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Kuaraìsima

pubblicato 06/mar/2010 12:29 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 06/mar/2010 12:43 ]

Due eventi interdipendenti: uno all’inizio dell’Antico Testamento l’altro all’inizio del Nuovo. Il primo evento è la rottura del digiuno “ da parte di Adamo nel Paradiso “. Egli mangiò del frutto proibito. E’ così che ci viene rivelato il peccato dell’origine dell’uomo. Cristo il nuovo Adamo - e questo è il secondo evento - comincia con il digiuno. Adamo, tentato, cedette alla tentazione; Cristo fu tentato e vinse la tentazione. La conseguenza della caduta di Adamo fu l’espulsione dal paradiso e la morte. Il frutto della vittoria di Cristo fu la distruzione della morte ed il nostro ritorno sul Paradiso.
Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. (Marco 1,12-13)





Kuaraìsima

Kuaranta juorni Kristu ‘ntru desertu
kull’angiuli e ri bbestie kiù feroci
È statu kum’Adamu e kiss’è ciertu.
e, kum’Adamu, ha ‘ntisu kiri voci
ki ti fannu pinzà d’essi kiù granni
du stessu Diu k’ha kriat’u munnu.
Satana, ki sbraitannu sbraka danni
e l’uomini distrùggia e mina ‘nfunnu,
ku d’Iddru ‘ngaggia ‘na battaglia persa.
Kristu figliu di Diu dijuna e pena
e li rispunna propriu alla rimmersa!

Èssi putenti e rikki nun kummena
si la rikkizza vena di lu ‘mbiernu.
Ha vintu Kristu e 'u Paravisu crèa:
Satana si nni va kinu di skièrnu
ritorna Primavera e Viernu sbrèa!



Quaresima

Quaranta giorni Cristo nel deserto/ Con gli angeli e le bestie più feroci/ E’ stato come Adamo, questo è certo./ E, come Adamo ha udito quelle voci/ Che ti fanno credere d’essere più grande/ Dello stesso Dio che ha creato il mondo./ Satana che sbraitando produce danni/ E gli uomini distrugge e caccia in fondo, / Con Lui ingaggia una battaglia persa./ Cristo figlio di Dio digiuna e pena/ E gli risponde proprio alla rovescia!/ Essere potenti e ricchi non conviene / Se la ricchezza viene dall’inferno./ Ha vinto Cristo e Paradiso crea/ Satana se ne va pieno di scherno/ Ritorna Primavera e Inverno sparisce!

Alba a Monte Spineto

pubblicato 19/feb/2010 11:53 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 20/feb/2010 14:57 ]

Alba a Monte Spineto
di Benito Ciarlo


Correte, svelti, che la luna è sorta!
La notte è illuminata, la via è certa.
Lasciate le paure e senza scorta
sfidate l'alba e raggiungete l'erta
prima che 'l sole illumini la porta
dell'umana viltà lasciata aperta.
Siate sul monte pria che 'l sol ne vesta
di luce incomparabile la cresta.

Allora imparerete che la festa
è fatta di colori, luci e suoni,
annichiliti dall'oblio che infesta
i cuori di chi ama vento e tuoni.
Frenate l'ansia nella vostra testa
e capirete il tempo e l'ora buoni.
Respirate il sereno che v'avvolge
e noterete il blu che vi sconvolge.

Son colori diversi dalle bolge
rossastre e cupe degli usati tempi
sono diademi che la vita porge
di cui faceste scellerati scempi.
Felicità è l'anima che scorge
il Dio che tutti adorano nei Tempi
manifestarsi in tutto lo splendore
della rugiada che vi bagna il cuore.

Sonetti "in Johannem". Sonetto VIII: Resurrezione.

pubblicato 15/feb/2010 09:11 da stefano toschi   [ aggiornato in data 15/feb/2010 09:15 ]

Pietro e Giovanni corrono nel vento,
giunti sul luogo, grande è lo sgomento,
vuoto è il sepolcro, misterioso evento;
ritornano confusi, il passo è lento.

Sola, la Maddalena, scioglie in pianto
quella tristezza che l’opprime tanto,
ma d’improvviso, ecco, s’ode un canto
d’angeli apparsi, ed or si vede accanto

un uomo che le pare il giardiniere:
 “Maria”, la chiama, e subito, nel cuore,
sente che quella voce è del Signore;

le dice: “amica, non mi trattenere,
ma corri ad annunciare con ardore:
risorto ho visto, oggi, il mio Signore”!

Stefano Toschi


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Sonetti "in Johannem". Sonetto IV: la samaritana.

pubblicato 11/feb/2010 13:28 da stefano toschi

Stanco, Gesù si ferma a riposare,
presso il pozzo di Sichar è seduto,
ecco donna, ad attingere, arrivare,
gli occhi, in silenzio, scambiano un saluto:

“dammi da bere”, s’ode sussurrare,
“samaritana sono e risaputo
è quanto sia tra noi l’antico odiare”.
“Se tu sapessi chi è che or hai veduto

 acqua viva tu stessa domandare
per la salvezza a lui avresti voluto,
perch’essa è tale che al suo zampillare

 chi la riceva mai più sete ha avuto”.
“Voglia,  o Signor, quest’acqua viva dare,
ch’io qui non torni dopo aver bevuto”.



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da "Sonetti in Johannem". Sonetto I: Prologo.

pubblicato 05/feb/2010 10:11 da stefano toschi   [ aggiornato il 06/feb/2010 01:49 da Benito Ciarlo ]

Vi è Uno eternamente sussistente:
tale è il principio da cui è generato,
senza un inizio, il Logos increato.
Per mezzo suo è tutto l’esistente
 
e senza Lui non fu mai fatto niente.
Era la luce per cui è illuminato
ogni uomo che nel mondo è nato.
La luce nell’oscuro risplendente
 
venne tra i suoi, ma non fu ricevuta,
a quelli, però, che l’hanno accolta
figli di Dio diede di diventare
 
per nascita da uomo non voluta,
ma da Dio, che carne umana tolta
la sua tenda fra noi venne a piantare.

Stefano Toschi


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Bartimeo

pubblicato 14/gen/2010 02:48 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 05/feb/2010 04:36 ]

Bartimeo

di Giuda Maccabeo
18 maggio 2001



Era doveroso
non disturbare
il presunto messia
anche se tanto zelo
nel preservare
le sue orecchie
dall'usato dolore
in fondo altro non era
che un po' di ipocrisia.

Ne erano certi i Dodici
e la gente del luogo:
il mendicante
lo avrebbe infastidito
col suo collaudato
piagnisteo.

Gerico era festante
e forse
l'urlo di Bartimeo
gli ultimi suoi momenti
d'allegria.

Perciò lo sovrastarono:
volevano impedire che i lamenti
gustassero la gioia del tutto trnsitoria
del Nazareno errante.

Si sa però
quanto sappia insistere
chi è abituato a chiedere
e Bartimeo che di mestiere faceva il cieco
chiedendo l'elemosina
là dove maggiormente
le feste erano al culmine.

Salvami tu che puoi

E fu bastante
a ritrovare
la perduta luce!

Insufficiente
forse
a propagarla.





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Domenico Di Gregorio: Dio c'è?

pubblicato 12/gen/2010 05:14 da Benito Ciarlo

Dio c'è?

Rompiti la testa!
Il machiavello ti fruga nel cervello
come una spia dell'est
e tu sorridi
intrecciando pensieri
che sanno di umido.

Rompiti la testa!
L'enigma si contorce fra le mele
in quel cesto di vimini
arabescato d'anni.

Rompiti la testa!
Non saprai mai quale sarà
fra tutte le possibili
la verità più vera.
Le tue certezze oscillano
sul ciglio di quel baratro
che definisti dubbio.

(Che la fottuta acredine
ti scampi dall'esser acido),
medita e con la logica
risolvi questo arcano.

Rompiti la testa!
Rompitela,
ma non abbandonare
al suo destino
l'anima che vorrebbe
la quiete consapevole.

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Antipodi (preghiere?)

pubblicato 26/dic/2009 16:44 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 28/dic/2009 05:01 ]

NORD

Dammi quel po' di pane che serve per sfamarmi
ed anche il companatico, ché solo può stufarmi,
una donna carina mi resti sempre a fianco,
vestiti buoni e, meglio, un grosso conto al banco.
Gli altri? Pregano anch'essi o sono miscredenti?
Non pregano? Ed allora, che restino pezzenti!
Signore ti conosco e so quanto sei buono
concedimi la grazia d'essere come il tuono;
la mia voce sovrasti il coro di lamenti
di quelle genti sudicie, prive di sacramenti.
Muoiono come mosche di fame e malattia
eppur nemmeno tentano di dir la litania.
E tu che hai preferito mostrarti a me soltanto
Avevi una ragione e dunque me ne vanto.
Infatti io sono nato nel "mondo che conosce"
e che da lungo tempo ha perso le sue angosce;
loro, poveri scemi, nascendo all'equatore
nemmeno se le sognano le strade del Signore.
Perciò non ti ringraziano, anzi non fanno niente:
guardano i loro pargoli, le loro donne spente
e pensano che in cielo vi sia soltanto il sole
che dissecca la terra, che fa penar la prole.
Non solo non ti pregano, ma senza complimenti
aspettano la morte che termini i tormenti.
Lo vedi? Sono stupidi, non sanno dell'inferno
non sanno che post- mortem li aspetta il fuoco eterno!

SUD

Per le gocce di rugiada
che raccolgo dalle foglie,
per il canto del giaguaro,
per le doglie di mia moglie,
per il vento che fraterno
sparge il seme sulla terra,
per l'azzurro di quel cielo
che combatte la mia guerra
contro chi il suo cielo cela
nei vapori putrescenti,
ti ringrazio o mio Signore.

Per i bimbi miei contenti
di mangiar quando il destino
ci regala un po' di riso,
per i canti del mattino
che ci illuminano il viso,
per la caccia e per la pesca
e per l'albero del pane,
per il fuoco e la foresta,
per il gatto e per il cane,
ti ringrazio, mio Signore.

Per la terra che nasconde
nel suo ventre un poco d'acqua,
per il ferro che si fonde
regalandomi l'aratro;
per non esserti mostrato,
per avermi trascurato,
per avermi regalato
la fatica di scoprirti,
d'arrivare a concepirti
come padre giusto ed equo,
di capire, di capirti,
ti ringrazio mio Signore.

Autore: Benito Ciarlo


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Everness (J. L. Borges)

pubblicato 23/dic/2009 23:40 da Raffaele Pinto   [ aggiornato il 24/dic/2009 07:38 da Benito Ciarlo ]

Sólo una cosa no hay. Es el olvido.                             L’oblio. L’unica cosa che non c’è.

Dios, que salva el metal, salva la escoria                    Dio, che il metallo salva, anche la scoria

y cifra en su profética memoria                                 salva, cifrando in futura memoria

las lunas que serán y las que han sido                        le lune che verranno e quelle andate.

 Ya todo está. Los miles de reflejos                            Finito tutto è già. I mille riflessi

que entre los dos crepúsculos del día                         che fra un crepuscolo e l’altro del giorno

tu rostro fue dejando en los espejos                            il tuo volto lasciò sopra gli specchi

y los que irá dejando todavía.                                   e quelli che ci andrà lasciando ancora.

 Y todo es una parte del diverso                                E tutto è solo parte del diverso

cristal de esa memoria, el universo;                          cristallo di memoria, l’universo!

no tienen fin sus arduos corredores                            Non hanno fine gli ardui corridoi,

 y las puertas se cierran a tu paso;                            le porte ti si chiudono al passaggio;

sólo del otro lado del ocaso                                       solo dall’altra parte dell’occaso

verás los Arquetipos y Esplendores.                            vedrai infine gli Archetipi e Splendori. 

 


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Tutto il Cristo vivente

pubblicato 09/nov/2009 06:08 da dolceglicine@yahoo.it   [ aggiornato il 10/dic/2009 15:19 da Benito Ciarlo ]


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Il sangue, la carne
la carne, la croce,
la croce, il sangue
e il dolore e la passione
tutto noi siamo
dell’Uomo che Dio si fece.

Tutto noi siamo delle mani
che spezzarono il pane
e presero il calice,
i solchi della fatica,
le macchie del tempo,
dell’Amore la carezza.

Tutto noi siamo del Verbo,
l’urlo sommesso
che si spande sul mondo,
forza della Parola
che si mostra e rivela.

Tutto il Cristo vivente
ogni giorno noi siamo,
nel corpo e col sangue,
il Vangelo che si riscrive
sul nostro calvario
che un giorno fu suo.

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