Quando, in aprile, volan le farfalle sbocciano i fiori e cantano gli uccelli, il verde sbalordisce la mia valle e tu riappari limpida. Ruscelli ch'erano secchi or fanno a gara ad inondar la terra ed i fringuelli volan a stormi sulla terra ignara. Tu, Primavera, sfolgorante resti la mia stagione preferita e cara il tempo mio tiranno tu l'arresti e rendi giovanile il mio pensare. Dimentico degli anni più funesti vivo di luci e voci per scordare il freddo dell'attesa e l'incostanza del tremito che serra l'affannare della gelida età che tosto avanza. Benito Ciarlo |





Ringrazio carla Lanzidei per la bellissima interpretazione grafica.