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Poesia Non-sense

IL FIGLIO D'OTELLO

LUIGI BERTELLI DETTO VAMBA
da: Il figlio d'Otello

Son padre d'un figlio
ch'è privo di padre,
perché non ha figli
colui che lo fe'...
Ma il figlio d'un padre
che è privo di figli
ha sempre due padri
cui figlio non è.
Per cui questo figlio
è figlio d'un padre
che è padre d'un figlio
che padre non ha. [...]

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Letteratura nonsense, sia poesia che prosa, si basa sull'equilibrio tra ordine e caos, tra senso compiuto e nonsense. Spesso presenta un mondo capovolto o alterato, ma è distinto dal fantasy. Presenta frequentemente, ma non sempre, una matrice umoristica, che nasce però da uno spunto diverso rispetto ad uno scherzo: il nonsense suscita l'ilarità perché non ha senso, mentre lo scherzo perché ha un senso particolare. Il nonsense è un genere parassita, che appare all'interno degli altri generi o tipi letterari, come i versi, le poesie, i romanzi, i racconti brevi, le canzoni, il giornalismo e le ricette. La correttezza formale è spesso bilanciata da un caos semantico o dai doppi significati. Secondo Wim Tigges l'effetto del nonsense è spesso ottenuto per eccesso di significati, e non per assenza. Tiggs si spinge a fornire una lista di tecniche o strumenti che caratterizzano il genere:

  • mancato nesso causa effetto
  • portmanteau
  • neologismi
  • inversioni
  • imprecisioni
  • simultaneità
  • incongruenza
  • arbitrarietà
  • ripetizione senza fine
  • negazione o clonazione

    MISTERO

    PIETRO COCCOLUTO FERRIGNI DETTO YORICK
    Mistero

    Qualor talor frattanto
    forse, sebben così,
    giammai piuttosto alquanto
    come perché bensì?

    E cco repente altronde.
    quasi eziandio perciò,
    anzi, altresì laonde
    purtoppo invan, però...

    Ma se per fin mediante
    quantunque attesoché,
    ahi! Sempre nonostante,
    conciossiacosaché!

Michael Heyman ha esteso la lista includendo:

  • tautologia
  • reduplicazione
  • affermazione dell'ovvio
  • precisione assurda

Il Nonsense può esistere come genere a sé, in cui diversi strumenti sono usati per ottenere un attento equilibrio.

Nella cultura moderna il nonsense appare più confinato come forma di umorismo, come in Federico Maria Sardelli e Nino Frassica, o nella letteratura per bambini.

Quasi ogni forma di nonsense rimane pesantemente legata alla lingua ed alla cultura di origine ed è di difficile, se non impossibile traduzione.


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Una bella sforbiciata

pubblicato 31/gen/2010 16:26 da dolceglicine@yahoo.it

Procedo senza spiccare il volo
con le mie ali che un giorno
un tarpàno mi tarpò.
Ma stia in tarpea
il tarpatore
che ancora estinta non sono
come un tarpan.
Farò ricorso al Tar
- par che funzioni(?)-
Sarà indelebile
la mia "tarpata".

Del resto preferisco
spuntar le doppie punte
piuttosto che rimaner
pelata.

Proverbiale nonsense

pubblicato 23/gen/2010 05:47 da dolceglicine@yahoo.it

 
Superi la velocità dell’ebbrezza
e ti rigiri nella botte piccola
dove c’è il vino buono
e la moglie ubriaca.
E’ un male comune
come un mezzo gaudio
ma quando la gatta
al lardo va
lo zampino se lo può friggere.
A poco serve
ritrovarsi in un bicchiere
mezzo pieno o mezzo vuoto
perché non è la goccia
che fa traboccare il vaso
ma i pesci (morti)
che vengono a galla
e l’antica cacca
altrimenti detta verità.
Tu mi dici
di far buon viso
a cattivo gioco,
ma come posso
mangiare pere
senza il formaggio?
Cantando non mi passa
e non so scacciare chiodi
con altri chiodi
senza farmi male al dito
che un serpente parente
mise tra il dire e il fare.
Allora taccio
ma non acconsento
mentre tu godi
senza accontentarti
e non t’aiuta il Cielo.
Non sono le chiacchiere
che fanno la farina
ma il mugnaio imbiancato
prima che l’acqua passi
e chetamente distrugga i ponti.
Dai retta a me,
quando la gallina vecchia
si rifiuta di fare il brodo
prendi l’uomo per la parola
e accetta
quel che Dio dispone
ché il lupo non mangia il lupo
e tutto è bene
quel che finisce bene.
Meglio una medaglia di bronzo
che arrivare
primo o secondo
litigando.
Dunque,
credo convenga
fare indigestione di ciliegie
per far nascere
da cosa nuova cosa…

Eva

pubblicato 16/gen/2010 03:32 da dolceglicine@yahoo.it   [ aggiornato il 16/gen/2010 06:27 da Benito Ciarlo ]

Eccomi!
esitante ...
eburnea Euterpe
eccitata ed ebbra
educanda edonista
edulcoro effusioni
ed elegantemente
erigo elegie
esprimendo eterne eco
entro erbosi eremi
Eros esalto ed esalo
essenza elevata
estasi eufoniche emetto
ed euforie evaporando
eccedo.

Eterna-mente,
Eva


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Comedoni

pubblicato 23/dic/2009 23:50 da dolceglicine@yahoo.it   [ aggiornato il 24/dic/2009 07:36 da Benito Ciarlo ]

(ovvero di punti neri e oltre)

Cogliere il punto giusto di una questione
è un punto critico che dipende
dal punto di vista che non sia, però,
un punto cieco, altrimenti
fare il punto della situazione
potrebbe diventare un punto morto
senza escludere la possibilità
di poter giungere a un punto nero.
Di punto in bianco, se un punto di domanda
induce a mettere il punto sulla “i,
il punto di partenza della questione
per venire al punto, si puntualizzerebbe
di tutto punto nel punto culminante
includendo un punto esclamativo
di sorpresa allorchè, ponendo
un punto di sutura, già non si torni
al punto di partenza ma si giunga, altresì,
puntualmente, al punto preciso
in cui, non solo l’acqua va in ebollizione,
ma anche le stelle sembrano punti di riferimento.
A questo punto, non avendo più punti da collezionare,
si può anche affermare che il punto G
è il punto incerto del piacere e il punto P
è un ente geometrico senza dimensione
in cui il punto d’onore è un punto cruciale
come il punto ombra della ricamatrice
che, defraudata del suo punto al sole,
punta sul vivo e sanguinante,
traccia puntini di sospensione…

E il punto e a capo?

Un punto fermo è un tutto nientificato.*



*(E. Montale)




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Esagerato!

pubblicato 26/nov/2009 14:25 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 10/dic/2009 15:22 ]


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A cavallo del giureconsulto
un demonio che mai non sorrise
di traverso rivuole i suoi baci:
il domestico regge l'insulto
ma sull'olio m'impone l'accise
e per questo scotenno due traci.

Se la fretta produce limoni
star più calmi potrebbe creare
un coacervo d'eventi bislacchi:
paradossi, cotenne e salmoni...
Perciò fremo e non so cosa fare,,,
metterò le mie pove nei sacchi?

Le idee sono piccanti o colorate?

pubblicato 09/nov/2009 00:16 da Raffaele Pinto   [ aggiornato il 09/nov/2009 00:17 da Benito Ciarlo ]

Le idee sono piccanti o colorate?

Se le cosce radessi in un Ferrari

io forse piacerei a Mata Hari

e m’avvelenerebbe le insalate!

 

Bivacca nella metro un po’ di fate;

ne invito una, che viene da Bari

a prender sushi, würstel o Campari,

o, perché no, belle pizze gelate.

 

Però bucai, sulla bicicletta,

e caddi dentro un fosso puzzolente

dove per poco non mi rompo un dente;

 

quando sotto la bianca camicetta

la mano infilo, con tutto il rispetto,

“Sta zitto, dice, lo odio ‘sto sonetto!”

Pelle

pubblicato 04/nov/2009 12:24 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 04/nov/2009 14:37 ]

I discepoli di Santo Sebastiano
le loro pelli reggevan nella mano,
quelli di Salvatore Ferragamo
le usano per prender pesci all'amo.

La sua vendette a caro prezzo Adamo
al pronipote Isacco e poi ad Abramo,
Mentre Agrippina che l'aveva doppia
ne fece dono un giorno ad una coppia.

E, sottopelle, la morale è questa:
fare la pelle è come far la festa.


Pittore indeciso

pubblicato 04/nov/2009 12:05 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 04/nov/2009 12:17 ]

Nel mare di guai, Pancrazio del Mollo
ci sguazza, s'allena, si torce, fa il pollo;
nell'impeto spurio lui spesso distingue
il ventre del bue, più grasso, più pingue.
S'adorna la testa col vecchio cappotto
e mangia panini di sol lampredotto;
la trippa toscana sdegnato respinge
e nell'insalata bistecche dipinge.
In questo contesto digiuna assai spesso
del Mollo Pancrazio pittore ma fesso.


Morale:
Non s'addice alla trippa l'insalata
né alla bistecca su essa disegnata.

Meglio sarebbe stato se l'untore

pubblicato 01/nov/2009 17:30 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 02/nov/2009 16:08 ]

Meglio sarebbe stato se l'untore
facendo il suo mestier fosse caduto
invece restò ritto, il malfattore,
ed unse i panni dell'agrimensore.

Nel misurar terreni e prati vasti
costui  fu poi terribile coi sorci:
li fece tutti digerir dai tasti
d'una pianola data in man ai porci.

Morale:
I topi non portano la  peste bubbonica
ma subiscono la peste suina.

Della perduta essenza della ralla

pubblicato 01/nov/2009 16:55 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 01/nov/2009 17:27 ]

Un paladino morto a Roncisvalle
lasciò, per testamento, un dito a Meo.
Questi se lo fe' fritto a fondovalle
e ne mangiò più d'un Rabbino Ebreo.

Il fatto si riseppe su in montagna
e s'indignò la bionda pastorella:
Ella diresse il passo verso Spagna
per dare a Meo una sonora sberla.

L'uomo affondò ma poi rivenne a galla
ragionò per un po' con la Nutella
della perduta essenza della ralla
e quindi comperò la mozzarella!

Morale:
Pria di mangiare un dito ereditato
invita la pastora, sii educato.
S'ella l'invito accetta, tu quel dito
fa che di mozzarella sia condito.

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