Per navigare

636giorni trascorsi da
Primo compleanno di Scrivere al tempo di Internet

La notte ed io (poesia giovanile)

pubblicato 30/mar/2010 01:02 da Benito Ciarlo
Questo dannato trascinare passi,
che non prelude al sonno,
distilla come succo dal mio cranio
consecutivi vertici d'assenza.

E' frastuono, comunque,
è danza di pensieri e di fantasmi.

Quanto vorrei il silenzio, finalmente!

Invece rimpiango e ricordo e ripenso
alla corolla aperta d'un giacinto,
e anche a un crisantemo pazzo
sbocciato vecchio prima di novembre,
all'osceno dischiudersi in offerta
d'una rosa vermiglia alle narici.

Vorrei riuscire a scorgere la quiete
ma l'urlo delle sedie mi sovrasta
m'incenerisce il gracidar dell'aria:
il racconto bugiardo di quest'alba
ch'ha recitato il rantolo notturno
sconquassa le mie tempie.

Altrove di sicuro c'è chi pensa
a fronteggiare il demone del giorno.

I miti si disgregano e lo scatto d'un giudice
spinge la trave che gli colma un occhio
contro la vista mia per annebbiarla.

Non accetterò oggi - non è da uomini -
che il tramestio di passi sul tappeto
ed il cader di tegole sconnesse
mi sottraggan giudizio.

Perciò - se il sole sbircia è già mattina -
fermatevi e smettete:
cercar pagliuzze nello sguardo altrui
è fatica sprecata per un branco i ciechi.

Benito Ciarlo
Serravalle Scrivia 12 settembre 1972

Commenti

dolceglicine@yahoo.it - 31/mar/2010 15:31

"l'urlo delle sedie mi sovrasta" è bellissimo!