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Sonetto II - 2010: Cade la neve al Col degli Arimanni

pubblicato 05/gen/2010 02:27 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 05/gen/2010 02:47 ]





Cade la neve al Col degli Arimanni
e giunge fino ai pie' de la scarpata,
cade la neve come cadon gli anni
spingendo 'l giorno verso la nottata.

Sotto quel velo bianco sono i danni
che fece nella tragica giornata
ancora ricordata tra gli affanni.
Si sbriciolò nel fango la dannata!

Inabissò le case e le persone,
liquida come miele ma più spessa
fagocitò perfin la compassione.

Collina o rupe che la morte stessa
ha scelto per sua tragica prigione,
irridi bianca al mio dolor, confessa!

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Una tragedia antica sempre viva nel cuore di ogni serravallese: l'alluvione del 6-7 ottobre 1977. La collina detta degli Arimanni si trasformò in una colata di fango provocando morti e distruzione. Gli  effetti sono ancora visibili nel centro storico della città; l'intero colle è stato imbrigliato da mura poderose e contrafforti in acciaio, ma lo si avverte sempre  incombente e minaccioso come allora.

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da: Appunti di sviluppo urbanistico

".... Nel 1977, la drammatica alluvione del 6 e 7 ottobre, fu segnata dalla tragedia del “Villino Marco”, travolto dalla frana del colle degli Arimanni, disastro costato la vita alla moglie ed al suocero del geometra Demicheli, allora presidente della Provincia, oltre che al custode della casa colonica. Lo smottamento, di notevoli dimensioni, invase la strada statale e raggiunse la ferrovia, bloccando il traffico su gomma e su rotaia, isolando Serravalle la valle Scrivia e la val Lemme. I cantieri per lo sgombero dei detriti e la messa in sicurezza della parete rocciosa durarono per quasi sette mesi, con pesanti ripercussioni sulla viabilità locale. Per garantire la stabilità della collina fu necessaria la costruzione di un lungo ed alto muro di contenimento... "



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Commenti

Emma Bricola - 05/gen/2010 03:01

ne parlerò ed inserirò il tuo sonetto