E' possibile scaricare anche l'allegata e dettagliata relazione di P. Silvio Turrazzi. Sono passati 12 anni dall’uccisione di Christophe Munzihirwa, arcivescovo di Bukavu (Repubblica Democratica del Congo) avvenuta il 29 ottobre 1996. Un vescovo amante della povertà evangelica (aveva due sole camicie, uguali, e due pantaloni, che lavava lui stesso e metteva ad asciugare) e della verità. Un vescovo che aveva posto la causa della difesa dei diritti umani e dei rifugiati nella regione del Kivu (est della R.D.Congo) tra le priorità della sua azione pastorale. Forse anche per questo è stato definito “il Romero dell’Africa”… e forse proprio per questo è stato ucciso. Sono passati dodici anni ma continua il martirio del popolo congolese nel Kivu. Continua la guerra che conta già più di 5 milioni di morti. Nonostante un così alto numero di vittime, ne abbiam sentito parlare davvero poco. Una guerra paravento – la definiscono i Vescovi congolesi - per coprire il saccheggio delle ricchezze minerarie del paese, dove il 70% dei sessanta milioni di abitanti vive con meno di un dollaro al giorno. “Le conseguenze sono enormi: ancora migliaia di morti, popolazioni condannate a scappare e vagare in condizioni disumane, bambini e ragazzi costretti ad arruolarsi come soldati nei gruppi armati… Un dramma umanitario sotto i nostri occhi, che non può lasciare nessuno indifferente. No alla guerra e al saccheggio delle risorse naturali” scrivono i vescovi. Essi condannano con forza la ripresa della guerra per appagare ambizioni nascoste e la presa in ostaggio della popolazione civile, adoperata come scudo umano. Questo avviene dopo le libere elezioni democratiche del 2006, dopo gli accordi firmati a Goma tra i gruppi armati (gennaio 2008), alla presenza dei Caschi Blu (17.000 nella regione), dei facilitatori europei e americani. La diplomazia sembra impotente. Di fatto il 90 % delle esportazioni minerarie avviene nell’illegalità; continua l’arrivo di armi. Un sacco di fagioli costa oggi 95 $, lo scorso anno erano 20 $. Le popolazioni del Kivu, allontanate dalle loro terre, sono nuovamente in pericolo di morte. Un missionario ci scrive: “La crisi economica… roba dell’altro mondo!” L’appello del Papa è pressante: “vi invito a pregare per la riconciliazione e la pace in alcune situazioni che provocano allarme e grande sofferenza: penso alle popolazioni del Nord Kivu, nella R.D. Congo…”. (Angelus 12 ottobre 2008) Il coltan Il coltan è una specie di sabbia nera leggermente radioattiva formata dai minerali di colombite e tantalite dalla cui contrazione deriva il nome "coltan". Dal coltan viene estratto il tantalio, un metallo raro, molto duro e resistente alla corrosione, usato per la costruzione di turbine aeronautiche e per la fabbricazione di condensatori elettrici di piccole dimensioni. E' usato per aumentare la potenza degli apparecchi riducendo il consumo di energia. Da componente indispensabile per la produzione missilistica e nucleare e per il settore aereospaziale, oggi è il "genere di prima necessità" più ricercato dai produttori di telefonia mobile. Cellulari, cerca-persone, personal computer, videogames, ma anche materiali ad uso chirurgico per funzionare hanno bisogno dei microcondensatori al tantalio. Ha un peso simile a quello dell'oro e pressappoco lo stesso valore. L'80% delle riserve mondiali di coltan si trovano in Africa e l'80% di queste sono in Congo. L'unico Paese al mondo a possedere riserve di tantalio immediatamente utilizzabili è risultato essere la Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaire), dove nella regione orientale di Kivu sono stati scoperti vasti depositi superficiali di sabbie ricche di coltan. Il coltan congolese è estratto da una massa di improvvisatiminatori che scavano con pale e picconi o addirittura a mani nude il terreno per tirarne fuori la sabbia e portarla a spalla ai centri di raccolta nella città di Goma e da lí in Rwanda. Per nutrire questa massa di disperati, i cacciatori stanno sterminando la fauna selvatica dei parchi nazionali della zona. La popolazione di elefanti, ad esempio, è precipitata quasi a zero rispetto ai circa 3.600 pachidermi censiti nel '96; nella sola parte settentrionale del parco di Kahuzi-Biega, sono rimasti 220 gorilla; nel '96 erano il doppio. COLTAN E CELLULARI: I nuovi telefoni sono così piccoli grazie all'utilizzo di alcuni metalli, quali il rame, il nichel, il palladio, l'oro, e il tantalio, che aiutano a ridurre le dimensioni. In particolare, il tantalio utilizzato nella costruzione di condensatori passivi che regolano il voltaggio alle alte temperature, negli ultimi anni è stato un fattore chiave nella riduzione delle dimensioni dei telefoni mobili. Tanto che la richiesta di questo componente minuscolo da parte dei giganti della telefonia mobile ha spinto il prezzo del prezioso metallo fino al 600% in meno di tre anni. |





