Arrochita dal pianto, la tua voce Mi ripeteva con dolcezza: « Resta!» Ma, come il fiume gonfio la sua foce Sconvolge, così nella mia testa L'urgente desiderio dell'ignoto Ogn'argine rompeva senza sosta. (Salpai col nuovo sole: antico voto Di chi la vita nella notte imposta). Per quanto tempo ti restai lontano Perduto tra le braccia d'Avventura? Ed oggi che, di nuovo, la mia mano Sfiorando le tue labbra ogni paura Potrebbe allontanare, appare strano Sfidare con coraggio il dio Nettuno Ch'ebbe ragion di me per troppe volte. Devo però arrivar dove nessuno Osò prima approdar: là son raccolte Tra colonne possenti e indifferenza Le più belle virtù della Sapienza. |



