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    Buon otto marzo a tutte e a tutti!
    avanti con la lotta!
    Riportiamo uno scritto della nostra amica e socia Daniela Grassi
    in onore di tutte le donne



    Si sa, tutti lo dicono: le donne hanno la lingua lunga, tre donne fanno un mercato e così via.
    Si, è vero: quasi tutte le donne quando si ritrovano riempiono gli ambienti di un immediato chiacchiericcio, spesso eccessivo. Tanto è vero che io stessa, che sono donna, fin dall’infanzia da questo chiacchiericcio, fatto di parole, di risa, di voci acute che si alzano troppo, sono stata infastidita e spesso me ne sono allontanata ...

    Eppure, crescendo e vivendo, mi sono accorta come dietro quell’accavallarsi di voci che in certi momenti può parere fatuo e stridente, si nasconda un segreto che ognuna di noi porta ormai quasi nel suo genoma e che si chiama Silenzio.

    Il più delle volte, purtroppo, non si tratta di un silenzio ricercato, quello in cui la mente e l’anima si espandono ed abbracciano il suono dell’Universo.

    Si tratta del silenzio imposto da millenni di storia al maschile, un silenzio pesante e violento che ha annullato per secoli la presenza femminile al di fuori della sfera domestica e famigliare, che ha relegato in stanze chiuse la dimensione del  femminile, dichiarata inferiore e temuta al tempo stesso.

    Si traversano secoli d’arte, architettura, pittura, musica, letteratura, senza quasi incontrare il nome di una donna; si risale fino a ieri la storia dell’economia, del commercio, della scienza e della donna non c’è traccia. Tutta una parte dell’umanità, quella che ha generato l’umanità, tace all’interno della storia e anche se di recente, almeno qui in occidente, le cose sono in parte cambiate, spesso fermandosi ad ascoltare, si sente a tutt’oggi, come una pietra sul cuore, l’enorme peso di quel soffocante ed imposto silenzio.

    Lo si sente dentro a noi stesse, che ancora troppe volte fatichiamo ad affermare i nostri diritti, ad essere semplicemente “persone”, nell’ambito sociale, lavorativo e famigliare, e lo si sente provenire, come un grido senza voce, ma altissimo dalle tante donne che accanto a noi, nelle nostre città, oppure lontanissime nello spazio e nell’impossibilità di essere aiutate, continuano a subire la prepotenza di tradizioni ataviche che tengono l’umanità legata alla catena delle sue radici più primitive. Dietro il fitto chiacchierare di noi tutte ci sono le prigioni e i bavagli dei corpi, delle menti e delle anime di quante, a tutt’oggi, non possono essere se stesse.


    Il silenzio che stringe ancora troppe donne, fatto di violenza, di disprezzo, di pregiudizio e di finto e untuoso senso di protezione, è in assoluto uno dei peggiori delitti contro l’umanità e trova spesso la nostra società apparentemente evoluta, complice e a sua volta silenziosa.

    Tutto ciò rende migliaia di donne, e di riflesso i loro figli, le più povere tra i poveri, le più profughe tra i profughi, le più calpestate tra i calpestati, le più fragili tra i fragili, le più paria tra i paria.

    Senza le loro voci, senza le loro risa, soprattutto senza la loro speranza per se stesse e per i propri figli, non può esserci 8 Marzo festoso, né speranza vera per il mondo stesso.

    Perché, al di là di ogni luogo comune, le donne, con le loro parole e le loro invisibili e puntuali azioni quotidiane sostengono il mondo, da sempre, nei momenti più delicati, dalla nascita alla morte: ninnananne, canti, parole d’amore, preghiere, favole, ricette di cucina, formule magiche, ricordi di famiglia, rimproveri e consolazione sono i sassolini bianchi sparsi senza sosta e senza rassegnazione da tutte loro lungo i sentieri del mondo.

    E la Terra, come essere spirituale, guardata dall’alto, risplende di quei sassolini, mille volte più che delle luci di tutte le metropoli.





    Marilena Terzuolo
    con le donne eritree




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    Progetti :


    Bruno tra un gruppo di giovani della scuola per sordomuti di Keren

    Progetto promozione
    donna

    Gli impegni per il 2011


    Queste donne non rischieranno di annegare nel Mediterraneo in cerca di una vita migliore. Loro amano il loro Paese e desiderano solo lavorare.

    Tu puoi aiutare altre donne nel medesimo percorso



    Con poco si fa molto

    e si fa anche bene


    Abbiamo la grande gioia di comunicarvi, che grazie alla generosità di uno di voi, possiamo comprare un'asina per i sette tra fratelli e sorelle orfani di padre e madre e senza parenti, di Segheneiti, che in  questo modo potranno svolgere il loro piccolo commercio e continuare a frequentare la scuola.

    Una buona notizia alla vigilia di Natale che è veramente Natale quando un povero rialza la testa.

    Ricordo inoltre che non si tratta di una elemosina, ma il dono di uno strumento di lavoro che renderà loro un po' di dignità.

    Grazie!

    UN ASINO PER SETTE ORFANI

    tra i nostri progetti in Eritrea, abbiamo anche quello piccolissimo, ma non meno importante, di sostenere una famiglia di sette tra fratelli e sorelle, da 6 ai 17 anni, orfani di padre e di madre e senza parenti, che vanno a scuola e si arrangiano con piccoli commerci. In questo momento si alzano presto la mattina Per andare a comprare il pane in una cooperativa e a spalle lo portano al villaggio per rivenderlo per pochi centesimi di utile, poi vanno a scuola. Per esentare almeno i più piccini dei fratelli ci proponiamo di comprare loro un asino per aiutarli nel trasporto con le casse che si mettono sulla groppa per contenere le mercanzie (prodotti orticoli). perciò non è un'elemosina, ma uno strumento di lavoro.
    Il costo minimo è di € 150,00
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