Diversitas Verborum

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Metafisica di un Cialtrone



Un giorno un gattino mi guardò dritto negli occhi e lì mi trasmise la verità dei gatti......

che è un pò nomade.

Tant'è, che si spostò in un quadro chiamato Nuda Veritas ed era una donna.
Si diceva infatti la verità è donna ed una serie di critiche artistiche. Mi parlò anche lei delle partenze che straziano i cuori, dei sofferenti che sicuramente esistono e dei fannulloni che fantasticano amori impossibili e che poi rimangono con la dura realtà da stringere ed un dovere da ricercare. La donna sparì tra i tavolini di una taverna dove si consumava una scheggia di istante che oscillava  tra passato e futuro.


Dicevo addio al mondo
con delle specie di romanze, colorate dal rosso vino di una sagra campagnola e dalle dolci varianze di amici profondi. Capii che forse l'unica cosa saggia sarebbe stata di riscrivere tutti i testi infinitamente pensati nel corso di un amplesso.


Gli fu concesso di esperienzare tutte le sofferenze, cioè anche i piaceri.

Fu dislessico in un parco di Parigi ;
un pene nell'attimo del coito ;
la testa mozzata di un uomo,
solo come un cane;
il riflesso del sole su un orologio.
Estenuato divenne l'ultimo degli idioti.
Ascese cosi' alla saggezza del grande amante.



Impallidii all'idea di esistere.
Avrei preferito perdermi nelle lacrime
che scalfirono il plumbeo cielo.


  In questo grande dormitorio,
l'unica forma di lucidità 
è l'incubo - un testo recitava.
In un auditorio un uomo di grande intelligenza, mostrava  di non aver capito nient'altro che la sua verità, o forse svolgeva molto bene il suo compito.

In fondo il problema era il solito
.



Plato,
do you know what it is  ?








Aveva appreso molto dai suoi amici, più di quanto loro potessero sperare, ne ricordava le idee nei gesti. Un mimo lo imitò con perfezione in ogni sfaccettatura.
Vide cose con i suoi occhi che lui non poteva neanche immaginare, anche se non osava usare certe parole.
Il sogno antico era ormai infranto, lasciando svariate perplessità .

Scoccò la mezzanotte... non versò neanche una lacrima.


Inventò un nuovo gioco dove il destino non implicava la necessità. La scimmia si agitò nel tentativo di afferrare il riflesso della luna nell'acqua...e vi riuscì.
Ostentò fiducia  in un quadro che rappresentava con efficacia la condizione umana. Sentì il cuore gonfio di quella pienezza dolce come il suicidio.


Ti rividi una sera chissà perché estiva, in un clamore più tenue del nostro primo incontro; ci scambiammo un timido saluto, che immaginai (oh folle ) carico di fragorosa passione. Quali altri tiri mi giocherà il fato, nonostante i miei tentativi di amarlo ed accattivarmelo ( non mentire, lo sai che non è vero) ?


E' ritrovata.Che?
L'eternità,
il mare andato con il sole.
Non ci lasciammo ingannare da questa insegna luminosa che sostava con voluttuosa promiscuità su una vetrina, dove una lussureggiante prostituta, dimenava le anche e tutto il resto e le cui labbre tumefatte di umori, emanavano ardite considerazioni filosofiche.

  
  Perché la verità è sempre davanti ai nostri occhi
e ci circonda
con i suoi angeli in lacrime.

E suvvia, non è ormai questa,
 prosa di altri tempi?









Allegati (1)

  • MetafisicadiunCialtrone.rtf il 01/mag/2009 08.27 da Guido Gerboni (versione 1)
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