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Claudia Lanteri

I'd like to live in this "city" (2019 Nord Est)
 

IL PASSATO

Quando ho iniziato a lavorare nel 1985, nell’’epoca dell’ ”abolizione della carta”, l’azienda aveva capito che poteva inviare alla Banca le Riba e i bonifici con un programma installato sul loro  computer. Sembrava una grandissima rivoluzione e oggi quel programma non esiste praticamente più.

Nel 1995 in Sparkasse è stato creato il Servizio “Nuovi canali virtuali” quando internet non costituiva la prassi quotidiana e la Banca ha sviluppato cinque nuovi prodotti due dei quali non esistevano più dopo cinque anni. La miopia più grande è stata quella di scambiare gli strumenti per prodotti.

Nel 2000 sembrava che si potesse fare business con i nuovi sistemi di CMS (Content management system) ; e dopo tanto sforzo per inserire milioni di informazioni sul sito ci siamo resi conto che quasi nessuno le leggeva.

Allora sono nati gli esperti di “usabilità” e di e-mail marketing e abbiamo cercato di catturare il cliente o nel momento in cui veniva sul sito tramite belle presentazioni in flash o nel momento in cui si riposava a casa e aveva altri desideri che leggere informazioni dalla sua banca.

Nel 2005 i miei studi universitari hanno confermato la sensazione che già avevo e cioè che il focus sull’ innovazione aveva fatto dimenticare il principio fondamentale del marketing: la centralità del cliente.

Ho deciso quindi di cambiare Banca, ma anche li ho sperimentato come la centralità del cliente non era nei pensieri di chi modellava i nuovi prodotti, non esisteva il “time to market” e molte azioni di marketing che sostenevano prodotti già morti prima di nascere, venivano fatte solo per mantenere la “reputation” di banca innovativa.

Quando la Banca ha deciso di creare il Servizio Processi aziendali con l’ obiettivo di analizzare ogni processo interno ed esterno alla Banca in ottica di analisi costi benefici e di customer satisfaction ho pensato che in questo settore si potesse applicare quello che i Servizi precedenti non avevano messo in pratica.

 

IL PRESENTE

Quasi subito mi  sono resa conto che i processi che venivano rilasciati  erano obsoleti e  dopo qualche mese ho deciso di fare un “salto nel vuoto” e mettere veramente in gioco la mia professionalità e gli strumenti innovativi acquisiti negli ultimi anni nella speranza di non perdermi gli sviluppi della tecnologia dei prossimi anni che stanno diventando esplosivi sia nel settore economico ma anche nel settore artistico e sociale che sono le mie passioni.

IL FUTURO: LA SOCIAL INNOVATION

Nel futuro vedo un mondo in cui la cooperazione diventa protagonista del mondo che cambia nell’ incontro tra giovani che non trovano risposta al loro desiderio di emergere nella società e persone che escono troppo presto dal mondo del lavoro e che nel sociale realizzano se stessi e i propri ideali in un mondo di “non solo PIL”

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