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Via del vapore 43. Era quello l'indirizzo.
Aveva ricevuto un buono per un massaggio, le era arrivato per posta.
Lì per lì non ci aveva badato, non le interessavano queste cose, era una persona semplice e frugale, poi si era detta: perché non provare? Quasi tutte le sue amiche parlavano di trattamenti shatzu, ayurvedici, anticellulite, rilassanti...
Il biglietto diceva :”A scelta tra quelli elencati nella brochure”, ne avrebbe provato uno rilassante, magari poteva sciogliere quel nodo di stress e di insoddisfazione che da un po' sentiva in gola.
Spinse la porta ed entrò.
Il “dlin dlon”del campanello all'ingresso, annunciò il suo arrivo ma non vide nessuno alla reception.
Si guardò intorno un po' intimidita. Alle pareti erano appese strane immagini che lei trovava inquietanti, sembravano disegni astratti ma se li osservavi a lungo diventavano visi deformati, quasi vivi che comunicavano angoscia. Pesanti tendaggi viola coprivano le finestre
Avvertì un brivido.
Mentre stava meditando su una fuga strategica arrivò una ragazza vestita di bianco che camminava in maniera strana , quasi scivolava sul pavimento come se avesse i pattini.
La guardò e le sorrise:
- Buongiorno, è qui per un massaggio? Mi dice il suo nome per favore? Ah , lei è quella del massaggio gratuito? Venga si accomodi .
Anna la segui' un po' a disagio.
- Al momento ho un'altra cliente, può aspettare 10 minuti? Guardi lì ci sono delle riviste.
Anna si sedette, prese una rivista e la sfogliò distrattamente. Dalla sala attigua arrivava uno strano gemito, come un miagolio soffocato.
Riprese a leggere, ma un rumore la interruppe. Un click nella sala. Lo scatto di una serratura? Poi dei passi. Una pausa. Un altro passo. Poi silenzio.
Alzò la testa un po' spaventata e si trovò davanti la ragazza di prima.
- Venga con me - le disse
Entrarono in una stanza più piccola, calda e spoglia, al centro un lettino e ai lati di questo alcune mensole sulle quali stavano bruciando incensi profumati.
Ci doveva essere un'altra uscita pensò Anna che non aveva visto passare nessuno.
- Si spogli pure, metta se vuole gli slip di carta, oppure se preferisce può tenere i suoi, mi raccomando, via collane ed anelli. Appena è pronta mi chiami.
Anna si spogliò e si arrampicò sul lettino.
- Allora posso cominciare? Io sono Lilith.Si metta a pancia in giù.
Lilith cominciò a massaggiarle lentamente una gamba, poi l'altra e un gradevole calore iniziò a percorrere Anna . Poi fu il turno delle natiche, piano con delicatezza ma nello stesso tempo con vigore. Anna chiuse gli occhi e allontanò tutti i pensieri.
La schiena, le braccia, le spalle, tutto il corpo fu pervaso da una sensazione di benessere.
Lilith usava degli oli aromatici molto profumati e la percezione del calore pareva aumentare sempre di più.
Era una sensazione strana sentirsi in balia di una sconosciuta che disponeva in modo così intimo del suo corpo.
Anna non la vedeva, aveva gli occhi chiusi, ma forse per l'efficacia degli oli, del massaggio o degli incensi che bruciavano, le immagini, quando aveva la forza di aprire gli occhi, le risultavano sfocate, deformi..
- Ora le metto un balsamo speciale che le farà molto bene, diciamo che è il mio segreto - disse Lilith.
Ormai puoi fare quello che ti pare, pensò Anna che non aveva nemmeno più la forza di muoversi o di strutturare i pensieri in modo logico.
Le mani della massaggiatrice si muovevano con lentezza su di lei e in un ultimo attimo di lucidità, le parve che il sorriso angelico della ragazza si trasformasse in un ghigno crudele, animalesco.
Poi la sua mente sparì e annegò nel nero.
Alla fine della giornata di lavoro, Lilith, visibilmente soddisfatta,sistemò i nuovi quadri alla parete.
Sì, stavano bene in mezzo agli altri, specialmente l'ultimo le piaceva molto, quel viso un tempo ingenuo e fiducioso, forse un po' spaurito, ora torbido e inquietante, gli occhi che brillavano allucinati tra i riflessi rosso sangue.
Poi si sedette alla scrivania, prese la busta nel cassetto e vi introdusse il biglietto.
- Lei ha la possibilità di usufruire di un massaggio gratuito nel centro Estetico Nuova vita
Scrisse l'indirizzo e pensò che anche la signora Germana Ponti non avrebbe resistito alla tentazione.
Poi uscì e si incamminò piano piano verso la buca delle lettere.
Benvenuta Emma. Sono davvero contento di leggerti... il commento vero e proprio lo scriverò dopo. Per ora lasciami esultare.
ciao Ben, bella la tua idea, sono proprio contenta
Passa parola e invita a tua volta, possiamo farlo crescere. Questo racconto dà i brividi! Dovrebbe leggerlo Dario Argento...
ciao ben!
Questo racconto dà i brividi. L'avevo già letto e come allora, ora sono un po' a disagio. Ma cos'è l'influenza che esercita Daniela Micheli?
di certo i suoi round sono stimolanti, invogliano a scrivere su argomenti ai quali di solito non si pensa
Vero.