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Novello Inferno: CANTO SECONDO

pubblicato 22/gen/2010 06:40 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 16/feb/2010 05:46 ]

CANTO SECONDO
da "Novello Inferno" - 2000 di B. Ciarlo




A questo punto de lo mio narrare
Dovrei invocar le Muse e 'l Divo Apollo
Per farmi sostenere ed aiutare. 3

Ma tosto ci rinuncio e senza fallo
Confesso al duca quel che non vo' fare.5
Elli s'adira e come francobollo

M'appiccica sul muro e poi scompare.7
Solingo e pien d'affanno ora protesto
Perché, padron del sogno, so che fare.9

Affermo: - Ciò che scrivo è sol pretesto
Per la mia mente flaccida allenare
Avulso egli è d'ogni divin contesto!

Perciò, Maestro più non ti crucciare,
Vuolsi così colà dove si puote
Ciò che si sogna, e più non t'adirare! -15

E come il sagrestan le corde scuote
Per far sonar campane alla mattina
I' m'aggirai per quelle calli vuote

Finché della figura fiorentina
Trovai le peste lungo lo stradone
Ed il raggiunsi ad ora mattutina.

Calmai la furia di quel sapientone.
Placato 'l cor ed ammansito il Duce
Poss'or tornare a quella narrazione

Che s'interruppe un poco avanti luce
Per la disgressione sul Parnaso
Che tanto urtò colui che mi conduce:27

Se di Pandora noi rompiamo il vaso
Meno veleno all'aria s'appalesa
Di quanto ne vedemmo lì per caso.30

Dir quanti sono m'è soverchia impresa
Che tanti in su la riva se ne stanno
In mesta fila ed in pazient'attesa.

E come in procession le suore fanno
Così su quel sentier che men'al rio
Quell'anime dannate in coro vanno

Ad invocar mercè dal loro dio.
Adorano 'l danaro, beninteso,
E non l'Eterno che lor disse addio!

Il fium'è nuovo e sommamente esteso
E Dante no 'l conosce e si rammarca
- Fors'è l'Olona? - Azzardo non compreso.42

Ed ecco verso noi venir per barca
Un nano remigante pien di zelo
Pronto a rifar ancor la nave carca.45

Il cranio ha tozzo e pien di nero pelo,
La bocca grande e chiusa a denti stretti
Grandi le mani e adunche. Ond'io con gelo

Ravviso in lui la faccia di Chiambretti.49
Parola mia, l'orribile mastino
N'era la copia! E come li capretti

Ignari vanno verso il lor destino
Che li fa cibo a Pasqua degli umani,
così li peccatori in quel catino! 54

-Salta! -, mi spronò Dante, - O rendi vani
tutti gli sforzi che qui ci portorno,
saliam sul legno, affèrrat'a mie mani! -57

In quella bolgia un po' provai lo scorno
D'esser vicino a fior di mascalzoni,
M'appena giunti mi levai di torno.60

-O tu che sei cocciuto e non perdoni
A quest'avida gente lo peccato,
Perché da vivo, di', qui t'abbandoni?

Dove credi d'andar senza ch'il fato
Per te decida seguitar la gita?
Non puoi passar, se pria non hai pagato!- 66

E Dante a me: - E che, non l'hai capita
Ch'ad ogni tappa appar l'istesso scoglio?
Paga, perdinci, facciamola finita!

E tosto misi mano al portafoglio
E tanti ne contai, con tanti zeri
Che, come vedi, ancor provo cordoglio! 72

Poscia che fummo giunti all'altra sponda
Scendemmo lesti da lo triste legno
E l'Alighier che affann'e sudor gronda 75

Di mantenermi calmo mi fè segno:
- Questo giron no' l vidi quando venni,
Perciò non ti so dir per quale sdegno

Quest'anime a penar son fatte cenni 79
Non conosco la pena né 'l peccato
Ma penso come te che già l'accenni

Che lo stridor dei denti è provocato
Da quel yuppismo per lo qual son nati:
La voglia d'arrivar, ecco ch'è stato! 84

Il Saggio tacque ripensando ai Vati:
Scosse Chiambretti da la triste conta
E domandò del Limbo e dei suo' Frati. 87

Il mastino abbaiò con voce tonta:
-Più non esiste Limbo in questa landa,
Non più all'Inferno chi non seppe sconta! -

E 'l Fiorentin per l'allegrezza sbanda!
-Dopo 'l soverchio tempo de l'oblio
In Paradiso son saliti in banda

Per la misericordia di quel Dio
Che perdonò dei Giusti l'ignoranza. -
Dante affermò, così compresi anch'io.96

Simile è pena a comica mattanza
Di palloncini, ch'alla mano sfuggiti
Si sgonfian tutti dopo oscena danza. 99

E quei dannati che sembrommi arditi
Mentre la barca attraversava lenta
Or paiono tremanti e rimbambiti:102

Un diavolaccio dalla voce spenta 103
Tutt'il raduna presso un compressore
E con tubo di gomma il lor cul tenta

Fino a gonfiarli tanto che il rossore
Denunci una pressione così forte
Che il compressore fermi il suo motore! 108

Quei volti enormi con le gambe corte
Volano in sù, ver l'orrido soffitto 110
Fin quando da 'n pertugio l'aria sorte;

Allora, come l'acqua nel soffritto 112
Strepiti immani e movimenti ratti
Zigzàgano cadendo a capofitto!

Uno di questi con li membri sfatti
Sbattè per terra giust'a me vicino
E cercando una tregua implorò patti: 117

-O tu che vivo e sgonfio sul cammino 118
Di noi malnati muovi svelto 'l passo,
Piàcciati ascoltar lo raccontino

Di chi borioso un dì trovava spasso
Di fronte al mondo timido o fellone 122
Mostrando fiero il suo parlare grasso! 123

Io riconobbi subito 'l briccone
E lo guardai mostrandomi sgarbato, 125
pensando a quando per televisione

un numero di gente avea insultato.
E pur se tregua concedea nel farlo
Io gli parlai: - Eh sì, pallon gonfiato

Fosti davvero, ed or ti rode il tarlo
Di questo perder l'aria ad ogn'istante
E di cadute al suolo! Io sono Ciarlo, 132

Non mi conosci ma conosci Dante:
In nome Suo ti chiedo, già che ho fretta,
Di dirmi il nome di ciascun birbante.

-Io son Vittorio Sgarbi - quei balbetta
Pensando allo martirio ritardato, 137
-Altri son là in cerchia non ristretta. 138

Vedi quel gran pallon ch'è s'è ancorato
Quasi scoppiando su quell'ermo corno?
Mai sulla terra fu disarcionato!

Egli per quarant'anni fu d'attorno
Ad ogni trasmission facendo sbagli…143
Sì che hai capito! Egli è Mike Buongiorno!

Mill'altri là son pronti, senti i ragli?
Vedi Costanzo, Fede e Buonaccorti? -
-E' inutile che al Ciel lo sguardo scagli,

Pensando che non sono ancora morti!
E' un sogno, non ricordi? Allor è destro: 149
non son dei falsi quei ch'abbiamo scorti!-

I dubbi miei prevenne il gran Maestro
Dicendomi così. Allor trovai l'ardire
D'entrar per lo cammin alto e silvestro. 150

_____________________________

3 Ciò a perfetta imitazione del secondo canto dell'Inferno Dantesco. La pretesa è alquanto assurda.
5 Confesso al duca quel che non vo' fare.Quel che non oso fare, cioè invocare le Muse.
7 Dante s'adira di fronte alla mia presunzione e passa addirittura alle vie di fatto per poi ritirarsi pien di sdegno.
9 In fin dei conti il sogno è mio, sono io il direttore d'orchestra, perciò assumo le necessarie decisioni al fine di proseguire.
15 Evidentemente la pedissequa imitazione di versi tanto famosi, non incoraggia il Maestro a mostrarsi. E' necessario insistere facendo leva sul suo senso di pietà.
27 Evidentemente Dante s'è lasciato ritrovare.
30-39. Il veleno si riferisce allo stuolo di peccatori in attesa di procedere, pregando il loro nume tutelare, il dio denaro.
42 Olona: fiume lombardo molto simile allo Stige e all'Acheronte a causa del suo grado d'inquinamento.
45 Viene ripresa con colpevole anticipo rispetto all'originale dantesco, la figura del traghettatore infernale.
49 Chiambretti: Noto rompipalle televisivo, famoso per il suo carattere apparentemente irriverente verso le autorità costituite ma del tutto da esse dipendente.
54 Nuova formidabile similitudine per significare l'ignoranza dei nuovi peccatori rispetto alle pene che li attendono.
57 La stizza di Dante va trasformandosi in benevolenza?
60 mi levai di torno: mi scostai da loro.
66 L'esplicita richiesta di mazzetta provocherà un'altra severarum reprimenda da parte del Fiorentino dal prominente naso.
72 La pratica della tangente è tanto schifosa che, attuarla, anche se in sogno, mi mette in condizione di soffrire. Non si tratta di tirchieria, anche, se ne convengo, il verso, così come è formulato, porterebbe a concludere il lettore in quel senso.
75 Affanno e sudore: segni di imbarazzo, in Dante, che non riconosce il posto. (Vv. versi seguenti.)
79 Quest'anime a penar son fatte cenni: sono chiamate a scontare il fio.
84 Yuppismo:male dell'ultima parte del secolo che afflisse moltitudini di uomini che sacrificarono al raggiungimento dei loro scopi ogni ideale e persino la dignità personale. Fu la causa dell'impennata delle vendite delle mentine, giacchè per questa genia di malnati scacciar di bocca il sapore di merda, tanti erano i culi che dovevano leccare, era imperativo e mentine e pastiglie Valda si dimostrarono adatte allo scopo.
87 Dante è sbalordito di non trovare il Limbo e i suoi abitatori, patriarchi, scienziati, filosofi e poeti dell'antichità, coi quali volentieri avrebbe colloquiato. Frati: fratelli.
96 Primo importantissimo cambiamento che realizza un mio pio desiderio: non mi è mai riuscito, infatti, di considerare giusto un Dio che si vendica, mantenendo all'inferno, seppure senz'altro supplizio che la negazione della Sua Luce, coloro che ebbero come unica colpa l'ignoranza. La legge non ammette ignoranza, è una massima che ritengo ingiusta anche se applicata alla giustizia degli umani. Perciò da padrone del sogno vedo di porvi rimedio.
99 Quando un palloncino perse aria dal beccuccio prima di ricadere al suolo si muove in tutte le direzioni emettendo il tipico rumore dell'aria fra le labbra che ricorda una scoreggia, perciò qui viene definita oscena la danza.
102 rimbambiti: inebetiti
103 spenta: roca per il troppo gridare
108 l'infernal compressore è concepito in modo che interrompa il suo moto un attimo prima che il dannato scoppi, gonfiandolo fino al possibile. Questo spiega la figura retorica del verso 109: gli arti scompaiono di fronte alla sproporzione assurda del volto e del corpo gonfiati.
110 ver: verso, in direzione.
112 un pezzo qualsiasi di cibo umido, buttato nell’olio bollente, sfrigolando gira in tutte le direzioni. Allo stesso modo quei dannati sgonfiandosi.
117 Se gli fosse stato consentito di parlarmi avrebbe evitato almeno per qualche tempo la ripetizione della pena descritta
118 Dalla condizione normale del mio corpo (peraltro grasso e normalmente definito gonfio da parenti amici e conoscenti) capisce che sono vivo e non (ancora) dannato. Quell'aggettivo, sgonfio è forse un tentativo di captatio benevolentia.
122 Il mondo "timido e fellone" è un'espressione sgarbiana che sintetizza il suo modo di vedere gli altri: codardi.
123 parlare grasso: turpiloquio.
125 l'aggettivo "sgarbato" è voluto ed assume qui un duplice significato molto marcato: non sono mai stato un ammiratore di Sgarbi anzi detestandolo, non mostro per lui alcuna pietà.
132 per questo peccato d'immodesti va preparandosi un girone apposito.
137 l'opportunismo si manifesta in pieno.
138 in tanti.
143 Molti dei critici televisivi ancora si chiedono come possa Mike Buongiorno aver avuto tanto successo nonostante alcune terribili gaffes che avrebbero distrutto qualunque altro presentatore televisivo.
149 destro: sicuro
150 un'altra piccola mancanza di rispetto o, forse, un omaggio al grande Poeta. L'ultimo verso è ripreso pari pari dal secondo canto dantesco.


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