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Salice

pubblicato 30/gen/2010 14:25 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 30/gen/2010 14:46 ]

Salice

di Lara Cappellaro









Se battendo con le nocche

il legno di un salice,
per allontanare i mali,
il suo tronco s’aprisse
mostrandomi il segreto:
che cattura i raggi lunari.
Mi svelasse
gli spicchi riflessi
e i suoni astrali,
pensieri notturni lì impressi,
immagini del cristallino
primordiali.
Ecco, come mossa dal vento,
la chioma restituisce
argentei riflessi,
racchiusi all’interno.
E quando batto,
in una muta richiesta,
polvere siderale cade
sulla mia testa.
Perché il cielo
è rifugio alla terra
e la terra al cielo,


     polvere 

di
           
              luna
           
       in
         
               volo.


Lara Cappellaro

Commenti

Benito Ciarlo - 30/gen/2010 14:45

Questi versi ci portano per mano nelle suggestioni di un antichissimo passato, fatto di Druidi e Fate, di Elfi e falcetti d'oro. E' l'albero, il Salice, a custodirne gelosamente i segreti.
Ma la poesia è attenta ad ogni segnale e sa cogliere il significato della polvere siderale che cade dal cieno appena le nocche percuotono la corteccia del salice perchè "il cielo è rifugio alla terra e la terra al cielo".
Questa è una poesia davvero evocativa, scrittta con una maestria impagabile che reggge la prova di numerose letture, giacchè si resta conquistati ogni volta dalla musicalità di cui i versi sono pervasi.
Rileggetela ascoltando in sottofondo "Casta Diva" dalla Norma di Bellini e il piacere si moltiplicherà.
Benito Ciarlo