CANTO PRIMO
da "Novello Inferno" - 2000 di B. Ciarlo
Compivo, nel Duemila, cinquant'anni
E quel traguardo mi sembrava un ponte Tra 'l filo teso, cui legato ho i panni Di gioventù fuggita, e l'alto monte Di mia vecchiezza prossima, incombente. Desideroso di posar la mente, chinai la fronte.6 Il sonno i sogni crea seduta stante Sì che il riposo assai difficilmente Soccorre chi l'invoca. Apparve Dante! 9 Sognar di Dante può spronar la mente A scervellarsi e ricercar consensi Sì che quel sogno resti permanente.12 Mi scossi dal giaciglio e tutti i sensi All'erta si mostrorno a quella vista14 Per cui: - Maestro -, dissi - che ne pensi? Perché marciamo sulla stessa pista? - Ei non rispose e la mia brama spensi. Solo per poco. Riprovai d'artista. 18 Il Fiorentin dal prominente naso Guardommi con sussiego e 'n po' di stizza, E poi rispose: - Sono qui per caso! - 21 E come il Bergamasco che la pizza La prima volta assaggia e non degusta L'insieme dei sapori e ' fuoco attizza Per meglio biscottar la molle pasta Così deluso mi mostrai allo Mastro,26 Finchè per la pietà mi disse: - Basta! Già che ci sono condurrotti al castro 28 Che mena all'Oltretomba. Sei contento? - - Certo! - , rispuosi, ed afferrai 'l vincastro. Scalammo l'erta e raggiungemmo il monte Ov'il maniero s'erge quasi sfatto E 'l Fiorentin bussò: - S'abbassi il ponte! - S'aprì il porton ed i' scivolai ratto Nell'angusto cortil d'erbacce cinto, seguendo l'Alighier che, di soppiatto,36 al grande pozzo, fin, s'era sospinto. - Maestro -, il dissi, - perché ci nascondiamo? - Ed Elli a me, mostrandosi convinto: - Conviene che tu ed io ci ricordiamo Ch'in Ciel non v'è chi vuole questa gita; perciò all'Inferno clandestini andiamo. - E come il falegname il perno avvita Per render saldo il mobile costrutto Nella mia mente provocò ferita Di Dante il dir, e mi sentii distrutto.46 - Come farem, o di Fiorenza figlio, A continuar lo giro in luogo brutto Sanza ch'in Ciel alcun con fier cipiglio Ai demoni comandi di lasciarci Per l'aere bruno e su infernal naviglio Liberi di vagar fin a trovarci Ove Papè Satàn risiede e regna?53 Ed Elli a me: - Ebben, basta provarci! Rispetta senza tema la consegna: V'è un solo mezzo per andar là sotto Ch'il demone portier giammai disdegna. I' sto parlando non com'uomo dotto Ma come chi vuol ire veramente, 56 Non ti maravigliar s'il mezzo addotto Si chiama com'in terra la "tangente". Perciò guàrdati in tasca e dimmi quanto Disposto a pagar sei per il frangente! - I' sbalordii: -l'Inferno è giunto a tanto? L'italica prebenda è qui attecchita?- - Via, poche ciance e dimmi dunque quanto! -63 Guardaime in tasca e persi la partita. - Maestro - lacrimai, - Siccome parli Di soldi o d'oro penso sia finita. -66 - Tu stai sognando o no? Sogna d'averli! -67 Disse l'Autore de La Vita Nova. E a lui risposi - Se basta sognarli Peggio di chioccia che pulcini cova Ne faccio uscire tanti da comprare L'inferno intero e di Selèn l'alcova! -Selèn? Chi è? - Si mise a domandare Colui che per Selèn la Luna ha certa - Meglio di Taide e Cleo - per mi spiegare…75 Or cominciammo la discesa incerta Lungo la scala nera entro quel pozzo Che di fanghiglia e grasso era coperta,78 Tanto che guanti di tessuto rozzo Usammo entrambi per serrar la presa, A corda ci legammo, a nodi a strozzo. Giunti che fummo in fine dell'impresa Noi ci trovammo in un'enorme piazza E l'eco acuta ci colse di sorpresa. Il Sommo Dante che nel fango sguazza Chiama a gran voce il demone che guarda L'entrata di servizio: - Oh brutta razza 87 Di portiere infernal perché ritarda Ad aprir lo porton che il fuoco serra? Tu vuo' che la mia ira sia gagliarda? 90 E come il tuono o 'l temporale 'n terra Aprissi lo porton con gran stridore, lo stesso che percosse Gibilterra quando l'Oceano ch'era gran signore del mondo oltre le ultime colonne al Mare Nostro adduss'acque ed onore.96 Sortì dall'uscio il demone Caronne Lanose gote ed occhi assai piccini E fianchi poderosi come donne. 99 - A ben guardar mi sembra Poggiolini,-100 diss'io alla Guida che mi precedeva. - Non è Caron Dimonio e, d'inquilini Di questa parte io non supponeva, 103 Egli in effetti è nuovo io no 'l conosco, Però vedrai che tanta voce leva - 105 Così mi sussurrò quel grande tosco. Li strepiti che fece quel dannato Riempiro l'aere d'eco com'un bosco Ove cento cornacchie danno fiato!109 Ei c'arringò: - O coppia scombinata E senz' appigli! E' strano il vostro stato:111 Varcar desiate questa trist'entrata Eppur non siete fra color che voglio, mi dite che vuol dir questa sparata? 114 E 'l Duce a me: - Dài scuci 'l portafoglio115 E tira fuor di tasca un bel miliardo Per far star zitto questo brutt'imbroglio - 117 Intasca i soldi il sosia di quel bardo E le terga ci mostra onde possiamo Liberi andar in su quel suol bastardo. 120 A questo punto verso giù puntiamo Seguendo un romorio d'acqua che scorre E le rive d'un fiume raggiungiamo. Sulle pareti della mezza torre Che men'in basso di quel pozzo stretto, Un editto infernale ci rincorre Sì ch'a marciare a piedi i' fui costretto: "Ai fornitor di questo luogo tetro L'uso dell'ascensor rest'interdetto!"129 Rise quel Grande, chiaro com'il vetro, Ed io aspettai che il passo riprendesse, finché si mosse, e io li tenni retro _________________________ 6 Raggiunto il traguardo desiderai placare la stanchezza dormendo, perciò m'appisolai chinando la fronte sulle braccia appoggiate sul tavolo. 9 Il sogno che subito mi si presentò m'impedì di trarre beneficio dalla pennichella. 12 Capirete che sognare dante non è una cosa di tutti i giorni, perciò m'industriai, indugiando a far si che il sogno durasse il più possibile 14 Benchè dormissi ero, quindi, in allerta per attrarre l'attenzione del Grande Autore. 18 Vinsi la delusione derivata dal silenzio del Maestro insistendo come fanno gli attori col pubblico quando vogliono ottenere a tutti i costi un applauso, o i mendicanti con i passanti per avere un po' d'elemosina. 21 Ottenni l'attenzione, come desideravo, però Dante specifica immediatamente che non è stato inviato dal Cielo, come fu per Virgiio nel suo caso. 26 La similitudine coi gusti grezzi e le azioni conseguenti da parte degli abitatori del nord sta qui ad indicare il mio continuare ad insistere. 28 Sognai che l'ingresso all'Inferno fosse situato all'interno di un pozzo posto "nel cortil d'erbacce cinto" del castello diroccato posto sul Colle degli Arimanni a Serravalle. 36 di soppiatto= con gran cautela, guardingo. A ribadire l'assenza di qualsiasi disegno soprannaturale che fosse alla base del viaggio appena intrapreso definito, perciò, più oltre : clandestino. 46 "La delusione mi trapanò il cranio": ecco il senso della similitudine. 53 Tutti i riferimenti ai simboli, al linguaggio e alle forme dell'inferno dantesco sono tenacemente voluti, per dar corpo all'immenso dubbio che mi scosse e per ottenere dal Maestro la soluzione del problema, che infatti arriva puntuale e sarcastica. 56 chi vuol ire veramente: chi vuol andare davvero a visitare, ancora una volta, l'inferno. 63 Spesso, come in questo caso, Dante perderà la pazienza con me, mal sopportando la mia insufficiente prontezza di comprendonio. 66 come dire: non ho un soldo! 67 Altro moto di stizza. - Siccome questa situazione la stai sognando, chi ti impedisce di sognar d'averne? - 75 Selèn è una nota pornostar che ora si sta rifacendo una certa verginità "artistica" partecipando con sempre maggior frequenza a spot e trasmissioni televisive di infimo ordine. 78 A scanso d'equivoci, le grandi difficoltà di percorso si palesano sin dall'ingresso. La scala unta e fangosa rappreasenta tutte le insidie (di caduta di stile) che una simile avventura nasconde. E' necessario premunirsi (i guanti di tessuto rozzo e le corde appresso citati ne costituiscono i simboli) avendo sempre presente che si tratta di un gioco senza alcuna pretesa letteraria. 87 A rafforzare il concetto espresso nella nota precedente, l'ingresso per il quale Dante mi conduce all'inferno si dimostra essere un'entrata secondaria, la porta di servizio riservata ai fornitori o a chi, come me, non ha titolo alcuno per varcare l'ingresso principale. 90 Tu vuo' che la mia ira sia gagliarda? Lo sfogo d'ira di Dante verso il diavolo-portiere appare poco convincente, in ossequio a quel precedente "Ebben basta provarci!" 96 S'è detto "senza nessuna prestesa letteraria": converrete con me, però, che questa similitudine non è niente male! 99 Fianchi larghi. La similitudine con quelli delle donne è miserabile… 100 Ogni allusione a fatti reali e persone esistenti non è affatto casuale. Poggiolini è l'ex Direttore Generale del Ministero della Sanità che sgraffignò centinaia di miliardi accettando le mazzette delle case farmaceutiche. E' un personaggio molto comico, giacchè tenne bordone alla giustificazione della moglie che affermò, con una faccia tosta degna di nota, che il bottino accumulato altro non fosse che il residuo dei loro risparmi sulla spesa quotidiana. 103 Qui comincia lo sbalordimento di Dante di fronte ai cambiamenti rispetto al "suo" inferno. 105 Nonostante tutto, però, la Guida dimostra di conoscere molto bene il carattere dei diavoli! 109 Altra similitudine da antologia! 111 Senza appigli: Senza Santi in Cielo che caldeggino il vostro viaggio senza scopo. 114 Quakl è il motivo della vostra visita? 115 La perentorietà denuncia la malpredisposizione del Maestro verso l'allievo tardo a capire e ad adeguarsi. 117 Brutto imbroglio: si riferisce all'ambigua identità del demone guardiano 120 Bastardo: qui sta per "accidentato" 129 Come nei condomini d'una certa pretesa campeggia il cartello che proibisce l'uso degli ascensori al personale di servizio, il che provoca l'ilarità di Dante, che pur nulla sapendo degli ascensori nota la pretenziosità di un cartello del genere in quel luogo. |





Non so come si dice in italiano, ma sei un mito, Ben :D tanta stima e forse invidia (in senso positivo xD)