(Querens me sedisti lassus...) E' d'un verde lucente che frastorna l'uliveto che a Sìchar si contorce. Dissetatisi al pozzo di Giacobbe i pellegrini grati, alla sua ombra, aspettavano il fresco della notte. In quello stesso luogo il Sitibondo dissetò di parole Samaria, acqua Lui stesso e Fonte. Fiori già morti o prossimi a morire emanavano effluvi inaspettati fragranze antiche, di sepolcri e carmi. Echeggiava nell'aria, di lontano, una musica arcana, altalenante, come di litania che t'addormenta. La processione, che non era tale, che amplificava adesso il salmodiare, si rivelò ben presto un funerale. La precoce tristezza fu scacciata Dal solito cipiglio del dottore che volle intrattenere i suoi compagni dissertando delle idi di marzo, dell'allegria di Cicero alla vista del pugnale di Bruto. Ma le mosche distrassero e, del bel testamento non restò che il denaro per Roma. Del resto, avvezzi alle tragedie, gli altri già conoscevano il testo di Svetonio e ricordavano perfettamente l'elogio funebre dello scespiriano Marcantonio. Piuttosto, ognuno domandò a sé stesso, senza farne partecipi i compagni, i motivi per cui quel funerale si stesse trasformando in una festa. Ma forse fu soltanto un'impressione, un modo errato di vedere i fatti, e quella ch'era festa all'apparenza forse non era che dolore e rabbia. |




Certo è molto diversa dalla mia. La tua è un ricordo di viaggio, la visita al pozzo di Giacobbe evoca le parole evangeliche, che sembrano risuonare nel paesaggio circostante e poi confondersi con il salmodiare che accompagna un vicino funerale. L'impressione di tristezza che la sua vista suscita tra i pellegrini è stroncata dall'episodio ilare dell'inopportuna saccente dissertazione.
Così in questa miscela di sentimenti si ha l'impressione che il funerale si sia trasformato in festa, situazione emotiva che rivela in filigrana la vittoria sulla morte che la resurrezione di Cristo a riportato.
La mia al contrario, come ho scritto in risposta al tuo commento, è una semplice "ruminatio" del testo evangelico, perciò ho evitato, per quanto possibile, di introdurvi elementi personali. Deve essere soltanto il risuonare, in versi, della Parola.
Al di là di queste considerazioni la tua poesia è bella ed emozionante. Che idea meravigliosa scrivere una sorta di diario poetico di viaggio!
Anche il video mi è piaciuto molto (poi dovrai dirmi con che programma li realizzi).