CANTO SECONDO da "Novello Inferno" - 2000 di B. Ciarlo
A questo punto de lo mio narrare Dovrei invocar le Muse e 'l Divo Apollo Per farmi sostenere ed aiutare. 3 Ma tosto ci rinuncio e senza fallo Confesso al duca quel che non vo' fare.5 Elli s'adira e come francobollo M'appiccica sul muro e poi scompare.7 Solingo e pien d'affanno ora protesto Perché, padron del sogno, so che fare.9 Affermo: - Ciò che scrivo è sol pretesto Per la mia mente flaccida allenare Avulso egli è d'ogni divin contesto! Perciò, Maestro più non ti crucciare, Vuolsi così colà dove si puote Ciò che si sogna, e più non t'adirare! -15 E come il sagrestan le corde scuote Per far sonar campane alla mattina I' m'aggirai per quelle calli vuote Finché della figura fiorentina Trovai le peste lungo lo stradone Ed il raggiunsi ad ora mattutina. Calmai la furia di quel sapientone. Placato 'l cor ed ammansito il Duce Poss'or tornare a quella narrazione Che s'interruppe un poco avanti luce Per la disgressione sul Parnaso Che tanto urtò colui che mi conduce:27 Se di Pandora noi rompiamo il vaso Meno veleno all'aria s'appalesa Di quanto ne vedemmo lì per caso.30 Dir quanti sono m'è soverchia impresa Che tanti in su la riva se ne stanno In mesta fila ed in pazient'attesa. E come in procession le suore fanno Così su quel sentier che men'al rio Quell'anime dannate in coro vanno Ad invocar mercè dal loro dio. Adorano 'l danaro, beninteso, E non l'Eterno che lor disse addio! Il fium'è nuovo e sommamente esteso E Dante no 'l conosce e si rammarca - Fors'è l'Olona? - Azzardo non compreso.42 Ed ecco verso noi venir per barca Un nano remigante pien di zelo Pronto a rifar ancor la nave carca.45 Il cranio ha tozzo e pien di nero pelo, La bocca grande e chiusa a denti stretti Grandi le mani e adunche. Ond'io con gelo Ravviso in lui la faccia di Chiambretti.49 Parola mia, l'orribile mastino N'era la copia! E come li capretti Ignari vanno verso il lor destino Che li fa cibo a Pasqua degli umani, così li peccatori in quel catino! 54 -Salta! -, mi spronò Dante, - O rendi vani tutti gli sforzi che qui ci portorno, saliam sul legno, affèrrat'a mie mani! -57 In quella bolgia un po' provai lo scorno D'esser vicino a fior di mascalzoni, M'appena giunti mi levai di torno.60 -O tu che sei cocciuto e non perdoni A quest'avida gente lo peccato, Perché da vivo, di', qui t'abbandoni? Dove credi d'andar senza ch'il fato Per te decida seguitar la gita? Non puoi passar, se pria non hai pagato!- 66 E Dante a me: - E che, non l'hai capita Ch'ad ogni tappa appar l'istesso scoglio? Paga, perdinci, facciamola finita! E tosto misi mano al portafoglio E tanti ne contai, con tanti zeri Che, come vedi, ancor provo cordoglio! 72 Poscia che fummo giunti all'altra sponda Scendemmo lesti da lo triste legno E l'Alighier che affann'e sudor gronda 75 Di mantenermi calmo mi fè segno: - Questo giron no' l vidi quando venni, Perciò non ti so dir per quale sdegno Quest'anime a penar son fatte cenni 79 Non conosco la pena né 'l peccato Ma penso come te che già l'accenni Che lo stridor dei denti è provocato Da quel yuppismo per lo qual son nati: La voglia d'arrivar, ecco ch'è stato! 84 Il Saggio tacque ripensando ai Vati: Scosse Chiambretti da la triste conta E domandò del Limbo e dei suo' Frati. 87 Il mastino abbaiò con voce tonta: -Più non esiste Limbo in questa landa, Non più all'Inferno chi non seppe sconta! - E 'l Fiorentin per l'allegrezza sbanda! -Dopo 'l soverchio tempo de l'oblio In Paradiso son saliti in banda Per la misericordia di quel Dio Che perdonò dei Giusti l'ignoranza. - Dante affermò, così compresi anch'io.96 Simile è pena a comica mattanza Di palloncini, ch'alla mano sfuggiti Si sgonfian tutti dopo oscena danza. 99 E quei dannati che sembrommi arditi Mentre la barca attraversava lenta Or paiono tremanti e rimbambiti:102 Un diavolaccio dalla voce spenta 103 Tutt'il raduna presso un compressore E con tubo di gomma il lor cul tenta Fino a gonfiarli tanto che il rossore Denunci una pressione così forte Che il compressore fermi il suo motore! 108 Quei volti enormi con le gambe corte Volano in sù, ver l'orrido soffitto 110 Fin quando da 'n pertugio l'aria sorte; Allora, come l'acqua nel soffritto 112 Strepiti immani e movimenti ratti Zigzàgano cadendo a capofitto! Uno di questi con li membri sfatti Sbattè per terra giust'a me vicino E cercando una tregua implorò patti: 117 -O tu che vivo e sgonfio sul cammino 118 Di noi malnati muovi svelto 'l passo, Piàcciati ascoltar lo raccontino Di chi borioso un dì trovava spasso Di fronte al mondo timido o fellone 122 Mostrando fiero il suo parlare grasso! 123 Io riconobbi subito 'l briccone E lo guardai mostrandomi sgarbato, 125 pensando a quando per televisione un numero di gente avea insultato. E pur se tregua concedea nel farlo Io gli parlai: - Eh sì, pallon gonfiato Fosti davvero, ed or ti rode il tarlo Di questo perder l'aria ad ogn'istante E di cadute al suolo! Io sono Ciarlo, 132 Non mi conosci ma conosci Dante: In nome Suo ti chiedo, già che ho fretta, Di dirmi il nome di ciascun birbante. -Io son Vittorio Sgarbi - quei balbetta Pensando allo martirio ritardato, 137 -Altri son là in cerchia non ristretta. 138 Vedi quel gran pallon ch'è s'è ancorato Quasi scoppiando su quell'ermo corno? Mai sulla terra fu disarcionato! Egli per quarant'anni fu d'attorno Ad ogni trasmission facendo sbagli…143 Sì che hai capito! Egli è Mike Buongiorno! Mill'altri là son pronti, senti i ragli? Vedi Costanzo, Fede e Buonaccorti? - -E' inutile che al Ciel lo sguardo scagli, Pensando che non sono ancora morti! E' un sogno, non ricordi? Allor è destro: 149 non son dei falsi quei ch'abbiamo scorti!- I dubbi miei prevenne il gran Maestro Dicendomi così. Allor trovai l'ardire D'entrar per lo cammin alto e silvestro. 150 _____________________________ 3 Ciò a perfetta imitazione del secondo canto dell'Inferno Dantesco. La pretesa è alquanto assurda. 5 Confesso al duca quel che non vo' fare.Quel che non oso fare, cioè invocare le Muse. 7 Dante s'adira di fronte alla mia presunzione e passa addirittura alle vie di fatto per poi ritirarsi pien di sdegno. 9 In fin dei conti il sogno è mio, sono io il direttore d'orchestra, perciò assumo le necessarie decisioni al fine di proseguire. 15 Evidentemente la pedissequa imitazione di versi tanto famosi, non incoraggia il Maestro a mostrarsi. E' necessario insistere facendo leva sul suo senso di pietà. 27 Evidentemente Dante s'è lasciato ritrovare. 30-39. Il veleno si riferisce allo stuolo di peccatori in attesa di procedere, pregando il loro nume tutelare, il dio denaro. 42 Olona: fiume lombardo molto simile allo Stige e all'Acheronte a causa del suo grado d'inquinamento. 45 Viene ripresa con colpevole anticipo rispetto all'originale dantesco, la figura del traghettatore infernale. 49 Chiambretti: Noto rompipalle televisivo, famoso per il suo carattere apparentemente irriverente verso le autorità costituite ma del tutto da esse dipendente. 54 Nuova formidabile similitudine per significare l'ignoranza dei nuovi peccatori rispetto alle pene che li attendono. 57 La stizza di Dante va trasformandosi in benevolenza? 60 mi levai di torno: mi scostai da loro. 66 L'esplicita richiesta di mazzetta provocherà un'altra severarum reprimenda da parte del Fiorentino dal prominente naso. 72 La pratica della tangente è tanto schifosa che, attuarla, anche se in sogno, mi mette in condizione di soffrire. Non si tratta di tirchieria, anche, se ne convengo, il verso, così come è formulato, porterebbe a concludere il lettore in quel senso. 75 Affanno e sudore: segni di imbarazzo, in Dante, che non riconosce il posto. (Vv. versi seguenti.) 79 Quest'anime a penar son fatte cenni: sono chiamate a scontare il fio. 84 Yuppismo:male dell'ultima parte del secolo che afflisse moltitudini di uomini che sacrificarono al raggiungimento dei loro scopi ogni ideale e persino la dignità personale. Fu la causa dell'impennata delle vendite delle mentine, giacchè per questa genia di malnati scacciar di bocca il sapore di merda, tanti erano i culi che dovevano leccare, era imperativo e mentine e pastiglie Valda si dimostrarono adatte allo scopo. 87 Dante è sbalordito di non trovare il Limbo e i suoi abitatori, patriarchi, scienziati, filosofi e poeti dell'antichità, coi quali volentieri avrebbe colloquiato. Frati: fratelli. 96 Primo importantissimo cambiamento che realizza un mio pio desiderio: non mi è mai riuscito, infatti, di considerare giusto un Dio che si vendica, mantenendo all'inferno, seppure senz'altro supplizio che la negazione della Sua Luce, coloro che ebbero come unica colpa l'ignoranza. La legge non ammette ignoranza, è una massima che ritengo ingiusta anche se applicata alla giustizia degli umani. Perciò da padrone del sogno vedo di porvi rimedio. 99 Quando un palloncino perse aria dal beccuccio prima di ricadere al suolo si muove in tutte le direzioni emettendo il tipico rumore dell'aria fra le labbra che ricorda una scoreggia, perciò qui viene definita oscena la danza. 102 rimbambiti: inebetiti 103 spenta: roca per il troppo gridare 108 l'infernal compressore è concepito in modo che interrompa il suo moto un attimo prima che il dannato scoppi, gonfiandolo fino al possibile. Questo spiega la figura retorica del verso 109: gli arti scompaiono di fronte alla sproporzione assurda del volto e del corpo gonfiati. 110 ver: verso, in direzione. 112 un pezzo qualsiasi di cibo umido, buttato nell’olio bollente, sfrigolando gira in tutte le direzioni. Allo stesso modo quei dannati sgonfiandosi. 117 Se gli fosse stato consentito di parlarmi avrebbe evitato almeno per qualche tempo la ripetizione della pena descritta 118 Dalla condizione normale del mio corpo (peraltro grasso e normalmente definito gonfio da parenti amici e conoscenti) capisce che sono vivo e non (ancora) dannato. Quell'aggettivo, sgonfio è forse un tentativo di captatio benevolentia. 122 Il mondo "timido e fellone" è un'espressione sgarbiana che sintetizza il suo modo di vedere gli altri: codardi. 123 parlare grasso: turpiloquio. 125 l'aggettivo "sgarbato" è voluto ed assume qui un duplice significato molto marcato: non sono mai stato un ammiratore di Sgarbi anzi detestandolo, non mostro per lui alcuna pietà. 132 per questo peccato d'immodesti va preparandosi un girone apposito. 137 l'opportunismo si manifesta in pieno. 138 in tanti. 143 Molti dei critici televisivi ancora si chiedono come possa Mike Buongiorno aver avuto tanto successo nonostante alcune terribili gaffes che avrebbero distrutto qualunque altro presentatore televisivo. 149 destro: sicuro 150 un'altra piccola mancanza di rispetto o, forse, un omaggio al grande Poeta. L'ultimo verso è ripreso pari pari dal secondo canto dantesco. |




