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La sconosciuta

pubblicato 21/nov/2009 08:43 da Emma Bricola   [ aggiornato il 02/feb/2010 04:49 da Benito Ciarlo ]

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E' arrivata in spiaggia, oggi come tutti i giorni alla stessa ora. Le undici precise. E’ sola come di consueto.

Per prima cosa strofina un fazzolettino di carta sulle intelaiature della sdraio e le lucida per bene, poi posa la borsa .Va a buttare il fazzoletto sporco nel bidone della spazzatura e prima di tornare all'ombrellone fa una deviazione fino alla doccia dove si lava le mani.

Indossa una T-shirt lunga e larga che le fa da miniabito, calza infradito di plastica rosa .

Si guarda intorno sgranando i larghi occhi scuri. Non ha un viso giovane, i lineamenti sono marcati e il naso è troppo grande. E poi non ha carne ,c’è solo pelle sulle gote infossate. Sotto i capelli castano topo, che tiene raccolti sulla nuca, si indovina la forma del cranio, le ossa sotto le sopracciglia sporgono in avanti.

La bocca è grande, le labbra carnose sono l'unica parte bella dell'insieme , anche se mai si stendono in un sorriso.

Ora toglie con cautela la maglietta e rivela un corpo sgraziato, impressionante nella sua magrezza.

Le cosce mostrano i femori e le ginocchia sembrano nodi su un pezzo di spago. Ha addosso il solito costume intero, blu olimpionico: è troppo largo e fa grinze da tutte la parti.

Si siede piano , prende la borsa e si guarda ancora in giro, nessuno la osserva e di me non si accorge, così cava fuori da un sacchetto un minuscolo pezzo di focaccia, praticamente un boccone e comincia a piluccarlo lentamente: mastica con estrema lentezza una briciola alla volta. Ogni tanto sorseggia un sorso d'acqua da una bottiglietta.

Quando finisce, si tira su, va a gettare il sacchetto vuoto, poi si rilava le mani.

Io e la mia amica ci guardiamo. 

Io dico:-Chissà se oggi nuoterà per smaltire il lauto pasto?

Come se mi avesse sentito la sconosciuta si avvia verso il mare.

Entra in acqua e comincia a nuotare, va al largo e torna indietro , si gira e riparte; non riesco a contare quante volte: tante però, io sarei già scoppiata.

Finalmente decide che può bastare: così esce dalle onde, fa la doccia e si accomoda sulla sdraio, all'ombra.

Interrompo la mia osservazione, ormai so che tra qualche minuto si alzerà di nuovo e andrà a camminare avanti e indietro sul bagnasciuga, fino al tramonto.

Non la conosco se non di vista ,la trovo qui ogni anno da qualche anno ormai, ogni volta mi sembra più scheletrica.

Mi chiedo se il prossimo anno ci sarà ancora.


Commenti

Benito Ciarlo - 21/nov/2009 09:20

Togo! Che tipa... la tua vicina d'ombrellone. Chissà se l'anno prossimo vi parlerete? Hai creato un'atmosfera alla Michelangelo Antonioni.
Sei un'osservatrice attenta e dipingi i personaggi con poche ma efficaci pennellate come si confà al tuo stile stringato.

Emma Bricola - 22/nov/2009 07:10

grazie ben :Anche se la ritroverò non credo le parlerò e poi non so davvero quanto durerà, si sta consumando piano piano, sempre più scheletrica anno dopo anno