da un po’ di tempo mi congiungo muto nell’incavo velato di una memoria antica a raccontarmi il tempo soffocato
dalla mancanza e immagino che questo muro grezzo sopra gli occhi sia uno steccato di innocenza e silenzio fatto di cose chiuse nel ricordo assediato da un pensiero che dice inascoltato al cielo favole in bianco e nero lievi come il sussurro di un ramo vecchio colto dallo scirocco sul calare del sole tra gli ulivi carichi di mitezza
e getto al vento che infuria sulle chiome sulle ali e sul mare versi emessi da voci socchiuse tra le dita toccando appena i margini di un lessico soffiato dall’immaginazione
raccolto nell’ebbrezza di una supplica priva di fede in bilico sul crocevia dell’anima cerco le frasi avvicinate all’iride e trovo un vuoto su questo foglio etereo di tracotanza e sogno tolto da mani ignote tra l’apparire e l’essere a specchio di perifrasi uomini e cose sparsi a caso sul mondo a mendicare un segno |
Benvenuto!