vicepresidente dell'Accademia russa delle scienza, Anatoly Ivanovich Grigoriev, e il direttore dell'Istituto per i problemi biomedici, Igor Borosovich Ushakov.
 
E' italiano il test che "a bordo" della prima missione simulata su Marte, Mars 500, ha misurato il livello di stress psicologico e mentale dei sei partecipanti. I quattro russi e due europei che hanno trascorso 105 giorni in isolamento lasceranno la struttura nella quale hanno vissuto come su un'astronave e i dati raccolti con gli elettroencefalogrammi che tutti loro hanno fatto durante il sonno saranno analizzati dagli esperti della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) che hanno organizzato l'esperimento.
 
 "Il nostro obiettivo è trovare un metodo semplice per determinare a livello cerebrale il livello di stress psicologico", spiega l'esperto di Medicina spaziale Filippo Ongaro, direttore sanitario dell'Istituto di Medicina Rigenerativa di Treviso, che partecipa all'esperimento Ares ([Astronauts Resistance Enhancement to Stress). Così prima di dormire, i membri dell'equipaggio, a rotazione, hanno indossato la cuffia con gli elettrodi perché l'elettroencefalogramma rilevasse un particolare tipo di onde lente, chiamate Sso (sleep slow oscillation), sospettate di essere vere e proprie spie dello stress. Secondo Ongaro "simulazioni come Mars 500 pongono problemi psicologici fondamentali. Normalmente in una missione spaziale periodi di depressione si alternano a fasi di ansia, ma dobbiamo chiederci che cosa potrebbe accadere in una missione della durata di circa tre anni, come potrebbe essere quella su Marte". Ci si domanda, insomma, "se è possibile vivere in isolamento tanto a lungo" e "bisogna comprendere tutte le eventualità, comprese le più drammatiche, relative all'interazione sociale in un ambito così ristretto".
 
L'unica certezza, osserva, "é che è un ambito completamente nuovo, è tutto da vedere". Per questo, prosegue Ongaro, "l'esperimento Mars 500 è davvero unico" e può essere considerato "uno studio di fattibilità" che aiuterà a decidere se l'uomo è in grado o meno di sopportare lunghi periodi di isolamento", lontano dalla Terra e in un gruppo molto ristretto di persone.  
 

[13/07/2009] - Marte, domani si conclude prima missione simulata

MOSCA - Manca solo l'ultimo dei 105 giorni vissuti in isolamento per i sei volontari che hanno partecipato alla prima simulazione di una missione su Marte. Domani vedranno nuovamente la luce del Sole i quattro russi (il cosmonauta Sergei Ryazansky , al comando, i medici Oleg Artemyez eAlexei Baranov e lo psicologo dello sport Alexei Shpakov) e i due europei (l'ingegnere meccanico tedesco Oliver Knickel e il pilota civile francese Cyrille Fournier): sono i protagonisti della missione di simulazione Mars 500. Per più di tre mesi hanno vissuto all'interno di una struttura organizzata come una vera astronave. L'esperimento è stato organizzato a Mosca dal Direttorato per il Volo Umano dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), presso l'Istituto Russo per i Problemi Biomedici (Ibmp) dell'Accademia russa delle scienze.
 
Obiettivo di questa prima missione, nella quale i sei uomini hanno vissuto insieme dal 31 marzo in condizioni simili a quelle che potrebbe incontrare un futuro equipaggio di un'astronave diretta a Marte, è stato lo studio dei problemi psicologici e medici delle missioni spaziali di lunga durata. Sono stati riprodotti i momenti salienti di una missione sul pianeta rosso, dal lancio al viaggio vero e proprio, fino all'arrivo e al trasferimento all'interno di una base sulla superficie marziana, al rientro a Terra.
 
Tutto è avvenuto in una struttura completamente isolata dall'esterno, dalla quale si può comunicare solo tramite il computer, composta da quattro moduli: uno di 3,6 metri per 20 con le sei stanze dell'equipaggio (ognuna di 2,8 metri per 3,2 con letto, scrivania, poltrona e scaffali) cucina, soggiorno, sala di controllo e bagno; uno medico di 3,2 metri per 12; un modulo di 3,9 metri per 24 con magazzino, serra, sauna e palestra; il quarto (6,3 per 6,17 metri), distante dai tre abitativi ma collegato a questi, simula una base sulla superficie di Marte in grado di accogliere tre membri dell'equipaggio, mentre gli altri tre orbitano attorno al pianeta. In queste ore i sei uomini stanno simulando le ultime fasi del ritorno alla Terra e domani il loro "arrivo" sarà accolto come quello di un autentico equipaggio spaziale. 
 
 
 

[15/05/2009] - La missione Marte parla pisano
 

 
In sei, chiusi in un ambiente ristretto – un simulatore spaziale per l’esattezza – a qualche chilometro da Mosca, monitorati costantemente e in convivenza forzata per più di tre mesi. Questa situazione non è quella di un reality show, né quella di un gioco a premi; è la missione di sei uomini – quattro russi, un francese e un tedesco – selezionati fra qualche migliaio nell’ambito del progetto «Mars 500»; un esperimento fra i tanti condotti all’interno del simulatore: misurare parametri biologici e fisici legati allo stress. E proprio su questo la Toscana gioca la sua parte. Il Centro Extreme, che raccoglie studiosi dell’Università di Pisa, dell’Istituto di Fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche e della Scuola superiore sant’Anna, ha recentemente fatto ritorno da Mosca, dopo aver raccolto dati sul campo: «C’è un’onda cerebrale, rilevabile mediante elettroencefalogramma – ha spiegato Angelo Gemignani, del dipartimento di fisiologia e biochimica dell’Università di Pisa – che in condizioni normali, durante il sonno, sostiene con le sue oscillazioni tutte le altre onde e garantisce il benessere della persona.
 
Abbiamo già scoperto che in alcuni atleti, dopo uno sforzo considerevole, l’oscillazione di tale onda tende ad alterarsi, fino addirittura a scomparire; e con essa scompare l’effetto ristoratore del sonno. È da questo momento, con il protrarsi della situazione, che l’organismo rischia gravi danni: dalle malattie cardiovascolari, all’insonnia, all’ansia, alla depressione». E se per l’uomo comune non è una novità che lo stress faccia ammalare, studiare le cause e i meccanismi di questo processo è un passo importante verso la prevenzione: «Lo scopo è quello di individuare i fattori di vulnerabilità individuale – ha continuato Gemignani – per evitare la catastrofe e fare scelte preventive rispetto alle patologie». Sì, perchè quando lo stress non si limita a farci perdere il sonno, ma danneggia il cuore, il sistema digerente o la psiche, giocare d’anticipo può essere davvero questione di vita o di morte. Anche il professor Antonio L’Abbate, docente alla Scuola sant’Anna e direttore del Centro Extreme, ha ribadito l’importanza di questo progetto: «Esiste uno stress positivo che, in vista di una prova, ci mette in allerta e ci aiuta a superare gli ostacoli. Ed esiste uno stress negativo, che causa malattie. Lo studio di questi meccanismi rientra nella medicina prenosologica. Se fino a ieri i clinici lavoravano su chi era già ammalato, oggi si può e si deve tenere sotto controllo chi ancora non ha sviluppato patologie ma è a rischio».
 
Il progetto pisano ha un precedente nello studio fatto su atleti apneisti e di triathlon – altri ambiti in cui l’organismo è sottoposto a condizioni estreme di stress fisico e psicologico – e gli astronauti offrono una prosecuzione ideale per questo filone di ricerca.
Ma non c’è il rischio di ottenere dati un po’ falsati studiando queste dinamiche su individui fin troppo abituati allo stress? «Anche se questi esperimenti vengono fatti su persone allenate – ha risposto a Toscana Oggi Gianfranco Risuleo, dell’Agenzia Spaziale Italiana – non tutti i sei uomini nel simulatore hanno esperienza di volo nello spazio. Ci sono medici, ingegneri, collaudatori. Si tratta di un esperimento pilota che sarà seguito dal viaggio vero e proprio fra qualche anno». Insomma, la partenza ci sarà, ma fra un po’; per adesso la simulazione offre già molto lavoro agli scienziati, attraverso ben 74 esperimenti diversi.
 
E la Toscana guarda con grande interesse alle scoperte del Centro Extreme: «La Regione farà tutto il possibile per valorizzare e favorire la partecipazione ad un progetto così importante – ha sottolineato Eugenio Baronti, assessore regionale all’università e alla ricerca – prestando particolare attenzione al trasferimento dei risultati scientifici verso il mondo produttivo, per le potenzialità innovative che offre, sia in campo clinico che farmacologico». E chissà che da Marte non arrivi la risposta definitiva per combattere piccoli e grandi malesseri legati alla vita sulla Terra.
 

[12/05/2009] - Marte, stiamo arrivando!
 
Sono a circa un terzo del viaggio simulato a Marte e tutto si sta svolgendo nel migliore dei modi. Nessuno screzio tra i componenti della missione, armonia nel succedersi nei vari lavori e persino sintonia su quale film scegliere per trascorrere la serata. E' questa la situazione a bordo della navicella spaziale Nek, costruita vicino a Mosca, all'interno della quale dal 31 di marzo sono isolati sei astronauti che simulano un viaggio al Pianeta rosso. Un "viaggio" che durerà complessivamente 105 giorni. Questa simulazione vede in prima linea anche scienziati italiani impegnati a studiare una delle componenti più importanti di ciò che succede all'organismo umano quando viene costretto in un ambiente dallo spazio ridotto: lo stress. Ricercatori del Centro Extreme, un team multidisciplinare composto da ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna, dell'Università di Pisa e dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (IFC-CNR) sono impegnati nel verificare istante dopo istante lo stato psicofisico dei componenti dell'equipaggio per cogliere ogni più piccola variazione rispetto allo stato con il quale hanno iniziato l'esperimento. "Il nostro lavoro parte da due elementi fondamentali: il primo riguarda il fatto che la nostra metodologia è già stata sperimentata e funziona perfettamente. Le nostre ricerche infatti, hanno già lavorato da tempo sugli effetti dello stress sull'asse cuore-cervello-polmoni su atleti impegnati in sport estremi, come i recordman dell'apnea profonda (tra questi, Umberto Pelizzari e Carlos Coste) e i triatleti delle competizioni Ironman.
 
Il secondo è la metodologia: riusciamo, infatti, a capire quando una persona è stressata analizzando il sonno", spiega Remo Bedini, dell'Istituto di fisiologia clinica (IFC), Cnr-PI. I ricercatori infatti, studiano le modifiche dell'onda cerebrale chiamata "Sleep Slow Oscillation", che si producono in seguito allo stress. L'onda è prodotta dalla membrana dei neuroni corticali che in alcuni momenti presentano uno stato di silenzio elettrico e in altri uno di intensa attività di scarica che può essere rilevato attraverso un elettroencefalogramma a 128 canali.

Il Centro Extreme sta dimostrando che su alcuni atleti, dopo una performance estrema che fa salire lo stress, la Sleep Slow Oscillation diminuisce o scompare, alterando le proprietà ristoratrici del sonno. Quando una persona viene sottoposta a stress dunque, l'onda assume un aspetto diverso rispetto a quando si trova in uno stato di benessere. Questo primo esperimento sarà seguito da uno che partirà alla fine dell'anno, quando altri sei astronauti percorreranno un vero viaggio simulato a Marte e all'interno della navicella vi rimarranno per 500 giorni. Intanto uno degli astronauti ha piantato nella serra del modulo marziano un bulbo di un fiore che vuole regalare alla sua fidanzata quando il prossimo mese di agosto diverrà sua moglie. E il fiore sta crescendo "bello e grande", ha fatto sapere.

 
 

[12/05/2009] - Andare su Marte stressa? Al via i test
 
ROMA - Arrivano i primi dati relativi a Mars500, l'esperimento che simula una missione umana verso Marte, con tanto di atterraggio e ritorno sulla Terra. Dal 31 marzo per 105 giorni, 6 volontari di cui 2 europei e 4 russi, stanno simulando la vita su una navicella spaziale diretta verso il pianeta rosso.
 
Quello in corso è un esperimento senza precedenti, voluto dall'Agenzia spaziale europea , creato per misurare l'incidenza dello stress e le risposte sia fisiche che psicologiche - dell'organismo umano al confinamento forzato in un ambiente ristretto. I sei uomini chiusi nel simulatore, infatti, sono stati sottoposti a numerosi test psicologici, esami del sangue, monitoraggio di parametri autonomici, elettroencefalogramma ad alta densità.
 
I test sono stati condotti da un team di ricercatori toscani del Centro Extreme, che hanno acquisito in questi giorni i dati relativi alle risposte dell'equipaggio. Il quadro che emergerà nei 105 di monitoraggio, oltre a costituire una premessa indispensabile per una futura spedizione umana su Marte, consentirà di saperne di più sulla reazione psicofisica dell'organismo umano allo stress originato da condizioni estreme.
 
Il progetto getta le basi anche per lo sviluppo della cosiddetta "medicina prenosologica", una nuova disciplina integrata in cui competenze medico-biologiche, tecnologiche si associano a quelle sociologiche ed architettoniche con l'unico scopo di salvaguardare la qualità della vita dell'uomo.
 

[02/04/2009] - Parte il "grande fratello" spaziale: direzione Marte
 

ROMA - Marte è vicino, più di quanto si possa credere. In preparazione alla vera missione che partirà oltre il 2030, l'Esa e l' Accademia Russa delle Scienze hanno organizzato una simulazione del viaggio verso il Pianeta Rosso, che durerà 105 giorni, periodo in cui un gruppo di astronauti attraverserà virtualmente lo spazio all'interno di un'astronave.

Per i sei astronauti, uno tedesco, uno francese e quattro russi, sarà come vivere in una via di mezzo tra una missione spaziale ed un reality show. Infatti, mentre saranno simulate tutte le condizioni che si presenterebbero virtualmente in un viaggio attraverso il cosmo, l'equipaggio, che non potrà lasciare mai la navicella, sarà monitorato 24 ore su 24 da telecamere piazzate in ogni ambiente.

Lo scopo principale di questa missione virtuale, che è costata ben 15 milioni di euro, è di testare le reazioni fisiche e psicologiche degli astronauti di fronte ad un impegno come quello di trascorrere più di tre mesi nello spazio. L'isolamento, l'assenza di gravità, la stretta convivenza, sono fattori che incidono non solamente sulla salute psicologica dei cosmonauti, ma anche su quella fisica. Per fare un esempio nello spazio le ossa si deteriorano con una velocità pari a dieci volte quella di un malato di osteoporosi sulla Terra.

[01/04/2009] - MOSCA - E' partita oggi a Mosca la prima missione virtuale per Marte, con sei astronauti volontari - un francese, un tedesco e quattro russi tra cui una donna - che resteranno isolati per 105 giorni dentro una navicella spaziale per simulare le condizioni di un volo verso il pianeta rosso, previsto non prima del 2030. L'operazione, promossa dall'Agenzia spaziale europea (Esa) e dall'Accademia delle scienze russe, costerà oltre 15 milioni di dollari. I cosmonauti saranno controllati 24 ore su 24: una sorta di reality show tipo Grande Fratello ad alta tecnologia, ma con lo scopo di studiare gli effetti psicologici e fisici dell' isolamento, come ha spiegato lo staff di ricercatori dell' istituto russo per i problemi biomedici di Mosca, dove si svolge il progetto. Gli scienziati esamineranno l'impatto sullo stress, sulla regolazione ormonale, sul sistema immunitario, sulla qualità del sonno e sull'umore dei passeggeri.


La lista dei sintomi riscontrati negli astronauti è lunga e preoccupante, dalla perdita di massa ossea al deterioramento muscolare. Tre le tappe del progetto Marte-500. La prima ha visto protagonisti altri sei volontari, chiusi per una quindicina di giorni in un tubo.Ora tocca al nuovo equipaggio. Il francese e il tedesco sono stati selezionati dall'Esa tra 5.650 candidati. I quattro russi, tra i 25 e i 37 anni, sono due cosmonauti, uno specialista di problemi fisici e sportivi e un medico (Marina Tugusheva, biologa di Tver). Hanno a disposizione complessivamente 180 metri quadri, suddivisi in quattro ambienti, oltre ad una superficie simulata di Marte. L'ultima tappa, prevista a fine anno, coinvolgerà altri sei volontari per un periodo più lungo: 520 giorni, ossia la durata stimata del viaggio di andata e ritorno su Marte, compresi 20 giorni per lavorare in loco. Una odissea nello spazio a circa 56 milioni di km dalla terra. Finora lo sbarco su Marte apparteneva alla fantascienza. "Dopo l'esperimento saremo più vicini alla realtà",ha commentato Viktor Baranov, lo scienziato che coordina il progetto. Un progetto che conferma il ruolo leader della Russia nel settore spaziale, dal lancio di razzi vettori agli esperimenti per sbarcare sulla Luna e su Marte.

Iniziato esperimento Mars 500

E’ iniziato oggi il viaggio simulato verso Marte di sei astronauti, due selezionati dall’ ESA e quattro da un ente di ricerca russo. In una navicella allestita nei pressi di Mosca per 105 i sei resteranno in isolamento assoluto, simulando tutte le fasi di una futura missione sul pianeta rosso. Oliver Knickel e Cyrille Fournier sono i due rappresentanti europei, mentre i russi sono Oleg Artemyez, Sergei Ryazansky, Alexei Baranov, e Alexei Shpakov.
La simulazione denominata Mars 500 è un esperimento scientifico finalizzato a valutare gli aspetti umani, psicologici ed operativi di una missione lunga come quella su Marte.