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L'UOMO INVISIBILE di Sergio Garbellini

pubblicato 12/gen/2010 11:44 da Benito Ciarlo

L’UOMO  INVISIBILE



 

 

Ho conosciuto un giovane immigrato,

bravissimo, discreto, diplomato.

Per nove mesi ha sempre lavorato

con un fornaio, poi s’è licenziato.

          In tutto questo tempo è sempre stato

          nascosto, come un ladro ricercato!

          Nessuno, mai nessuno l’ha notato!

          Un sabato di ottobre l’ho incontrato,

che comprava un giocattolo al mercato.

Mi chiese un materasso, vecchio, usato

ed un lenzuolo, anche rovinato

e mi parlò di quel tremendo stato

          che  c’era al suo paese disagiato

          e, poi, con tono alquanto emozionato

          piangendo, disse, ch’era già sposato

          e aveva moglie e un figlio, generato

lo stesso giorno che lui s’è imbarcato.

Sentiva un desiderio incontrollato

di ritornare là, dov’era nato!

Soffriva! L’ho dapprima consolato

          e, con sincero affetto, l’ho abbracciato.

          In tutti i nove mesi l’ho aiutato

          in mille modi. E lui l’ha apprezzato!

          Il giorno ch’è partito mi ha guardato

con gli occhi tristi e mi ha ringraziato,

ma da quel giorno non è più tornato!

 

          Non aveva il permesso di soggiorno …

          Ha lavorato tanto, presso un forno,

          sgobbando sia di notte che di giorno …

          Durante il suo brevissimo soggiorno

 

          nessuno gli ha mai detto: “Ciao, buongiorno”.

          Addio fantasma, apparso a mezzogiorno …

          che più in Italia non farai ritorno …      

          ... ma la tua ombra … mi sta sempre intorno!!!

 

 

 

Magliano dei Marsi

 24 settembre 2008

  Garbellini Sergio



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Commenti

Benito Ciarlo - 12/gen/2010 11:55

Queste monorime, martellanti come i tamburi africani, mi sembrano il giusto tam tam per dire al mondo opulento che non siamo molto bravi a condividere con quello meno ricco.