pubblicato 06/gen/2010 00:21 da Benito Ciarlo
Federico Zeri (Roma, 12 agosto 1921 – Mentana, 5 ottobre 1998) - critico d'arte
PAZZIA DEL 5 D'OTTOBRE (IN MEMORIA DI FEDERICO ZERI)
Sono queste le idee decadute,
tenute in riserva da menti malate
che sanno evitare le inutili scorte,
ch’apprezzano il danno al centesimo d’euro:
duecento speranze perdute
boccheggiano, inermi, nel fango.
Non sono poi tante.
Son meno di quelle di quel ballerino rampante
che, nella Parigi sontuosa dell’Ultimo Tango,
danzò con la donna burrosa,
sua amante all’istante!
Che becera solfa s’avanza stanotte nel cranio!
Le rime baciate ridotte a frittate stracotte!
M’estranio.
Frittate di morte o di pace?
... Salace. Salace? Sagace?
Pasticcio di mente incapace, piuttosto!
L’arrosto, col fumo fedele scudiero,
non fu mai guerriero; davvero,
sebbene, sì fiero, pretenda veloce prebenda!
Prebenda da chi?
Ma da me ohimemì!
La causa di tanto rigore di termini strambi
risiede nell’ebbro furore dei vini che cambi mangiando?
Può darsi. Furfante: cambiando la donna col fante tu imbrogli!
Catarsi, sciagure, cordogli di mogli assennate,
lasciate a cucire la tela.
Remate, innalzate la vela!
Vogate, che il mare vinciamo.
Ci siamo:
Sirene, Sirene a babordo!
Ulisse l’ingordo le vede,
sul cuore si siede sconfitto.
Trafitto.
Da un raggio di sole?
Macchè, non è sera! Coraggio!
Son solo parole...
Nell’attimo stesso che pensa, quel prode,
si scorda il pensiero.
Ci sono le prove che quello sparviero
che artiglia parole per farne merletti,
le cuce tra loro, in effetti,
con mille aggettivi aggraziati
che copron le macchie dei nomi.
Somiglia a qualcuno che striglia
cavalli azzoppati.
Condensa pensieri bacati,
concetti da manicomi!
Non è solo mia la vera pazzia:
è anche di questa giornata autunnale,
malnata, ferale, che al mondo
degli uomini veri ha sottratto
colui che valeva, sicuro, i suoi Zeri!
Benito Ciarlo 6 ottobre 1998
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