Per navigare

637giorni trascorsi da
Primo compleanno di Scrivere al tempo di Internet

VIDEO POESIE‎ > ‎

PURGATORIO

pubblicato 16/mar/2010 13:42 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 16/mar/2010 14:39 ]

PURGATORIO



LIBERTAD MANQUE, CHILE
Copyright © 978-956-8866-03-7
• Reservados todos los derechos de autor*




PURGATORIO

El otoño avanza a pie agigantado,
sus avatares envuelven todo de nostalgia
la sonrisa se hace ya endeble,
sin remedio, se va deshilachando mi cielo,
¡qué penitencia más cruel
la vida me ha puesto!

Se ha empañado el ocaso
tus rayos descaminaron el rumbo
¡no me vinieron!
¡¡Mi sol, mi sol dónde estas!! te llamé
pero en la playa del olvido
la ponzoña me atrapó
y la epifanía que ayer fue tu mirada
hoy es sólo un fango de desolación.

El silencio se estremece y castiga
acrisolando este deseo
en la hoguera de tu ausencia
¡duele la carne, me duele la vida!

La culpa escarda mi piel
y mi piel que fue la alameda de tus caricias sangra
sin piedad te arrancan de mi
y mi amor agoniza
junto al quejido de las hojas
que mueren a su lado,
como un presagio.

Forzada día y noche
voy expiando mi pecado,
el pecado de amarte sin permiso.

Los recuerdos se enfilan y me golpean
y restregándome la culpa se burlan de mi,
ya no puedo seguir, no tengo fuerzas.

Los remordimientos ciñen a la conciencia
¡pero no la condenan!
y atorándose a las puertas del olvido luchan
pero esta purga hecha sangre y desconsuelo,
¡No hay muerte, no hay vida!
sólo es el dolor quien regenta este camino.



PURGATORIO

L'Autunno avanza a passi da gigante
i suoi avatar avvogono di nostalgia ogni cosa
il sorriso s'indebolisce
irrimediabilmente, il mio cielo si va usurando
quale penitenza crudele
mi ha portato la vita!

S'è appannato il tramonto
i tuoi raggi hanno deviato il loro corso
non mi hanno raggiunto!
Mio sole! Mio sole dove sei!! Ti ho chiamato
ma nella spiaggia dell'oblio
ho bevuto il veleno
e l'epifania che ieri ti fu mostrata
oggi è solo fando di desolazione

Il silenzio s'è scosso e punisce
crogiolando questo desiderio
nel falò della tua assenza,
La carne soffre, mi fa male la vita!

La colpa dissecca la mia pelle
ch'era il bersaglio delle tue sanguigne carezze
t'hanno strappato a me senza pietà
e il mio amore agonizza
accanto al quesito delle foglie
che gli muuoion vicine,
come un presagio.

Giorno e notte costretta
sto pagando  il mio peccato
la colpa d'amarti senza permesso.

I ricordi s'insinuano colpendomi
e corregendo la mia colpa si burlano di me,
ma io non posso andare, non ne ho le forze.

I rimorsi bastonano la coscienza
però non la condannano!
e lottano bloccandosi alle porte dell'oblio
con questa purga fatta di sangue e sconforto.
Non è morte! Non è vita!
E' solo il dolore che agisce così!