NORD Dammi quel po' di pane che serve per sfamarmi ed anche il companatico, ché solo può stufarmi, una donna carina mi resti sempre a fianco, vestiti buoni e, meglio, un grosso conto al banco. Gli altri? Pregano anch'essi o sono miscredenti? Non pregano? Ed allora, che restino pezzenti! Signore ti conosco e so quanto sei buono concedimi la grazia d'essere come il tuono; la mia voce sovrasti il coro di lamenti di quelle genti sudicie, prive di sacramenti. Muoiono come mosche di fame e malattia eppur nemmeno tentano di dir la litania. E tu che hai preferito mostrarti a me soltanto Avevi una ragione e dunque me ne vanto. Infatti io sono nato nel "mondo che conosce" e che da lungo tempo ha perso le sue angosce; loro, poveri scemi, nascendo all'equatore nemmeno se le sognano le strade del Signore. Perciò non ti ringraziano, anzi non fanno niente: guardano i loro pargoli, le loro donne spente e pensano che in cielo vi sia soltanto il sole che dissecca la terra, che fa penar la prole. Non solo non ti pregano, ma senza complimenti aspettano la morte che termini i tormenti. Lo vedi? Sono stupidi, non sanno dell'inferno non sanno che post- mortem li aspetta il fuoco eterno! SUD Per le gocce di rugiada che raccolgo dalle foglie, per il canto del giaguaro, per le doglie di mia moglie, per il vento che fraterno sparge il seme sulla terra, per l'azzurro di quel cielo che combatte la mia guerra contro chi il suo cielo cela nei vapori putrescenti, ti ringrazio o mio Signore. Per i bimbi miei contenti di mangiar quando il destino ci regala un po' di riso, per i canti del mattino che ci illuminano il viso, per la caccia e per la pesca e per l'albero del pane, per il fuoco e la foresta, per il gatto e per il cane, ti ringrazio, mio Signore. Per la terra che nasconde nel suo ventre un poco d'acqua, per il ferro che si fonde regalandomi l'aratro; per non esserti mostrato, per avermi trascurato, per avermi regalato la fatica di scoprirti, d'arrivare a concepirti come padre giusto ed equo, di capire, di capirti, ti ringrazio mio Signore. Autore: Benito Ciarlo visite a questa pagina |



