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Roberto Villa: Guerra - Vere storie di cavalieri

pubblicato 15/gen/2010 06:39 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 15/gen/2010 13:29 ]

La squilla li annuncia tonante,
cupeggia il rullar dei tamburi,
rimbomba quel passo assordante
dei prodi che avanzan sicuri.

Fra i monti dal piano più aprìco
garrisce un vessillo nel vento,
spauri l'arcigno nemico
che scorga cotanto portento.

E allor sian l'onore e la gloria,
che guidano il fato e la mano,
a scriver col sangue la storia
del fiero che uccise il villano.

Ed ecco, dall'ala sul fianco
si mostran coruschi al sereno
color che, togati di bianco,
a parola mai vennero meno.

Gli scalpita e sbuffa l'arcione,
son pronti allo stupro ferace,
e il sangue del vinto in tenzone
è il sol che gli sporchi il torace.

Si fionda la torma dal colle
di polvere s'alza una nube,
qual gloria vedranno le zolle
tra i morti nel fango più rude!

Così, tra quei corpi virtuosi,
svuotata la voce per terra,
si chiaman vittorie i marosi
e questa, signori, è la guerra.





Roberto Villa - 14 gennaio 2010







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Commenti

Benito Ciarlo - 15/gen/2010 11:22

Faccio i complimenti a Roberto per la perfezione metrica e per le suggestioni che riesce a trasmettere e aggiungo solo una cosa: a guardar bene non è cambiato niente. Sono cambiate le armi, non ci si uccide più a tu per tu com'è accaduto fino alla prima guerra mondiale, però il sangue che imbratta il torace del potente è sempre lo stesso: quello del poverocristo. Ai condottieri si sono sostituite le nazioni. Ma a fare la guerra (nel senso di morire) è sempre il popolo.
Suggerimento: http://www.youtube.com/watch?v=Gh7-KD6RtWQ
Ben