pubblicato 11/feb/2010 13:28 da stefano toschi
Stanco, Gesù si ferma a riposare,
presso il pozzo di Sichar è seduto,
ecco donna, ad attingere, arrivare,
gli occhi, in silenzio, scambiano un saluto:
“dammi da bere”, s’ode sussurrare,
“samaritana sono e risaputo
è quanto sia tra noi l’antico odiare”.
“Se tu sapessi chi è che or hai veduto
acqua viva tu stessa domandare
per la salvezza a lui avresti voluto,
perch’essa è tale che al suo zampillare
chi la riceva mai più sete ha avuto”.
“Voglia, o Signor, quest’acqua viva dare,
ch’io qui non torni dopo aver bevuto”.

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Sinceramente, Stefano, questo sonetto m'ha dato un'emozione fortissima. Quella pagina del Vangelo di Giovanni la sento particolarmente importante e vicina al mio cuore. Così come ora lo sono questi versi.
Ho avuto modo di vedere a Sichar quel pozzo (che chiamano il pozzo di Giacobbe). Era l'anno 2000 ed ero reduce da una lunga degenza in ospedale quando visitai Israele, alla vigilia della sciagurata provocazione di Sharon sulla spianata delle Moschee, di quella che fu l'ultima rottura d'una tregua di Israele coi Palestinesi che tante speranze aveva generato. E pensavo "guarda come Gesù cercava di appianare le divergenze e spegnere gli odi atavici della sua gente: individua il prossimo in un Samaritano e a una Samaritana si manifesta! Il suo insegnamento è sfuggito alla sua gente, peccato!" E fu così che i versi che mi nacquero in quell'occasine furono d'altro tenore rispetto ai tuoi. Li pubblico qui, subito dopo i tuoi, se vuoi ascoltali o leggili, per il piacere di discuterne.
Io sono stato in Palestina, a visitare i luoghi santi, nel '94. Fu un'esperienza bellissima, davvero emozionante. Certo anche allora la tensione era ben tangibile, si tagliava con il coltello. Però mi colpì anche quell'intreccio di culture e di religioni, quel convivere fianco a fianco con pieno rispetto, che ebbi modo di cogliere, soprattutto a Gerusalemme.
A Sichar però non sono stato.
Questi sonetti sono una "ruminatio", un ripetere, un rimeditare le parole stesse del Vangelo; non sono "ispirate" al Vangelo, non intendono esprimere quello che in me hanno suscitato. E' un lasciar semplicemente risuonare la Parola. E' la loro caratteristica ed il loro limite.
Cercavo qui nella sezione poesie religiose la tua. Invece ho visto che è un video.
Lo vedrò, ascolterò e commenterò domani, adesso vado a nannina...
Grazie Benito.
stupendo !!
Come scorre musicale il dialogo...Molto bella Stefano...