(ovvero di punti neri e oltre) Cogliere il punto giusto di una questione è un punto critico che dipende dal punto di vista che non sia, però, un punto cieco, altrimenti fare il punto della situazione potrebbe diventare un punto morto senza escludere la possibilità di poter giungere a un punto nero. Di punto in bianco, se un punto di domanda induce a mettere il punto sulla “i, il punto di partenza della questione per venire al punto, si puntualizzerebbe di tutto punto nel punto culminante includendo un punto esclamativo di sorpresa allorchè, ponendo un punto di sutura, già non si torni al punto di partenza ma si giunga, altresì, puntualmente, al punto preciso in cui, non solo l’acqua va in ebollizione, ma anche le stelle sembrano punti di riferimento. A questo punto, non avendo più punti da collezionare, si può anche affermare che il punto G è il punto incerto del piacere e il punto P è un ente geometrico senza dimensione in cui il punto d’onore è un punto cruciale come il punto ombra della ricamatrice che, defraudata del suo punto al sole, punta sul vivo e sanguinante, traccia puntini di sospensione… E il punto e a capo? Un punto fermo è un tutto nientificato.* *(E. Montale) |




"Così bisogna fingere
che qualcosa sia qui
tra i piedi tra le mani
non atto né passato
né futuro
e meno ancora un muro
da varcare
bisogna fingere
che movimento e stasi
abbiano il senso
del nonsenso
per comprendere
che il punto fermo è un tutto
nientificato."
Niente di meglio che il da te citato Montale per esprimere il mio entusiasmo per questa tua grande composizione!