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La colomba pasquale

pubblicato 09/mar/2010 04:20 da dolceglicine@yahoo.it

 

Un’insolita e candida colomba nei giorni precedenti la Pasqua

volava nel cielo di un ameno paesello con le case di pietra, le strade di porfido

e i lampioni di ferro battuto.

Perché passasse di lì nessuno poteva saperlo.

Forse liberatasi da una voliera?

Forse curiosa ?

Forse andava cercando una casetta per fare il suo nido d’amore?

Di quando in quando planava sui davanzali spogli di questa o quell’altra finestra.

“E’ venuta da me!”, gridava una bambina.

“Anche da me!”, faceva eco un’anziana signora.

La colombina aveva col becco bussato ad ogni vetro

e gioia e sorpresa aveva donato in tutte le case.

 

No,  non in tutte.

Non nella mia.

 

Con un vaso di ciclamini adornai il mio davanzale sperando

che quel rosa sgargiante attirasse la sua attenzione.

La vedevo passare e pensavo:

“Perché non vieni da me?

Forse non son degna della mia colomba pasquale?

Vieni, ti prego! Vieni anche da me!”

Rattristata e delusa, con il pianto nel cuore, mi rassegnai.

Finché, una mattina di sole, nell’azzurro terso di quel piccolo cielo,

scorsi un candido battito d’ali, oltre il vetro, avvicinarsi al mio davanzale

e finalmente posarsi.

Rimasi in silenzio a guardarla ascoltando il suo tubare sommesso.

“Sei bella – le sussurrai –

bella e bianca come la Pace!

Grazie per essere venuta.”

Mosse un poco la sua testolina, becchettò nel vaso qualcosa,
poi, spalancò le ali e volò via.

Aveva lasciato un seme vicino al mio ciclamino.

 

Era il seme della speranza

che al suo germogliare

schiude i fiori bianchi

dell’Amore.