Le mani tese sopra i ferrospini sono milioni; ferme ed imploranti. I volti tumefatti dei bambini sporchi di fame e lutti sono tanti. A noi di poco importa dei destini di quelle pance vuote, siamo santi, prescelti e prediletti dai divini che ci hanno fatti nascere distanti! Eppure, un canto, mesto, salmodiante ci rosica il cervello ogni mattina di fronte al caldo del caffè fumante, quasi una nenia sempre più incalzante: "una spada faremo d'ogni spina di questa fredda gabbia degradante!" BENITO CIARLO 20/03/2009 |



