Sul fondo della pozzangheraDI LARA CAPPELLARO (leggi, su questo sito, la versione in LIMBA SARDA a cura di Stefano Flore)I° Premio Concorso Giovani Autori alla Biennale di Alessandria 2006 Hai molto da dire, o forse niente. Non credere che il detto, il dicibile, il buio, l’invisibile non ti interessino solo perché non li vedi. Esiste un momento in cui ti scontri con l’incomprensibile ed è bene che tu sia pronto, fagotto di vagabondo, rovello di maniglia che apre la porta, notte insonne di doglia. Sul fondo della pozzanghera che s’asciuga, vedi, un senso rimane solo per chi ha avuto il coraggio di restare a guardare, strisciare. Le parole sono aghi dentro pagliai, e ti chiedono pazienza di tartaruga, vortici che rimescolano ricordi, occhi sgranati che piangono per restare puri e rotondi. La goccia di vapor acqueo che sale, la scorgi, contiene, raccolta la verità del mondo. Lara Cappellaro |




Ottima poesia, ampiamente meritevole del Premio che le è stato assegnato.
La realtà, in tutte le sue sfaccettature (la Verità)non può essere scorta senza distorsioni e omissioni dagli indifferenti, dagli apatici, da coloro che detestano discernere ed usano un vocabolario limitato a poche parole. La conoscenza d'altro canto, comporta studio sacrificio e dolore, perchè, va da sé, che nella scoperta del reale, affioreranno i lati negativi che caratterizzano il genere umano. La Verità si palesa attraverso il vapore d'una lacrima. E' bellissima questa conclusione.
Complimenti vivissimi.
Ben
Aggiungo: ho apprezzato moltissimo l'accenno all'importanza del lessico nella penultima strofa ( le parole come ago in un pagliaio devono essere conosciute per essere ritrovate e usate opportunamente).
brava!