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Il bosco della confusione

pubblicato 23/feb/2010 04:31 da dolceglicine@yahoo.it   [ aggiornato in data 23/feb/2010 04:45 ]
 PREMESSA
 

“C’era una volta un re,

 che mangiava più di te,

 e mangiava tanta pappa

 e poi faceva tanta cacca!”

 

Recitavo questa mia breve filastrocca  a mia figlia ogni volta che la imboccavo. Si sa, ai bambini piacciono le “parolacce”

e infatti, quando arrivavo a pronunciare la parola  “cacca”, lei mi faceva eco a bocca spalancata, essendo la “a” la vocale di massima apertura,.

A quel punto, potevo ficcarle in bocca una bella cucchiaiata di pappa!

Le ho sempre raccontato storie e storielle, favole e filastrocche che sono essenziali per la crescita di un bambino, proprio come la pappa, che, se fa crescere bene, associata ad una fiaba, fa crescere meglio.

Ogni tanto, oggi che è una giovanissima donna, rammenta le sensazioni che le scaturivano da quei racconti e i dubbi o le paure che le infondevano, offrendomi il modo di capire il perché di certe domande che allora mi poneva e di cui io non comprendevo  l’input scatenante. Per mia fortuna sono sempre riuscita a darle delle risposte adeguate, pur nella mia inconsapevolezza. I bambini non lo dicono, ma riflettono molto e poi ci pongono tanti perché senza dirci, però, da dove li hanno desunti. Che compito difficile dar loro risposte!

La favola più gettonata, nella nostra familiare classifica, è quella di Cappuccetto Rosso, avendo io iniziato a raccontargliela

quando era ancora dentro la mia pancia. Mi allenavo, mentre guidavo per andare a lavorare o durante il ritorno, a diventare una mamma narratrice di fiabe.

Viene da sé che questa favola le sia rimasta nel cuore e non mi ha sorpresa affatto quando un giorno, dovendo svolgere un compito scolastico consistente nell’inventare una favola mischiando storie diverse, mi chiese di aiutarla a scrivere una versione originale di Cappuccetto Rosso.

Ci mettemmo a lavoro e il risultato ci parve carino e divertente.

Ogni tanto rileggiamo la nostra storia e la “aggiorniamo”, cambiando alcune parti e rinnovandone altre, tanto per adeguarla ai tempi attuali che sembrano correre più veloci di noi. Quella che vi propongo è la seconda versione risalente al 2006 e pubblicata col nome di mia figlia (perché, da brava mamma, ho lasciato a lei tutti  i diritti d’autore) sull’Antologia: "Quel pigolar di stelle che mi fanno l'occhiolino - ovvero - Il tempo della vita" - Edizioni dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti - Anno 2006

 
IL BOSCO DELLA CONFUSIONE
 
"C’era una volta, una ragazzina che si chiamava Cappuccetto Rosso perché indossava un abitino rosso “firmato Valentino”.
Un giorno sua madre le diede un cestino pieno di mele da portare alla nonna che abitava in fondo al bosco.
Cappuccetto, obbediente, s’incamminò e subito incontrò i sei capretti disperati perché non trovavano più il loro fratello minore.
“Mi sembra di averlo visto andare verso la casetta di marzapane”, disse Cappuccetto.
E i capretti risposero in coro avviandosi in fretta:
“Grazie signorina, per l’informazione, le regaleremo questa bacchetta magica che ha perso la fata Smemorina!!!”
Alla casetta, i sei capretti trovarono, oltre al fratello, i tre porcellini che si erano accordati per vivere tutti insieme grazie anche all’aiuto di Hansel e Gretel, due famosi avvocati che erano riusciti a sfrattare la vecchia che vi abitava nonostante l’usucapione.
Cappuccetto, inorridita dalla scempiaggine umana che riduce la natura in una discarica abusiva, decise di concedersi una breve pausa di riflessione sotto il Grande (Del) Noce dove incontrò Cip e Ciop sgomenti perché lo Gnomo Tremontino aveva venduto ai cinesi la loro casetta sull’albero.
La ragazza, con un colpo di bacchetta magica (mossa che aveva imparato da Harry Potter, suo compagno di classe), rimandò i cinesi al loro paese e restituì l’abitazione ai due scoiattoli che in cambio, le regalarono una mazzetta di Euro appena ritirati da una banca svizzera dove, pare, si moltiplichino come i pani e i pesci.
Nel salutarsi, squillò il cellulare di Cappuccetto, ultimo e sofisticato modello di OKKIA 2005/2006/2007… il telefonino che guarda avanti (troppo sega!).
Era la strega di Biancaneve che, disperata per l’aumento dei prezzi delle mele sul mercato, voleva comprarle di contrabbando da Cappuccetto Rosso, che accettò l’affare.
La strega arrivò immediatamente sul suo ultimo tipo di Folletto acquistato a domicilio da Bruno Vespa, noto rivenditore porta a porta, insieme ad una batteria di pentole, un ferro da stiro professionale, un TV color, un tapin roulant e una Multijet (chesc-chifo amisci!) e concluse l’affare pagando con la sua Mastercard, quella speciale per streghe con la quale si possono comprare anche le cose che non hanno prezzo (ad esempio: le emozioni, la felicità, la pace, il diploma, la laurea, la patente…)
Mentre Cappuccetto, riprendendo il suo cammino, pensava a come investire tutti quei soldi guadagnati nel frattempo, vide arrivare, da lontano, Robin Hood e Little John.
“Urka, urka”, disse la ragazza.
“Tirulero, oggi splende il sol!!!” risposero i due cantando.
“Dove andate?” chiese Cappuccetto.
“Andiamo a rubare ai ricchi per donare ai poveri, però dobbiamo fare in fretta, altrimenti perdiamo Telethon!"”, dissero i due.
“Allora prendete anche i miei Euro… Tanto, coi tempi che corrono, domani non ci comprerò neanche un caffè!”
Mentre stavano parlando, sentirono da lontano una musica scatenata provenire dalla discoteca “BERLUSCABIS” dove si teneva un concerto rock con i “Musicanti di Brema”, un gruppo di Sanremo emigrato in Germania, che cantavano “Peter Pan” plagiato da Enrico Ruggeri, mentre una folla di assatanate fans di Costantino gridava: “Nudo, nudo!”. E Costatino si sentiva un Re.
Cappuccetto si chiedeva come mai non avesse ancora incontrato il Lupo cattivo e Robin Hood le rispose che, in seguito ad una crisi d’identità, il malcapitato aveva cambiato sesso sotto suggerimento del suo psicologo ed ora faceva la segretaria di Pinocchio che si era messo in società con il Gatto e la Volpe.
Cappuccetto si rammaricò molto di questa triste realtà dove non c'è più spazio per i Grilli Parlanti e le Fate Turchine. Salutò i due amici e proseguì il suo cammino.
Arrivata finalmente a casa della nonna, la trovò che fumava spinelli, beveva birra mentre giocava a Poker con tre terroristi talebani.
“Nonnaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!”, gridò la ragazza “ma che stai facendo???!!!”
“Eh, cara mia, non è più il tempo delle mele, ora è quello delle pere…”, rispose l’arzilla vecchietta.
Cappuccetto corse fuori disperata urlando:
“Aiuto, chiamate il 112, 113, 115, 117 e il 118, mia nonna è impazzita!!! Ma che storia è mai questa, forse c’è un po’ di confusione… !!!
Rimettiamo tutto in ordine con le Forze dell’Ordine!”
I sette nani, stanchi di oziare nei giardini, esultarono perché avevano finalmente trovato un lavoro migliore!"