Mercato
La gente mi ronza negli occhi, l'odore salmastro mi porta lontano nel tempo, a quando il mio mare non era straniero, a quando sapevo sognare la sera, a quando portavo il tuo canto nel cuore.
Acceca quel rosso mi scalda quel giallo, ricorda il mio sole bambino quel darsi alla vita senz'altro pensiero. La voce ritorna , nessuno qui tace vigore, energia che grande fermento.
Mi piace sentire lo spirito intonso gridare da dentro urlare più forte. Ti vedo, ci sei stai lì tra la gente mi prendi la mano com'era una volta cammini con me e non mi lasci più sola. |





Che bella, Emma!
Hai colto, enumerandole, le sensazioni generali le tue personali restituendo un'atmosfera sospesa, d'altri tempi, così suggestiva da domarsi perchè al martedì quando ci si aggira tra le bancarelle, non le proviamo anche noi...
[nota: a Serravalle, dove viviamo entrambi, il mercato si svolge martedì mattina]
grazie dolcissimo Benito!Quando ho scritto questa pensavo al mercato orientale a Genova, dove andavo con mia mamma. Comunque i mercati sono luoghi che sempre mi affascinano, colori, odori, atmosfere..e quando vado in posti nuovi non mi perdo mai il mercato locale
Un abbraccio
che bella...sono colpita!
Una poesia densa di sensazioni: odori, colori, voci. Ed attraverso la suggestione dei sensi tornano i ricordi. Piaciuta.
vi ringrazio, l'apprezzamento da fini poeti come voi mi rende contenta