La carta poggia
sul ripiano sudicio.
il tavolino è inciso di parole,
di segni vari e cuori.
Come scrivere?
Forse, con la matita,
è meglio premere
per ottener l'immagine
dei graffiti là sparsi.
Del resto, cosa scrivere,
se il giorno è senza storia?
M'approprio quindi
delle storie altrui.
Sul bordo quasi fradicio
traccio a mia volta
un asterisco effimero
in attesa d'un treno
che mi porti lontano.
sul ripiano sudicio.
il tavolino è inciso di parole,
di segni vari e cuori.
Come scrivere?
Forse, con la matita,
è meglio premere
per ottener l'immagine
dei graffiti là sparsi.
Del resto, cosa scrivere,
se il giorno è senza storia?
M'approprio quindi
delle storie altrui.
Sul bordo quasi fradicio
traccio a mia volta
un asterisco effimero
in attesa d'un treno
che mi porti lontano.





ma è bellissima! Con quel senso dolente, quel tono sommesso...Quella mancanza e insieme desiderio dell'amore. E la voglia di andare lontano...E' davvero notevole, anche perché parte dallo scenario umile di una sala d'attesa di seconda classe che però diventa un luogo di fiaba. Mi è molto piaciuta.
Grazie fiorella. Il tuo commento mi ha rinfrancato.