pubblicato 11/mar/2010 10:10 da stefano toschi
È il brulicare che s’era assopito,
l’alba che scioglie la notte ghiacciata,
una viola di campo ch’è sbocciata
nel germinare del prato romito.
È la rondine, alfine, ritornata,
il richiamo ad amare, l’invito
a lasciarsi inebriare, è il rito
animale di un’anima afflata.
Poi la triste stagione, ch’era morta,
insidia ancora alla socchiusa porta,
ma il tempo del suo tempo è già scaduto
e l’astro equinoziale regna muto:
è l’Annunziata, ormai, vinca la vita
nel ventre della Madre concepita.
Stefano Toschi

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Ha il sapore antico delle cose buone.