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Lettera a Penelope

pubblicato 01/nov/2009 07:13 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 01/nov/2009 07:19 ]
Arrochita dal pianto, la tua voce
Mi ripeteva con dolcezza: « Resta!»
Ma, come il fiume gonfio la sua foce
Sconvolge, così nella mia testa
L'urgente desiderio dell'ignoto
Ogn'argine rompeva senza sosta.

(Salpai col nuovo sole: antico voto
Di chi la vita nella notte imposta).

Per quanto tempo ti restai lontano
Perduto tra le braccia d'Avventura?
Ed oggi che, di nuovo, la mia mano
Sfiorando le tue labbra ogni paura
Potrebbe allontanare, appare strano
Sfidare con coraggio il dio Nettuno
Ch'ebbe ragion di me per troppe volte.
Devo però arrivar dove nessuno
Osò prima approdar: là son raccolte
Tra colonne possenti e indifferenza
Le più belle virtù della Sapienza.