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Ritorno al passato

pubblicato 21/feb/2010 01:05 da Emma Bricola
Ritorno al passato. Sono già un po' di anni che ci penso, a quel posto lassù.
Ricordo le case, arroccate sulla collina i terrazzamenti coltivati a ulivo, i prati infiniti che mi sembravano ancora più grandi nella mia visuale di bimba di 5 anni.
I colori intorno.
 Il verde grigiastro delle foglie di ulivo sembrava creare giochi metallici di luce con riflessi argentei e luminescenti; le ginestre contrastavano quel freddo e mandavano bagliori dorati. I fiori di campo timidi si sfiancavano nel calore estivo,ma resistevano stoici e continuavano a sbocciare. Mi sento sempre attratta dai posti dove sono vissuta, le case e i loro dintorni.
La palazzina che ci aveva ospitato per un anno era vecchia, attaccata alle altre, davanti si apriva un praticello e sulla sinistra del portone un pollaio con molte galline che stavano rinchiuse solo di notte, dal mattino presto fino al tramonto erano libere di razzolare e di becchettare e sporcare dappertutto. Lo facevano improvvisamente senza fermarsi, inaspettatamente e continuamente: erano guai se entravano in casa, non avevano riguardo per nessuno. Stupide le galline e maleducate. Il galletto americano la faceva da padrone e non ammetteva che qualcuno potesse entrare nel suo territorio, se qualcuno osava farlo lo aggrediva in maniera selvaggia. Ed il suo becco era appuntito e faceva male. Io ne sono stata vittima molte volte perchè lui era sempre in agguato, aspettava nascosto e zac... presa.
La camera dove dormivo era arredata poveramente: un lettone che dividevo con mia sorella, un vecchio armadio e due comodini sgangherati, però era inondata dai raggi del sole.
Entravano furtivi, si allungavano sul mio viso e con una carezza mi svegliavano. Aprire gli occhi al mondo , pregustare un'altra giornata all'aria aperta era una sensazione appagante. Mi alzavo sorridendo.  Sensazioni di pura gioia, voglio ritrovarne almeno un pezzetto.
Per questo ho deciso di tornare qua, a cercare la casa , dove ho conosciuto il sole, l'aria e ho visto la neve sciogliersi a primavera in rigagnoli grigi.
Partiamo io e mio marito col navigatore satellitare a cercare una via che ricordo vagamente, un quartiere antico,ma sono passati mille anni, non mi orizzonto e sbagliamo più volte la strada. Il navigatore, Salita Preli. non la segna. Quando finalmente arriviamo, è tutto diverso, ci sono palazzi nuovi, strade più ampie e non riesco a capire dove sia la casa dove stavo. Alcune mi pare di riconoscerle, ma è solo perchè lo voglio troppo e imbroglio la memoria. Parlo con tutti quelli che incontro: racconto che io stavo qui, conoscevo la signora Sofia che abitava vicino, chiedo se la ricordano ma niente da fare, nessuno sa nulla. Così me ne torno a casa delusa, e non so più nemmeno cosa cercavo. Cercavo me stessa, cercavo una vita, cercavo una strada,  cercavo un raggio di sole.

Commenti

Benito Ciarlo - 21/feb/2010 03:31

Le radici conservano memorie che diventano preziose col passare degli anni. Secondo me, cercavi - e hai ritrovato- un po' te stessa.
Complimenti, cara Emma per questo bellissimo flash.

Emma Bricola - 21/feb/2010 13:50

grazie Ben!

Ermete Trismegisto - 22/feb/2010 16:38

Mi è piaciuto. Mi piace come scrivi.

Emma Bricola - 26/feb/2010 07:55

Grazie Ermete! Un abbraccio